La Padania 2-11-2010
Polledri: «La croce di San Giorgio è nel vessillo della Lega Lombarda»
Altro che Halloween padano, come i giornali si ostinano a chiamarla; il 31 ottobre a Pecorara – nel piacentino –
è stata ancora una volta occasione per ricordare che «senza radici non c'è futuro», come aveva sottolineato
l'anno scorso il leader Umberto Bossi, immancabile alla festa nel piccolo centro del piacentino insieme al ministro Giulio Tremonti, al governatore Roberto Cota e a una parata di parlamentari del Carroccio e non solo (per il Pdl anche Renato Farina).
Un appuntamento che di pagàno non ha niente. Anzi: la Chiesa ha dedicato la data alla commemorazione dei santi.
A sottolineare il carattere di profonda religiosità dell'evento ci hanno pensato il deputato Massimo Polledri
e la locale sezione leghista, che hanno avviato la serata con una messa a cui hanno preso parte gli special guest della rassegna della zucca. Nel corso della celebrazione sono stati ricordati, per nome, i propri cari defunti.
Il Segretario Federale è stato omaggiato dallo stesso Polledri con una formella di San Giorgio, riproduzione di un quadro del 1300 conservato al museo di Praga. Il vessillo di san Giorgio – la croce rossa su sfondo bianco – è emblema della cristianità, dei sicuri approdi, degli ordini ospedalieri. Un simbolismo che affonda le proprie radici nel 1098, anno dell'assedio di Antiochia che i crociati sottrassero ai Turchi costringendoli a una clamorosa ritirata sulle linee di Kerbogha.
«La croce di San Giorgio – ha osservato Polledri – è ancora la bandiera della Lega Lombarda.
Dietro quella bandiera c'è il movimento, davanti Umberto Bossi».
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