https://www.ilfattoquotidiano.it/202...rnano/7305874/
Il Moby Prince e i silenzi degli americani. Quei 10 milioni di dollari per tenere a Livorno 6 navi cariche di armi: perché i conti non tornano.
[...] Il tema della presenza americana sul teatro degli eventi della strage del Moby Prince è già emerso più volte lungo i trentadue anni di inchieste giudiziarie, parlamentari e giornalistiche. Ed è noto che le autorità militari statunitensi mentirono per due volte, in via scritta, ad istituzioni italiane sul numero delle navi militarizzate in rada a Livorno la notte dell’incidente. L’attività di occultamento e depistaggio iniziò già nel marzo 1991 – prima del disastro – quando, in un documento a firma dell’allora vertice del XIII-XI° Medium Port Command, generale Harpole, indicò in tre navi presenti in rada le uniche con “materiale di proprietà del governo degli Stati Uniti d’America” di ritorno dalla Guerra del Golfo dove non fu utilizzato, con destinazione “base Usa/Nato di Camp Darby”. Harpole precisava nel documento il fatto che tali navi – la Edfim Junior, la Gallant 2 e la Cape Breton – fossero sotto il diretto controllo del Dipartimento della Difesa USA” quindi militarizzate. A smentire quello stesso documento ci pensò undici anni dopo, nel maggio 2002, il responsabile dell’Avvocatura militare dell’ambasciata americana, John T. Oliver, quando, in risposta ad una lettera di un consigliere regionale toscano, chiarì come fossero 5, e non tre, le navi militarizzate Usa in rada quella notte, pur evitando di elencarle. Un’ammissione tardiva, quella dell’avvocatura militare statunitense, che tuttavia assunse i tratti del depistaggio se si considera che gli accertamenti giudiziari successivi della Procura di Livorno hanno rilevato nella rada e nel porto di Livorno almeno un’altra nave militarizzata americana nella rada livornese al momento dell’incidente, portando il numero a sei navi militarizzate americane: oltre le tre indicate nel documento di Harpole del 1991 – Edfim Junior, Cape Breton e Gallant 2 -, la Cape Flattery (impegnata appunto a caricare chiatte d’armi proprio nell’aprile 1991) e la similare Cape Farewell, oltre alla Cape Syros. A queste sei navi potremmo aggiungerne una settima ormeggiata direttamente in porto, la Margareth Lykes, e una ottava non identificata che comunica la notte dell’incidente con il nome di America Cargo Vessel. Quest’ultima è proprio tra le maggiori indiziate come possibile terzo natante non identificato che avrebbe indotto Moby Prince alla manovra evasiva finita sul fianco della petroliera Agip Abruzzo. Recentemente sollecitato da due commissione d’inchiesta sulla necessità di integrare con elementi di novità quanto finora comunicato alle autorità italiane, il governo statunitense, stando a quanto noto a fonti de ilfattoquotidiano.it, ha sempre evitato di offrire chiarimenti ulteriori sulla vicenda Moby Prince e sulla presenza di queste navi sulla scena, pur senza esprimere tale posizione attraverso atti formali.
_______________
Ho più volte osservato che la nostra gratitudine di italiani per la Liberazione dal nazifascismo operata (anche, ed in modo determinante) dai militari americani l'abbiamo già manifestata concretamente e pagata molte volte (Ustica, Cermis, Moby Prince, Aldo Moro) col silenzio/depistaggio di Stato, per cui sarebbe l'ora di liberarci dall'ormai asfissiante egemonia a stelle e strisce.




Rispondi Citando
