Stavo per rispondere a questo post di @Guy Fawkes, ma poi mi sono detto: "No, creo una nuova discussione... perché questo è un tema che merita una discussione dedicata!".
Si tratta della risposta a questo mio altro post.
Ebbene si: questo è quello che io sostengo. La leva obbligatoria è peggiore dello stupro perché io scommetto tutto quello che volete che se un ipotetico generale omosessuale offrisse ai soldati in trincea la possibilità di liberarsi dal loro obbligo facendosi sodomizzare da lui, molti sceglierebbero questa strada.
Sulla base di questo, posso affermare che dal punto di vista sia mio che sicuramente di molte altre persone, un atto sessuale sgradito è meno peggio della leva obbligatoria. Quindi la leva obbligatoria per me è peggio dello stupro. Di conseguenza, io considero i favorevoli alla leva obbligatoria come peggiori rispetto agli stupratori.
A questo punto interviene Guy Fawkes a spiegare che invece si tratta di due cose diverse, sul piano morale, perché mentre la leva obbligatoria ha la funzione di difendere i diritti degli individui (vita, libertà e proprietà) da un invasore, invece lo stupro no.
A questo io rispondo con uno slogan che ho visto usare dai liberali americani: "A right is not a right if it implies forced labour" ---> "Un diritto non è un diritto se implica il ridurre qualcuno ai lavori forzati". Questa non è nient'altro che l'applicazione del principio secondo cui un diritto non può violare un altro diritto.
Da un punto di vista liberale, la schiavitù e i lavori forzati sono contri i diritti degli individui, perciò non può esistere un diritto che implica la riduzione in schiavitù di qualcuno.
Veniamo al sodo. Vita, libertà e proprietà sono naturalmente dei diritti, ma questi diritti non possono essere formulati in maniera tale da violare il diritto a non essere ridotti ai lavori forzati. Infatti, è una contraddizione che il diritto alla vita implichi che lo stato possa obbligarti a sacrificare la tua vita, o che il diritto alla libertà possa implicare l'essere ridotti ai lavori forzati. Il diritto alla proprietà invece uno lo può anche difendere intervenendo solo quando i soldati si avvicinano alla sua proprietà. Da un punto di vista liberale, uno può costruire una fortezza intorno a casa sua e concentrarsi unicamente sulla difesa della sua proprietà. Però può anche preferire abbandonare la sua casa e fuggire all'estero, in base al ragionamento "Preferisco perdere la mia casa che la mia vita".
Faccio poi notare a Guy Fawkes (e a chiunque condivida la sua logica deleteria) che si può tranquillamente produrre una storia strappalacrime anche per giustificare lo stupro. Ad esempio, uno potrebbe giustamente osservare che ci sono dei poveri uomini che hanno scarso successo con le donne e che anche loro, poverini, hanno diritto alla sessualità.
Ovviamente noi liberali concordiamo sul fatto che esista il diritto alla sessualità, ma lo vediamo come un diritto negativo. Cioè, lo stato non deve compiere azioni che lo violano. Il problema è che se però lo trasformi in un diritto positivo, come fa sostanzialmente Guy Fawkes con il diritto alla vita, alla libertà e alla proprietà, allora diventa che lo stato deve garantire a tutti di avere almeno X rapporti sessuali all'anno, e questo apre le porte a una legge secondo cui le donne devono obbligatoriamente concedersi agli sfigati.
Il risultato è lo stesso che si ha all'interno della logica deleteria di Guy Fawkes: il diritto negativo alla libertà sessuale delle donne viene violato in nome del diritto positivo degli uomini di trombare. È chiara la falla di questi ragionamenti?
Concludo: noi dobbiamo assolutamente affermare il principio che gli obblighi del cittadino nei confronto della comunità iniziano e finiscono nel pagamento dei contributi. Tu, stato, puoi creare un esercito con i nostri contributi, ma non puoi obbligarci a combattere.
Dal momento che io, cittadino, ho già finanziato l'esercito, ho adempito ai miei obblighi nei confronti della comunità. Qualsiasi obbligo in aggiunta alle imposte deve essere vista come una violazione dei diritti del cittadino. La logica deve essere CHE NOI PAGHIAMO IMPOSTE PER ESSERE LIBERI. Se paghiamo imposte per farci schiavizzare dallo stato, allora è una doppia inculata, dalla quale siamo legittimati a difenderci con le armi.





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