



La negazione della tesi che si vuole sostenere( "l'esistenza di Dio non è dimostrata") si chiama per l'appunto ragionamento per assurdo. Significa "supponiamo che la sua esistenza sia dimostrata e quindi esiste".
Ergo hai poco da ridere.
Io ho ben chiaro cosa intendo io per infinito e l'ho espresso portando un esempio. Il fatto che "tomisticamente" si definisca in altro modo o che significhi altro non ha niente a che vedere con la mia domanda.
Se il mio esempio è chiaro reitero la domanda. È impossibile che esiste anche se per assurdo Dio esistesse?
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- Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
- Ne sei sicuro ?
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Il ragionamento per assurdo dovrebbe mostrare che l'accettazione della veridicità di una determinata tesi ha conseguenze illogiche. Mi sembra che siate ben lungi dall'averlo fatto parlando dell'esistenza di Dio.
Con tutto il rispetto, ma a me non sembra che tu ce l'abbia chiaro. Infatti, hai parlato di un numero infinito di aggregati materiali, precisando però di non intendere l'aggettivo "infinito" nel senso di indefinito o indeterminato, nonostante sia necessariamente quello il significato per i motivi che ti ho precisato sopra. Sei tu che quindi devi uscire dall'impasse. Quello che ti posso dire è che non è incompatibile con l'esistenza di Dio il numero infinito - cioè sempre ulteriormente determinabile - di aggregati materiali.
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).






Certo, ma questo è pacifico. Parlando della creatio ab aeterno, S. Tommaso scrisse nella Summa theologiae che era razionalmente possibile e sostenibile, ma che andava esclusa in virtù della Divina Rivelazione. Solo che qui, a parte me, te e @emv, nessuno aderisce alla Divina Rivelazione, quindi mi limito ad argomentare su un piano di pura ragione naturale.
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