L'autore Yuval Noah Harari, è un ateo che crede di poter indovinare il futuro.
Questo articolo potrebbe farvi salire la pressione, ma bisogna che lo leggiate.
Harari parla anche della élite mondiale dando immagini avveniristiche.
La maggior parte dei posti di lavoro che esistono oggi, potrebbero sparire ed è una questione di decadi.
Man mano che l'intelligenza artificiale supera gli esseri umani in sempre più compiti, li rimpiazzerà in moltissimi posti di lavoro. E' probabile che appaiano molte nuovi professioni: disegnatori di mondi virtuali per esempio.
Questa tipologia di professioni però, richiederanno più creatività e flessibilità e non è chiaro se i tassisti o gli assicuratori di 40 anni e senza impiego saranno capaci di reinventare se stessi come disegnatori di mondi virtuali (cercate di immaginare un mondo virtuale creato da un assicuratore!).
E anche se l'assicuratore in un modo o nell'altro compie questa transizione e diventa un disegnatore di mondi virtuali, il ritmo del progresso è tale che entro dieci anni potrebbe essere che deve reinventarsi una volta di più.
Il problema fondamentale non è creare nuovi posti di lavoro. Il problema fondamentale è creare nuovi posti di lavoro che gli esseri umani possano svolgere meglio degli algoritmi.
Stando così le cose, nel 2050 potremmo trovarci con una nuova classe di persone: la classe inutile...
Persone non solo senza lavoro, ma che non si possono impiegare.
La tecnologia stessa che rende inutili gli esseri umani, può fare in modo di alimentare e mantenere la massa che non è possibile impiegare per mezzo di un qualche schema di reddito di base universale.
Il vero problema sarà allora mantenere occupate e soddisfatte le masse. Le persone devono partecipare ad attività utili o diventano pazzi.
Allora, cosa farà la classe inutile tutto il giorno?. Le persone saranno disoccupate, ma anche non impiegabili, come detto.
Le persone economicamente in esubero, potrebbero passare sempre più tempo in mondi dalla realtà
virtuale 3D che daranno loro molto più entusiasmo e impegno emotivo del "mondo reale".
Infatti, questa è una soluzione molto antica…
Per migliaia di anni, migliaia di persone hanno trovato un significato giocando con giochi di relatà virtuale. In passato abbiamo chiamato questi giochi di realtà virtuale "religioni".
Cosa è una religione? E' un gran gioco di realtà virtuale giocato insieme da milioni di persone.
Le religioni come l'Islam e il cristianesimo inventano leggi immaginarie del tipo:
"Non magiare carne di maiale"
"Ripetere le stesse preghiere un determinato numero di volte al giorno"
"Non avere relazioni sessuali con qualcuno del tuo stesso sesso", ...e così via.
Queste leggi esistono solo nell'immaginario umano. Nessuna legge naturale richiede la ripetizione di formule magiche e proibisce l'omosessualità o il mangiare carne di maiale.
I Musulmani e i Cristiani vivono cercando di "guadagnare punti" al loro gioco favorito di realtà virtuale. Se preghi tutti i giorni otterrai dei punti. Se ti dimentichi di pregare perderai dei punti.
Se alla fine della tua vita hai guadagnato punti sufficienti allora dopo la morte passerai al livello seguente del gioco (conosciuto anche come "il cielo").
La religione: un gioco della vita reale in cui si prega per accumulare punti virtuali.
Come la mostrano, le religioni, la realtà virtuale non deve essere incasellata in una casella isolata. Invece può essere sovrapposta alla realtà fisica.
In passato, questo si faceva con l'immaginazione umana e con i libri sacri, e nel secolo 21 si può fare con gli smartphones.
Poco tempo fa sono stato con mio nipote di sei anni, Matan, a caccia di Pokemon.
Mentre camminava per la strada, Matan si fermò a guardare il suo smartphone, il che gli permise di trovare dei Pokemon attorno a noi. Io non ho visto nessun Pokemon perché non avevo uno smartphone.
Allora abbiamo visto altri due bambini per la strada che stavano andando a caccia dello stesso Pokemon e quasi litigavamo con loro.
Mi richiamò alla mente la similitudine di quella situazione con il conflitto tra "Ebrei" e "Musulmani" della "città santa" di Gerusalemme.
Se osserviamo la realtà oggettiva di gerusalemme, tutto ciò che vediamo sono pietre ed edifici. Non c'è "santità" in nessun posto.
Però quando si guarda attraverso i 'libri intelligenti' (come la Bibbia e il Corano), si vedono luoghi santi e angeli dappertutto.
Voi guadagnate punti con nuove automobile e vacanze all'estero.
Se avete più punti degli altri, avete vinto al gioco.
L'idea di trovare il senso della vita per mezzo di giochi di realtà virtuale è, quindi, comune non solo alle religioni ma anche alle ideologie secolari e agli stili di vita.
Il consumismo anche è un gioco di realtà virtuale. Voi acquistate punti comprando nuove macchine, comprando marche care e facendo vacanze all'estero e se avete più punti degli altri vi dite che avete vinto il gioco.
Potreste obiettare che le persone godono realmente delle loro macchine e delle loro vacanze.
Ma anche i religiosi godono nel pregare e celebrare cerimonie e mio nipote gode nella caccia ai Pokemon. Alla fine l'azione vera si realizza sempre "all'interno del cervello umano".
Cosa importa se i neuroni sono stimolati mediante osservazione di pixel su uno schermo di computer, fuori della finestra di un centro turistico ai Caraibi o guardando il cielo attraverso la nostra mente?
In ogni caso, il significato che attribuiamo a quello che vediamo è generato dalla nostra mente. In realtà non sta "lì fuori". Per la nostra conoscenza scientifica, la vita umana non ha nessun significato.




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bravisssimo
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