il padrone di repubblica e il tonino nazionale
Il rapporto tra Di Pietro e l'Ingegnere, pur essendo il molisano drammaticamente impari, è storicamente organico e finalizzato versus Berlusconi.
Ecco una telefonata di tredici anni fa, agli atti della procura di Brescia, ore 10 e 31 del 19/11/1995:
Di Pietro: Pronto?
De Benedetti: Dottor Di Pietro?
D.P.: Sì....
D.B.: Non... l'ho svegliata?... Sono Carlo De Benedetti...
D.P.: Sì... l'avevo riconosciuta benissimo, come va... che piacere sentirla.
D.B.: Bene, bene... anch'io.
D.P.: Noi, a questo punto, ho capito che abbiamo tanti amici comuni.
D.B. : Eh, ne abbiamo tanti ... sicuro.
D.P.: Tanti amici comuni, con cui lavoriamo insieme.
D.B.: Bene... e Prodi è uno di questi... no?
D.P.: Prodi è uno di questi, sì...
D.B.: ...ehm... il suo progetto va avanti?
D.P.: Il nostro progetto... il nostro, eh sì, il mio progetto va avanti, sta, stiamo lavorando... poi gliene [sic!] preferisco parlargliene a voce.
D.B.: Con grande piacere... anche perché secondo me ci vuole un'accelerazione dei tempi.
D.P.: Credo che ci sia un'accelerazione in tanti sensi, devo dire che anche noi stiamo facendo parecchio, anche poi... grazie ad amici comuni...
D.B.: Uhm... uhm... senta una cosa, poi ne parliamo perché mi interessa anche sapere la sua idea... su questa pseudo o finta entrata di Romiti.
D.P.: Eh... non lo so se poi è pseudo o se è finta [sic!]... credo che sia una variabile... anch'io ci sto riflettendo... Eh...eh...eh... per certi versi interessante, per certi versi uhm.. come si può dire... uhm.
D.B.: Conturbante.
D.P.: Conturbante... conturbante, perché credo di capire dove vuole andare a virare...
D.B.: Quello di Berlusconi è una cosa del tutto anomala, .. Senta, quando lei ha un momento mi telefoni che ci vediamo settima... settimana prossima senz'altro me ne farò carico.
D.P.: Grazie dottore.
Insomma, è «conturbante» l'intreccio tra gli «amici comuni» (procure e poteri forti), a corollario di un sodalizio di ferro, dove De Benedetti è la mente.
D'altra parte, visto che Repubblica definisce "bravi mediatici" al servizio di Silvio don Rodrigo tutti coloro che non insultano Berlusconi, è doveroso ribattere che quel gruppo editoriale, per il padrone farebbe di tutto, anche strappare le toghe. Quando arrestarono l'Ingegnere, l'ex procuratore di Roma, Vittorio Mele, fu preso a male parole:
«Scalfari... mi raggiunse sul mio telefono cellulare... mi chiese conto, con tono alterato, delle ragioni... dimenticando, come avrebbe poi sempre ricordato per le tante vicende milanesi di Tangentopoli, che l'arresto era stato disposto dal gip».
A proposito di deontologia, L'Espresso diede la notizia del padrone in galera con strillo in prima pagina a mo' di annuncio turistico: "De Benedetti a Roma". Gli "amici comuni" esigono con tono imperioso da Berlusconi la verità, tutta la verità? No Emi, no party?
De Benedetti capisce che il velo tra vero e falso si può strappare e, come uomo di mondo, sa che a volte la virilità impone d'andare a rubare i cavalli.
Il 30/4/1993, l'Ingegnere giurò: «Tangenti? Mai pagate... mai corrisposto finanziamenti ai partiti politici o ad entità ad essi collegate».
Il 17/5/1993, ritrattò, anzi consegnò agli inquirenti un memoriale sulle tangenti pagate dalla sua Olivetti.
Il 19/5/1993, ammise: «Se dovessi rifare tutto di nuovo, lo rifarei: pagherei le tangenti...».
E Berlusconi dovrebbe rispondere su fatti privati a Repubblica? A noi non frega niente di Noemi; ad altri, purtroppo, non è fregato mai niente della Patria.
Noi stiamo con l'italianissimo Berlusconi, che ama riamato una sola donna: monna Italia
ASSALTO A CDB - IL DEPUTATO PDL LEHNER RIPESCA UNA telefonata di 13 anni fa De Benedetti-Di Pietro (atti procura di Brescia) - e ricorda l'arresto (12 ore) dell’Ingegnere: "consegnò agli inquirenti un memoriale sulle tangenti pagate dalla sua Olivett
ecco cos'è repubblica, ecco cos'è ezio mauro, ecco cos'è tonino di pietro




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