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    Predefinito Chi sono i greci che vogliono comprare Repubblica

    Da alcuni giorni è ormai confermato che la famiglia Agnelli-Elkann, tramite il suo gruppo Exor, sta trattando per vendere GEDI, il grande gruppo editoriale che include tra le altre cose Repubblica e La Stampa (rispettivamente il secondo e terzo tra i più venduti quotidiani generalisti in Italia), il sito di news HuffPost e le radio Deejay, Capital e m2o. Il potenziale acquirente di gran parte di GEDI (compresa Repubblica, che è il giornale più grande e riconoscibile) è il gruppo Antenna, di proprietà della famiglia greca dei Kyriakou, molto nota e potente in Grecia ma meno conosciuta in Italia.

    Il capostipite della famiglia era Minos Kyriakou, nato nel 1942 da una storica famiglia di armatori e morto nel 2017. Il business delle navi e delle spedizioni marittime è ancora centrale negli affari di famiglia, che coinvolgono anche la finanza, il settore immobiliare, e appunto i media. Tutti gli interessi dei Kyriakou, compreso il gruppo Antenna, sono riuniti nel grande conglomerato K Group, ora posseduto dai tre figli di Minos Kyriakou: Xenophon, Theodore e Athina.

    Minos Kyriakou è noto in Grecia anche per aver presieduto il Comitato Olimpico greco dal 2004 al 2009, ma soprattutto per essere stato un ricco magnate dei media, settore a cui iniziò a interessarsi solo alla fine degli anni Ottanta. Era un periodo in cui il governo greco incentivava molto la creazione di canali televisivi privati, e nel 1989 Minos Kyriakou fondò il gruppo Antenna, con una stazione radio e il canale tv Ant1.

    Gli interessi del gruppo Antenna si sono poi espansi anche all’estero, soprattutto nell’Est Europa, ma anche nel Regno Unito, negli Stati Uniti e in Australia. Ha in tutto 37 tra canali televisivi gratuiti e a pagamento, due servizi di streaming, due canali radio, e media digitali. Ha anche una scuola di giornalismo e per professionisti dei media. Oggi il gruppo Antenna è gestito da Theodore Kyriakou, uno dei tre figli di Minos, che ne è il presidente.

    Il gruppo Antenna è rimasto specializzato nei media “parlati”, come tv e radio, e ha dimostrato una certa attenzione per i social e i canali digitali. Fu per esempio tra i primi investitori di Facebook e Twitter, mentre non ha molta dimestichezza nei giornali tradizionali: in un’intervista del 2009 Theodore Kyriakou disse che il suo gruppo ai tempi aveva 1,8 miliardi di euro da investire in media europei con «potenzialità di crescita», ma che non era interessato ai giornali.

    Nonostante sia un’intervista di 17 anni fa (una delle poche che ha dato), questo modo di vedere le cose si ritrova anche nelle trattative in corso con Exor. Secondo quanto detto dai dirigenti di GEDI ai giornalisti di Repubblica e della Stampa, i Kyriakou non sarebbero interessati a tutto il gruppo GEDI: sicuramente alle aziende più redditizie del gruppo, come le radio e One Podcast, e ovviamente al giornale più influente, cioè Repubblica. Non sarebbero invece interessati alla Stampa, storico giornale della famiglia Agnelli-Elkann di cui ora non è ben chiaro quali saranno le sorti.

    Ma non è che le cose siano molto più definite per le testate che effettivamente potrebbero finire tra le proprietà del gruppo Antenna: il gruppo GEDI non ha dato alcun dettaglio ai suoi giornalisti sui progetti dei Kyriakou. Tranne la conferma che le trattative con Antenna esistono, si sa poco altro e sono tutte voci e indiscrezioni.

    Secondo Bloomberg le testate del gruppo GEDI sarebbero solo il primo di una serie di investimenti che il gruppo greco vuole fare in Italia. Il Foglio ha scritto che Theodore Kyriakou si sarebbe mosso fin qui in modo molto istituzionale, sincerandosi innanzitutto di essere un investitore straniero ben visto dal governo italiano, in modo che questo non ostacoli l’operazione: secondo il Foglio avrebbe già parlato col governo e i rapporti con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni sarebbero buoni.

    Theodore Kyriakou è laureato in Fisica e International Business alla Georgetown University, una delle più prestigiose università statunitensi. Ha rapporti con diversi leader politici e a maggio era anche nella ristretta cerchia di ospiti della cena di stato con cui il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è stato accolto in Qatar durante il suo viaggio in Medio Oriente. Il giornale greco To Vima scrisse che in quell’occasione Kyriakou aveva avuto con colloquio personale con lo stesso Trump, con cui sarebbe in buoni rapporti.

    Di lui si parla anche per i legami con l’Arabia Saudita, paese che attraverso uno schema di partecipazioni del controverso fondo sovrano ha anche una quota della società del gruppo Antenna che gestisce i media greci, con sede nei Paesi Bassi. Da quanto si capisce le trattative per le testate del gruppo GEDI sono portate avanti dalla società capogruppo, cioè il gruppo Antenna, e non da quella con dentro i sauditi.

    https://www.ilpost.it/2025/12/12/kyr...pagePosition=9
    Voglio una rivoluzione colorata a Mosca

  2. #2
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    Predefinito Re: Chi sono i greci che vogliono comprare Repubblica

    heeee... forse che qualcuno si era già accorto delle cattive acque in cui naviga la stampa italiana?
    da una parte in crisi per l'editoria online , dall'altra per il monopolista Mondadori e infine per le veline e le censure di stato ormai evidenti a tutti.
    Che l'assalto a "la stampa" sia avvenuto da dei ragazzetti oppure da un blocco economico non cambia nulla,è sempre il sintomo di qualcosa di più profondo-

    https://www.cittagora.it/altre-notiz...ibattito.html/
    Assalto alla redazione de La Stampa: le comunicazioni del Sindaco e il dibattito
    Questo pomeriggio, in Sala Rossa, dibattito sull’assalto alla redazione de “La Stampa”, a seguito della richiesta di comunicazioni da parte di alcuni consiglieri.

    Il Sindaco Stefano Lo Russo è intervenuto affermando che “Torino vive una fase delicata e, in questo contesto, non bisogna animare la tensione né cedere a semplificazioni che fanno male alla città e alla nostra coesione democratica”.

    Il Sindaco dopo aver ricostruito la vicenda dell’assalto a La Stampa, sulla base di quanto rappreso dal Prefetto ha condannato “con assoluta fermezza e senza alcuna ambiguità i gravissimi episodi accaduti. L’assalto alla redazione de “La Stampa” rappresenta un salto di livello, un attacco frontale alla libertà di informazione e alla nostra democrazia. Chi colpisce un giornale, chi intimidisce una redazione, ha affermato il Sindaco, colpisce il cuore del sistema democratico. Non è un gesto dimostrativo, è un attentato alla democrazia e Torino deve reagire con compattezza, lucidità e fermezza istituzionale.

 

 

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