...Nel 2016, l'FBI si scontrò con Apple in una battaglia legale per costringere l'azienda a sviluppare un software che permettesse di sbloccarlo, ma Apple si rifiutò categoricamente, affermando che introdurre una backdoor nel sistema avrebbe messo a rischio la sicurezza di tutti gli utenti. La disputa terminò quando le autorità federali riuscirono a sbloccare il dispositivo grazie all'aiuto di un contractor governativo, Azimuth Security. Questo caso ha rappresentato un punto di svolta, dimostrando che le forze dell’ordine sono in grado di sbloccare persino i dispositivi ritenuti più sicuri, come gli iPhone Apple.
Dal 2016 a oggi, diverse società di sicurezza informatica hanno sviluppato soluzioni in grado di analizzare dispositivi come iPhone ed Android. Alcuni degli strumenti più noti disponibili sul mercato ed ampiamente utilizzati dalle forze dell’ordine di tutto il mondo includono:
- GrayKey: un dispositivo hardware in grado di bypassare i codici di sblocco degli iPhone e di estrarne i dati.
- UFED: uno strumento forense creato da Cellebrite, in grado di sbloccare gli iPhone ed estrarne i dati.
- Elcomsoft iOS Forensic Toolkit: un software che permette di estrarre dati da dispositivi iOS bloccati.
- MSAB XRY: una suite forense che consente di sbloccare ed estrarre dati da dispositivi iOS.
Le capacità di queste soluzioni sono salite agli onori della cronaca dopo il recente attentato all’ex presidente Donald Trump: oggi gli strumenti di sblocco dei dispositivi mobili come iPhone siano ormai ampiamente diffusi e utilizzati dalle forze dell'ordine. L'FBI è stata in grado di accedere al telefono del sospettato, Thomas Matthew Crooks, senza dover ricorrere a battaglie legali con i produttori.
Questo caso solleva importanti questioni sulla privacy e sulla sicurezza dei dati degli utenti. Da un lato, gli strumenti di sblocco possono essere essenziali per le indagini su crimini. Dall'altro, il loro uso indiscriminato potrebbe mettere a repentaglio la riservatezza di milioni di utenti...