



"Uno studio pubblicato la scorsa settimana su Science ha proposto una nuova ipotesi sulla storia dell’evoluzione umana che, se confermata da altre ricerche, potrebbe farci scoprire qualcosa dell’ultimo antenato comune a noi e ai Neanderthal, la specie molto vicina alla nostra che visse tra mezzo milione e qualche decina di migliaia di anni fa. Secondo lo studio, realizzato da un gruppo di ricerca internazionale, 930mila anni fa una specie di ominini (il termine per definire le specie più vicine agli esseri umani moderni) da cui discendiamo rischiò l’estinzione, arrivando a contare meno di 1.300 individui, forse a causa di un cambiamento climatico. E solo dopo 117mila anni la popolazione si riprese, aumentando di numero." https://www.ilpost.it/2023/09/04/ipo...inzione-clima/
E' possibile che un'umanità ridottissima fosse raccolta in una sola zona geografica in cui poi sia avvenuto il cataclisma, chiaramente locale ma universale nel senso che riguardò tutta la poca umanità residua. Se la situazione poteva essere questa fino a circa 117mila anni è più che plausibile. E poi le date fornite dalle ricerche sono sempre suscettibili di revisione.
D'altronde il dluvio è presente pressoché in tutti i popoli, anche quelli che vivono in alta quota.
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“Sorgi, Dio, difendi la tua causa.”
"Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli…"


A parte il fatto che la Bibbia parla chiarissimamente di un evento planetario che avrebbe coinvolto ogni essere vivente sulla Terra, non soltanto la specie umana, quello che tu stai dicendo è che Noé sarebbe stato un ominine vissuto ottocentomila anni fa: l’ipotesi, oltre ad essere totalmente inconciliabile con il racconto biblico, presenta il piccolissimo problema di spiegare come ciò potesse essere noto agli umani vissuti qualche millennio fa.


Universale...Non da escludere si sia trattato di un'evento di vasta estensione e durata. Insomma, una specie di stagione monsonica accentuata. La storia dell'arca di noè ha poi più l'aspetto di una favola per bambini. Inverisimile a solo concepire potesse contenere coppie di animali di tutte le specie..
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Infatti, tutti oggi parlano di racconto simbolico, ad eccezione delle reinterpretazioni moderniste e/o fantascientifiche, che parlano di DNA e del fatto che l’arca trasportasse informazione/materiale genetico.
Tornando al racconto biblico, sbaglio o si dimenticano completamente degli alberi, arbusti e piante non acquatiche, in generale… come cavolo avrebbero fatto a sopravvivere?


Certo che i nostri antenati ominini erano sfigati forte. Prima arriva la glaciazione che li riduce a 1300 individui, poi Dio gli rifila un cataclisma, da cui si salva solo Noè, perchè avvisato in tempo, si era fatto lo yacht.
Ma pare non sia servita la lezione, i discendenti di Noè, dopo 800.000 anni hanno ricominciato a peccare, e forse per quello si sono di nuovo moltiplicati..
Ma, giusto per capire, nessun altro oltre a Noè aveva una barca?


Questo è quello che insegna veramente la Chiesa Cattolica:
Le note alla Vulgata commentate da P.Marco Sales tra gli anni '10 e '30 del secolo scorso solo assolutamente rappresentative:
Da Martini Sales, note:
"Si fa questione fra gli esegeti se le acque del diluvio abbiano realmente inondato tutta la terra (universalità geografica), oppure solamente quella parte, che era allora abitata dall'uomo (universalità etnografica). Benché fino al secolo XVII si ammettesse comunemente l'universalità geografica del diluvio, la maggior parte degli esegeti moderni [segue una lunga serie di autori] ritiene invece che il diluvio non sia stato universale se non per rispetto alla terra abitata. Per conseguenza le espressioni: tutta la terra, tutti gli animali, tutti i monti, si riferiscono solamente alla terra allora conosciuta, agli animali, ai monti che erano noti a Noè e ai suoi figli, e si trovavano nelle contrade allora abitate. La stessa Scrittura in parecchi altri luoghi usa infatti in senso ristretto parecchie espressioni simili alle precedenti (Vedi Gen. XL1, 54; Esod. Vili, 17; Deut. II, 25; II Par. XX, 29; Matt. XII, 42; Atti, II, 15), e d'altra parte l'universalità geografica del diluvio va incontro a tante difficoltà di ordine fisico, per sciogliere le quali si dovrebbe ricorrere a una quantità di miracoli, che non sono affatto necessari. Dove infatti trovare una massa di acqua così grande da poter raggiungere i 10 mila metri di altezza, quale è quella delle più alte montagne? Come sarebbe stato possibile, date le dimensioni dell'arca, alloggiare e provvedere del necessario nutrimento per 375 giorni, 40 mila specie di animali? Come avrebbero fatto gli animali, partendo da un luogo unico, raggiungere poi le isole? Per queste e molte altre ragioni, che si possono vedere presso gli autori citati, l'universalità geografica del diluvio è stata pressoché da tutti abbandonata."
Siccome l'ebraico ha tra le 5700 e 8000 parole a seconda delle fonti, capisci bene che le parole sono molto incerte e disponibili per tanti usi. Sembra che sia spesso utilizzato come "universale" ristretto. Probabilmente non è possibile sapere come lo intendeva l'autore dello scritto, e nemmeno chi ha tramandato la storia.
Capisco, sai il problema - che è anche la soluzione - è quando inizia l'umanità dal punto di vista cristiano. Non con gli ominidi di 800mila anni fa troppo diversi, può essere avvenuto un cataclisma in luogo ristretto dove c'era una comunità umana e Noè ha obbedito a Dio per fare un azione esemplare, prendersi cura del creato e salvarsi ascoltando il preavviso del Signore. Non ci sono articoli di fede su questa storia, come per Adamo ed Eva. Ho dedicato le mie riflessioni soprattutto ai primi capitoli della Genesi. Quando arriverò al Diluvio aggiornerò.
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Non cita la vegetazione perché non erano considerati dei viventi come gli animali, ma appunto nutrimento (vedi Gn 1,12). E' una questione di essenzialità della comunicazione. Se noti il Signore non dà disposizioni su come allestire lettiere per i bisognini degli animali... eppure sarebbe stato uno dei problemi più grossi...
Non è un manuale di sopravvivenza ma è più come un film: hai mai notato che nei film americani non pagano mai quando comprano, quando vanno al ristorante, vengono sempre evitate perché non indispensabili alla narrazione e per rendere più efficace il ritmo narrativo. Tieni presente che questi testi erano fatti per essere ricordati a memoria.
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Però.. però "avrebbe esortato " all' uomo COME occultare e/o sbarazzarsi dei propri rifiuti oraganici.
Bisogna ammette che è stata una soluzione positiva per l' uomo "elevandolo" nella sua dignità... rispetto al mondo animale !
Ovviamente detta esortazione divina NON riguarda solamente la nostra "materia" _ ma quella di mantenere anche una mente "pura".
Si mette così in evidenza la specificità propria dell' uomo.. che deve sforzarsi di mantenere il suo essere "santo" (ovvero distaccato, diverso, differente, incontaminato) quindi.. avere la mente purificata !
Come ammonizione l' iddio-Abramitico minaccia di "NON presentarsi più nel luogo "immondo" e di conseguenza non dispensi piu' la sua divina benevolenza all' uomo.
- Deuteronomio cap. 23
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Sì, certo, i monti conosciuti da Noé ed i suoi figli sarebbero stati coperti dalle acque, tanto che ci potevano navigare quindici cubiti di altezza sopra le cime con l’arca, ed il resto del mondo era bello all’asciutto: sensatissima e plausibilissima come ricostruzione, davvero, eh...