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Discussione: Economia

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    Arrow Economia


    Graduatorie Poste Italiane 2024: come fare domanda, scadenza vicinissima


    Graduatorie Poste Italiane 2024: aperta la fase di iscrizione agli elenchi volti alla stabilizzazione del personale con contratto a tempo determinato. L’inserimento quindi seconda fase dell’assunzione di chi sta già svolgendo un incarico per l’azienda. Uno sguardo a come svolgere la procedura in maniera corretta e la scadenza da rispettare.
    Personale Ata immissione in ruolo 2024 2025: aggiornamenti e istruzioni
    Graduatorie Poste Italiane 2024: come fare domanda, scadenza vicinissima

    Graduatorie Poste Italiane 2024: aperta la fase di iscrizione agli elenchi volti alla stabilizzazione del personale con contratto a tempo determinato. In pratica, l’inserimento nelle liste è la seconda fase del processo di eventuale assunzione riguardante solo chi sta già svolgendo o ha svolto in passato uno o più incarichi per l’azienda.
    In base agli accordi tra Poste e i sindacati verranno stabilizzati – quindi da contratto a tempo determinato si passerà a un contratto a tempo indeterminato (sia part time che full time) – 2.100 lavoratori con contratto a tempo determinato. Importare segnare sul calendario la data del 28 agosto, si tratta del termine ultimo per svolgere la procedura di inserimento in graduatoria.
    Quali sono i requisiti e come si fa domanda

    Graduatorie Poste Italiane 2024: quali sono allora i requisiti specifici per inoltrare domanda di inserimento? In sostanza, possono accedere alla procedura coloro che hanno svolto incarichi a tempo determinato di portalettere o di addetti allo smistamento presso Poste Italiane per almeno 6 mesi (periodo che si può raggiungere anche sommando più contratti) nel periodo compreso tra il primo gennaio 2014 e il primo gennaio 2024.
    Questo il requisito fondamentale che consente di accedere alla procedura che si potrà svolgere sul sito di Poste Italiane. Tale procedura consiste nella scelta di massimo 3 province (in ordine di priorità secondo le proprie preferenze) tra quelle ove l’azienda procederà alle assunzioni previste. Il punteggio sarà calcolato in base a mesi lavorati, mesi lavorati nella provincia per cui si chiede l’inserimento, età anagrafica. Intorno al 18 settembre dovrebbero essere pubblicati gli elenchi definitivi.
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    Arrow Pagamento assegno di inclusione agosto 2024: date e come evitare la sospensione


    Cresce l’attesa per il pagamento dell’assegno di Inclusione di agosto 2024, il nuovo sostegno economico introdotto dal governo Meloni in sostituzione del Reddito di Cittadinanza. Dopo la prima tranche di pagamenti avvenuta nelle scorse settimane, che ha interessato principalmente coloro che hanno ricevuto l’esito positivo per la prima volta, si attende ora la seconda tranche, destinata alla maggior parte delle quasi 700.000 famiglie beneficiarie.


    Pagamento assegno di inclusione agosto 2024: date di accredito

    Secondo le informazioni più recenti, l’INPS non ha ufficializzato una data precisa per il pagamento dell’assegno di inclusione di agosto 2024, a differenza delle mensilità precedenti, il cui calendario era stato fissato nel messaggio n. 835 del 2024. Tuttavia, basandosi sulle indicazioni raccolte, è possibile fare delle ipotesi.
    A partire da agosto 2024, l’INPS sembra intenzionata a mantenere un calendario fisso per il pagamento dell’Assegno di Inclusione, simile a quello adottato per il Reddito di Cittadinanza. Per coloro che hanno ricevuto l’esito positivo nel mese precedente, la carta è stata consegnata il 15 del mese. Per tutti gli altri beneficiari, il pagamento dovrebbe avvenire il 27 agosto 2024. La lavorazione dei pagamenti avverrà tra sabato 24 e lunedì 26 agosto, con l’accredito previsto per il giorno successivo.
    Date di pagamento assegno di inclusione agosto 2024

    L’Assegno di Inclusione di agosto 2024 verrà accreditato in due diverse date, a seconda del profilo del beneficiario:
    Data di Pagamento Destinatari
    14 o 16 agosto 2024 Beneficiari che ricevono l’Assegno per la prima volta dopo aver sottoscritto il Patto di Inclusione Sociale nel mese di luglio.
    27 agosto 2024 Beneficiari che hanno già ricevuto almeno una mensilità dell’Assegno di Inclusione.
    Importo assegno di inclusione ricalcolato: quando avviene

    Un aspetto importante da considerare è la lavorazione mensile effettuata dall’INPS prima di procedere con il pagamento. Questa fase è fondamentale per verificare se ci sono state variazioni nelle condizioni dei beneficiari che potrebbero influire sull’importo dell’assegno di inclusione. Ad esempio, l’istituto verifica se uno o più componenti del nucleo familiare hanno avviato una nuova attività lavorativa o hanno subito variazioni significative nel reddito, come la liquidazione di una pensione.
    In caso di variazioni, l’importo dell’Assegno potrebbe essere ricalcolato, risultando in una riduzione o, in alcuni casi, nella sospensione del beneficio. È importante ricordare che i beneficiari sono obbligati a comunicare tempestivamente qualsiasi variazione significativa, come previsto dalla normativa vigente.
    Sospensione assegno di inclusione agosto 2024: chi rischia

    È importante sottolineare che alcuni beneficiari potrebbero vedere il pagamento dell’Assegno di Inclusione sospeso nel mese di agosto 2024. L’INPS ha comunicato, nel messaggio n. 2132 del 5 giugno 2024, che la sospensione può avvenire se il beneficiario non si presenta presso i servizi sociali entro i termini stabiliti per avviare il percorso di inserimento lavorativo e sociale.
    Nello specifico, i beneficiari hanno 120 giorni di tempo per presentarsi presso i servizi sociali dalla data di sottoscrizione del Patto di Inclusione. In caso di mancata presentazione entro questo termine, il pagamento dell’Assegno viene sospeso. Anche successivamente, è richiesto ai beneficiari di aggiornare la propria situazione ogni 90 giorni e di presentarsi presso i Centri per l’Impiego entro 60 giorni per la sottoscrizione del Patto di Servizio Personalizzato.
    Leggi: Siisl: guida alla registrazione in piattaforma e come funziona
    Come evitare la sospensione dell’assegno di inclusione

    Per evitare la sospensione dell’Assegno di Inclusione, è quindi fondamentale che i beneficiari rispettino tutte le scadenze imposte dall’INPS e si presentino agli appuntamenti stabiliti dai servizi sociali e dai Centri per l’Impiego. In caso di mancata presentazione, è possibile giustificare l’assenza per riottenere il beneficio, ma solo in presenza di motivazioni valide e documentate.
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    Arrow Personale Ata immissione in ruolo 2024 2025: aggiornamenti e istruzioni


    Personale Ata immissione in ruolo 2024 2025: aggiornamenti e istruzioni


    Personale Ata immissione in ruolo 2024 2025: cominciano ad arrivare gli avvisi di convocazione da parte degli Uffici Scolastici Provinciali. Il prossimo passo della procedura la scelta della sede attraverso la piattaforma del Ministero dell’Istruzione Istanze Online. Uno sguardo a quello che si sa al momento.
    Personale Ata immissione in ruolo 2024 2025: aggiornamenti e istruzioni

    Personale Ata immissione in ruolo 2024 2025: cominciano ad arrivare gli avvisi di convocazione da parte degli Uffici Scolastici Provinciali. Tali avvisi differiscono leggermente nella forma tra un USP e l’altro. D’altra parte, tutti gli avvisi di questo tipo servono a comunicare che gli aspiranti utilmente collocatisi nelle graduatorie provinciali permanenti adesso sono chiamati a presentare un’unica istanza di assegnazione della sede.
    Poco tempo per inoltrare istanza di scelta della sede

    Di solito vengono dati pochi giorni per svolgere la scelta della sede a seguito di convocazione. Anche questa volta il tempo stringe: giusto tre giorni a disposizione dei convocati per scegliere la sede. Per esempio, se l’avviso di convocazione arriva il 21 agosto, ci sarà tempo fino alle 23.59 del 24 agosto per effettuare la procedura. La scelta della sede deve essere effettuata con modalità telematica attraverso il portale ministeriale Istanze online. Una volta fatto accesso il sistema chiederà di ordinare secondo la propria preferenza le sedi disponibili per la provincia scelta in sede di inserimento/conferma in Graduatoria.
    immissione in ruolo 2024 2025: solo alcuni convocati verranno assunti

    Personale Ata Immissione in ruolo 2024-2024: la convocazione da parte dell’USP non comporta automaticamente l’assunzione. Infatti, il numero di convocati supera sempre quello dei posti disponibili a copertura di eventuali rinunce. Il Miur per l’anno scolastico 2024 2025 ha autorizzato la nomina di 10.336 componenti del Personale Ata.
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    Arrow Cessione del quinto NoiPA: tassi, tempi di erogazione e simulazione


    Cessione del quinto NoiPA: tassi, tempi di erogazione e simulazione


    Cessione del quinto NoiPA: un prestito con condizioni particolarmente convenienti che possono sfruttare, però, soltanto i dipendenti pubblici grazie alle convenzioni stipulate dal MEF con alcuni istituti di credito. Quale il tasso applicato? In quanto tempo si ottiene? Ecco le informazioni fondamentali.
    Cessione del quinto NoiPA: quali sono i tassi applicati?

    La cessione del quinto Noipa è una forma di finanziamento riservata a diverse categorie di dipendenti pubblici. Tra questi, in particolare, insegnanti e persona Ata, dipendenti di ministeri e amministrazioni locali, personale sanitario. Possono essere richiesti in prestito importi fino a 75mila euro e la somma può essere restituita attraverso una rateizzazione di durata massima 10 anni (con rata costante, appunto, di importo non superiore a un quinto dello stipendio).
    Cessione del quinto Noipa: procedura tutta online

    Il tasso fisso applicato si attesta generalmente intorno al 4,25% (comprende spese e oneri vari). Per richiederlo è possibile rivolgersi a diversi istituti di credito che hanno una convenzione attiva con il Ministero dell’Economia e delle Finanze oppure fare richiesta online direttamente sul sito Noipa (voce “piccolo prestito” all’interno dell’area Self Service della piattaforma). Tutta la procedura, in sostanza, può essere gestita a distanza in modalità virtuale.
    In quanto tempo si ottiene e documenti richiesti

    Cessione del quinto NoiPA: bastano anche pochi mesi di anzianità di servizio per ottenere questo genere di finanziamento. Tra i documenti necessari per richiederlo, in pratica, soltanto la busta paga o comunque un certificato in cui venga indicato l’importo netto dello stipendio: non servono altre garanzie. Altro aspetto particolarmente conveniente riguarda i tempi di erogazione che possono ridursi anche a 24 ore. Si può ottenere anche se si è inseriti nel database nazionale dei cosiddetti “cattivi pagatori”.
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    Arrow Bonus famiglie settembre 2024: tutte le agevolazioni in arrivo


    Bonus famiglie settembre 2024: tutte le agevolazioni in arrivo


    Bonus famiglie settembre 2024: quali sono le agevolazioni, i sostegni economici, i contributi che i nuclei familiari possono richiedere? Sono previste delle novità per chi ha figli a partire dal prossimo mese? Una panoramica delle informazioni fondamentali sul tema.
    Bonus famiglie settembre 2024: le agevolazioni confermate

    Bonus famiglie settembre 2024: quali sono le agevolazioni, i sostegni economici, i contributi che a vario titolo possono richiedere i nuclei familiari? Anche a settembre 2024, le famiglie italiane e in particolare quelle a basso reddito potranno contare sulle misure di welfare che già conoscevano prima dell’estate. Quindi, assegno di inclusione, supporto formazione lavoro, assegno unico universale, carta acquisti, bonus bollette, bonus asilo nido, oltre a tutto l’assetto di detrazioni fiscali previste per i familiari a carico, saranno disponibili anche il prossimo mese
    Sono previste delle novità per chi ha figli a partire dal prossimo mese?

    Bonus famiglie settembre 2024: sono in arrivo delle novità per chi ha figli a partire dal prossimo mese? Il Governo Meloni spesso rinnova il proprio impegno per garantire un sempre maggiore supporto economico alle famiglie con figli a basso reddito. Al momento, però, non sembrano esserci particolari novità in cantiere. Unico elemento da segnalare in questo senso il rinnovo di un ulteriore tranche della Carta dedicata a te.
    I nuclei familiari che riceveranno il contributo da 500 euro saranno selezionate direttamente dall’Inps in base a Isee (inferiore a 15mila euro) e al numero di figli: in pratica, non bisogna fare domanda. Saranno poi i comuni a erogare l’importo – a quanto pare proprio a partire da settembre 2024 – che si potrà utilizzare per l’acquisto, oltre che di beni di prima necessità, di carburante e abbonamenti al servizio di trasporto pubblico locale.
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    Arrow Taglio del cuneo fiscale confermato per il 2025? Le novità in Manovra (per ora)


    Taglio del cuneo fiscale confermato per il 2025? Novità in Manovra.


    La Manovra 2025 si preannuncia come un intervento cruciale per il governo italiano, concentrandosi su pensioni, taglio del cuneo fiscale e una possibile riforma dell’IRPEF. Le risorse sono limitate, ma le priorità sono chiare: preservare il potere d’acquisto delle famiglie, sostenere i lavoratori e agevolare le imprese. Con una legge di bilancio prevista intorno ai 25 miliardi di euro, il governo dovrà affrontare più di qualche ostacolo per garantire la stabilità economica del Paese.
    Taglio del cuneo fiscale: conferme per il 2025

    Una delle misure centrali della Manovra 2025 è la conferma del taglio del cuneo fiscale e contributivo. Attualmente, questo provvedimento riguarda oltre 12 milioni di lavoratori, con un impatto significativo sulle buste paga di chi guadagna fino a 35.000 euro all’anno. Il taglio del cuneo fiscale ha rappresentato un supporto essenziale per compensare il calo dei salari reali, che in Italia, secondo l’OCSE, è stato tra i più significativi rispetto alle altre grandi economie.
    Per il 2025, la conferma di questa misura richiederà un investimento di circa 10 miliardi di euro. Il governo sta valutando come rendere questa riduzione delle tasse più sostenibile a lungo termine, ma per ora, la priorità è garantire che i lavoratori continuino a beneficiare di un incremento medio di circa 100 euro al mese, fondamentale per mantenere il loro potere d’acquisto.
    Taglio del cuneo fiscale e non solo: misure per famiglia e natalità

    La Manovra 2025 non si limiterà a interventi fiscali. Un altro punto cruciale riguarda le misure a favore della famiglia e della natalità. Il governo intende confermare e, possibilmente, potenziare i bonus per le donne lavoratrici con figli, nonché le maxi deduzioni per le assunzioni.
    Pensione Quota 41 e il dilemma delle risorse

    La riforma delle pensioni rimane uno dei temi più dibattuti nella pianificazione della Manovra 2025. Attualmente, il sistema prevede l’uscita dal lavoro con “Quota 103“, ma la mancanza di fondi sta limitando le possibilità di proseguire su questa strada. La proposta in esame è l’introduzione di “Quota 41“, che consentirebbe il pensionamento con 41 anni di contributi, indipendentemente dall’età. Tuttavia, questa opzione comporterebbe una riduzione dell’assegno pensionistico, soluzione che potrebbe non essere ben accolta dai lavoratori.
    Il dibattito continua a focalizzarsi su come equilibrare la necessità di una riforma sostenibile con le aspettative dei lavoratori. La legge Fornero rimane il riferimento principale, ma l’obiettivo è quello di trovare una soluzione che sia accettabile sia per il bilancio pubblico che per i futuri pensionati.
    Riforma IRPEF: sistema a 3 aliquote confermato per il 2025?

    Parallelamente al taglio del cuneo fiscale, la Manovra 2025 potrebbe includere modifiche all’IRPEF, con l’obiettivo di alleggerire ulteriormente il carico fiscale sul ceto medio. L’attuale sistema a tre aliquote, introdotto nel 2024, potrebbe essere mantenuto anche nel 2025, con alcune possibili estensioni dei benefici fino ai redditi di 50.000 euro.
    Il viceministro delle Finanze ha sottolineato l’importanza di sostenere il ceto medio, che rappresenta il fulcro dell’economia italiana. Tuttavia, la possibilità di una revisione più ampia delle aliquote, inclusa una possibile estensione della flat tax, dipenderà dalle risorse disponibili e dalla tenuta dei conti pubblici.
    Tabella di sintesi delle misure previste nella Manovra 2025

    Misura Dettagli Stima di Spesa
    Riforma Pensioni Introduzione di “Quota 41” con possibile riduzione dell’assegno pensionistico Non specificata
    Taglio Cuneo Fiscale Conferma del taglio per i redditi fino a 35.000 euro annui, aumento medio di 100 euro al mese Circa 10 miliardi di euro
    Riforma IRPEF Estensione dei benefici della rimodulazione a tre aliquote, possibile revisione della flat tax Non specificata
    Misure per la Famiglia Conferma bonus per lavoratrici con figli e deduzioni per assunzioni Da definire
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    Arrow Riforma Irpef 2025 ultime notizie: calcolo aliquote, tagli e aumenti stipendi


    Riforma Irpef 2025 ultime notizie: calcolo aliquote, tagli e aumenti stipendi


    Riforma Irpef 2025: sarà di certo uno dei punti centrali della manovra per il prossimo anno. Obiettivo da raggiungere entro la fine della legislatura il passaggio a due sole aliquote. I tempi però non sembrano maturi e tutto lascia pensare che alla fine verrà confermato l’impianto a tre scaglioni già fissato quest’anno (ma con un occhio di riguardo per i redditi medio-alti).
    Riforma Irpef 2025: sarà uno dei punti centrali della manovra per il prossimo anno

    Riforma Irpef 2025: sarà di certo uno dei punti centrali della manovra per il prossimo anno. La Finanziaria 2025, infatti, non dovrebbe riservare particolari “emozioni”. In pratica, il Governo Meloni costantemente alla ricerca di risorse, concentrerà le energie sulla conferma delle misure già previste per quest’anno. Ora, mentre cominciano a entrare nel vivo le trattative, sembra che l’ipotesi più plausibile sia quella che vede, appunto, confermato il sistema a 3 aliquote ma prevedendo un ulteriore abbassamento delle tasse per i redditi medio-alti (e alti).
    Confermato il sistema a tre scaglioni con un occhio di riguardo ai redditi medio-alti (e alti)

    Riforma Irpef 2024: dunque, come si scriveva, dovrebbero essere confermati i 3 scaglioni attualmente previsti solo per il 2024. Questi sono così modulati: redditi fino a 28mila euro, Irpef al 23%; tra 28mila e 50mila euro, Irpef al 35%; redditi oltre i 50mila euro, Irpef al 43%. Detto questo, i vantaggi quest’anno si sono concentrati in particolare sui redditi più bassi (-2% di imposte).
    Pare che l’intenzione adesso sia quella di favorire il secondo scaglione (che non si avvantaggia del taglio al cuneo fiscale) abbassando leggermente l’aliquota del 35%. Tuttavia, potrebbe essere effettuato un ritocco simile anche a chi ha un reddito superiore ai 50mila euro. Si valuta anche un innalzamento della soglia oltre la quale si passa al terzo scaglione. Un passo in avanti verso un sistema a due aliquote (forse sopra e sotto la soglia dei 35mila euro), obiettivo di fine legislatura ma che al momento sembra inarrivabile per questioni di reperibilità di risorse.
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    Arrow Legge 104: bonus barriere architettoniche fino al 31 dicembre 2025, requisiti e limit


    Il Bonus Barriere Architettoniche, introdotto dalla Legge di Bilancio 2022 (Legge n. 234/2021) e successivamente prorogato fino al 31 dicembre 2025, rappresenta un’agevolazione fiscale cruciale per i contribuenti che effettuano interventi mirati all’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici esistenti e anche per i titolari di Legge 104 che però, dal 2024, non potranno più installare dispositivi di domotica in casa. La proroga, sancita dalla Legge di Bilancio 2023 (Legge n. 197/2022), permette di usufruire di una detrazione IRPEF del 75% per le spese sostenute dal 1° gennaio 2022 al 31 dicembre 2025.


    Legge 104 e bonus barriere architettoniche: sconto in fattura e cessione del credito, le novità dal 2024

    Per gli interventi avviati nel 2024, le opzioni di sconto in fattura e cessione del credito saranno limitate. Queste modalità potranno essere utilizzate solo da condomini con prevalente destinazione abitativa e da persone fisiche per interventi su edifici unifamiliari, a condizione che l’immobile sia adibito ad abitazione principale e che il reddito del contribuente non superi i 15.000 euro, salvo casi di disabilità grave certificata, quindi per persone in possesso dei requisiti indicati all’art. 3 della Legge 104.
    Dal 1° gennaio 2025, tali opzioni non saranno più disponibili, e sarà obbligatorio usufruire della detrazione fiscale direttamente in dichiarazione dei redditi.
    Legge 104 e bonus barriere architettoniche: limitazioni dal 2024 con il Decreto Superbonus

    Il Decreto Superbonus ha introdotto nuove limitazioni a partire dal 30 dicembre 2023. Il Bonus Barriere Architettoniche del 75% si applica ora esclusivamente agli interventi su scale, rampe, ascensori, servoscala e piattaforme elevatrici. Gli interventi su infissi e altre opere, come interventi di domotica per i titolari di Legge 104, non rientrano più nelle agevolazioni. Inoltre, per accedere al bonus, è necessaria l’asseverazione da parte di un tecnico abilitato, che attesti il rispetto dei requisiti normativi previsti dal DM Lavori Pubblici n. 236 del 1989.
    Bonus barriere architettoniche 2025: interventi ammessi

    Gli interventi agevolati devono rispettare i requisiti tecnici stabiliti dal DM Lavori Pubblici n. 236 del 14 giugno 1989 e includono opere finalizzate a migliorare la mobilità orizzontale e verticale delle persone con difficoltà di deambulazione, come l’installazione di ascensori, servoscala e rampe. Sono inclusi anche interventi di automazione degli impianti e la sostituzione di quelli esistenti, comprendendo le spese per lo smaltimento e la bonifica dei materiali sostituiti.
    Bonus barriere architettoniche 2025: limiti di spesa e ripartizione detrazione, cosa cambia

    L’importo massimo detraibile varia a seconda della tipologia di edificio su cui vengono eseguiti i lavori. La detrazione del 75% deve essere calcolata sui seguenti massimali di spesa:

    • 50.000 euro: per edifici unifamiliari o unità immobiliari all’interno di edifici plurifamiliari che siano indipendenti e con accessi autonomi dall’esterno.
    • 40.000 euro: per ogni unità immobiliare in edifici composti da due a otto unità.
    • 30.000 euro: per ogni unità immobiliare in edifici composti da più di otto unità.

    La detrazione viene ripartita in cinque quote annuali di pari importo. Alternativamente, i contribuenti possono optare per lo sconto in fattura o la cessione del credito, ma solo per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2024. A partire dal 2025, sarà possibile solo la detrazione diretta in dichiarazione dei redditi.
    Normative per le delibere condominiali

    Per gli interventi che riguardano edifici condominiali, la normativa prevede che le delibere per l’approvazione dei lavori debbano essere approvate dalla maggioranza dei partecipanti all’assemblea che rappresenti almeno un terzo del valore millesimale dell’edificio. Questo requisito, sancito dall’art. 1, comma 365 della Legge n. 197/2022, garantisce che la decisione di procedere con i lavori sia rappresentativa di una quota significativa dei condomini.
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    Arrow Bonus affitto universitari fuori sede 2024: come richiedere


    Bonus affitto universitari fuori sede 2024: come richiedere


    Bonus affitto universitari fuori sede: grazie a questa agevolazione chi va a studiare lontano da casa può ottenere fino a 500 euro di sconto fiscale per le spese relative all’abitazione. Le informazioni fondamentali sul Bonus: quali sono esattamente i requisiti e come si fa modalità di domanda.
    Modello 730 2024: cosa fare prima della scadenza settembre, le istruzioni operative
    Bonus affitto universitari fuori sede: di cosa si tratta?

    Bonus affitto universitari fuori sede: di cosa si tratta? In poche parole, chi sceglie di frequentare un ateneo lontano dal proprio comune di residenza ha diritto a una detrazione del 19% sulle spese relative all’affitto dell’alloggio entro il tetto di spesa massimo fissato a 2.633 euro. Requisiti fondamnetale per ottenere l’agevolazione: l’ateneo deve trovarsi in un comune diverso da quello di residenza, in una Provincia diversa, e comunque ad almeno 100 chilometri di distanza da quest’ultimo. Inoltre, l’alloggio deve essere localizzato nello stesso comune in cui si trova l’Università scelta o al massimo nei comuni limitrofi.
    Nello specifico, le spese detraibili riguardano il canone di locazione anche se questo è derivante da contratti a uso transitorio o per posto letto, contratti di ospitalità, assegnazione (in godimento o locazione) stipulata con università, collegi universitari, enti per il diritto allo studio e cooperative. Da precisare che sono escluse dalla detrazione spese condominiali, deposito cauzionale e spese per forniture energetiche (come nel caso degli immobili dotati di impianto di riscaldamento centralizzato).
    Sconto Irpef spese scuola: fino a che importo? Cifre
    Come si ottiene?

    Bonus affitto universitari fuori sede: per ottenerlo è fondamentale presentare la dichiarazione dei redditi corredata della documentazione che attesta i pagamenti per l’alloggio. Quindi, oltre al contratto di locazione, ricevute dei versamenti in primis oppure bollettini postali, estratti conto, ricevute PagoPa e così via. La sezione da compilare si trova nel quadro E del Modello 730, righi da E8 a E10, voce “Altre spese”: in colonna 1 bisogna indicare il codice “18”, in colonna 3 l’importo complessivo che si vuole portare in detrazione.
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    Arrow Modello 730 2024: cosa fare prima della scadenza settembre, le istruzioni operative


    Modello 730 2024: cosa fare prima della scadenza settembre, le istruzioni operative


    Modello 730 2024: si avvicina la scadenza per l’inoltro della dichiarazione dei redditi. L’Agenzia delle Entrate tempo fa ha diffuso le istruzioni per la compilazione. Ecco le novità più importanti da tenere a mente.
    Modello 730 2024: si avvicina la scadenza del 30 settembre

    Si avvicina la scadenza per l’inoltro della dichiarazione dei redditi. Nello specifico, il Modello 730/2024 deve essere inoltrato entro il 30 settembre. Naturalmente, tale termine riguarda solo alcuni contribuenti: in particolare, i lavoratori dipendenti e i pensionati. Diverse le novità previste quest’anno per quanto riguarda la compilazione del modulo: già il 30 aprile, proprio quando sono stati pubblicati i moduli per la dichiarazione reddituale, l’Agenzia delle Entrate ha diffuso anche le istruzioni operative con delle opportune precisazioni in merito.
    Modello 730 2024: molti contribuenti, quelli con la situazione dichiarativa più “semplice”, con tutta probabilità hanno già inoltrato il modulo confermando la versione precompilata che mette a disposizione proprio l’Agenzia delle Entrate. Altri, invece, magari quelli con una situazione dichiarativa più sfaccettata potrebbero aver aspettato fino agli ultimi giorni per l’inoltro. Potrebbe essere utile allora per chi deve riportare una situazione fiscale mediamente più “complessa” ricordare le novità previste quest’anno per il modello 730 2024. Un elenco veloce di cosa è stato previsto:
    Le principali novità di quest’anno

    Quadro familiari a carico
    Per l’anno di imposta 2023 spettano solo per i figli dai 21 anni in su: in generale le detrazioni per i figli minori ed eventuali maggiorazioni per i disabili sono state assorbite dall’Assegno Unico. Detto ciò, questo genere di dati può essere comunque indicato perché potrebbero spettare delle agevolazioni di livello regionale
    Tassazione criptovalute
    Nel Modello 730 2024 possono essere indicati anche dei redditi finora non dichiarabili attraverso il modulo come: dati relativi alla rivalutazione dei terreni, redditi di capitale di fonte estera assoggettati a imposta sostitutiva, adempimenti per investimenti e attività finanziarie detenute all’estero (comprese quelle riguardanti le criptovalute, altra novità di quest’anno).
    Nuovo Quadro RU
    Le novità riguardanti il quadro RU riguardano in particolare gli imprenditori agricoli che hanno usufruito di alcuni crediti di imposta (che possono essere utilizzati in compensazione).
    Tassazione mance e premi produttività
    In breve, per chi non ha redditi che superano i 50mila euro, a partire dal 2023, le mance sono tassate con aliquota del 5%. Stessa percentuale pesa quest’anno sui premi produttività.
    Detrazione Superbonus
    Nel modello 730 2024 si può riscattare anche la detrazione relativa al cosiddetto Bonus Mobili: nel modulo si tiene conto della riduzione a 8mila euro del tetto massimo di spesa per l’anno di imposta 2023. Inoltre, con il Modello 730 2024 si possono recuperare anche le spese relative al Superbonus sostenute nel 2022 (per cui è prevista una ripartizione in dieci rate) oltre a quelle sostenute nel 2023 (detrazione al 90%).
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