
Originariamente Scritto da
Robert Owen
Molte persone pensano che per risolvere magicamente il problema della povertà basti aumentare gli stipendi. Se la questione fosse così semplice, allora perché non fare un salario minimo legale di 5'000 euro al mese? Perché non 10'000 euro al mese?
Oggi cercheremo di capire perché i salari minimi non risolvono i problemi economici, ma anzi, li peggiorano.
È chiaro che coloro che fanno simili proposte hanno un testa un mondo fantasioso in cui le aziende hanno margini di profitti del 2000% e quindi hanno un ampio margine per assorbire un aumento degli stipendi.
Sapete qual è invece il margine di profitto medio netto nel mondo reale? Intorno al 10%.
Ovvero, se voi pagate il latte 1.10 euro al supermercato, significa che al supermercato è costato 1 euro (sommando costi variabili, costi fissi spalmati su tutti i prodotti e imposte spalmate su tutti i prodotti).
Fin qui ci siamo?
Ok. Questo significa che se aumentano i costi, la capacità del margine di profitto di assorbirli è scarsa, quindi all'aumentare dei costi il supermercato sarà costretto ad aumentare il prezzo del latte.
Ed ecco dove sta il problema: se noi domani facciamo stipendi di 5'000 euro al mese per tutti, le aziende sono costrette ad aumentare di molto i prezzi, e se i costi della vita aumentano allora i maggiori salari non aumentano il benessere dei lavoratori.
Ora, se ci riflettete fare il bene collettivo nell'economia significa fare il bene dei consumatori, visto che tutti siamo accomunati dall'essere consumatori. Quindi la miglior cosa che possa fare uno stato è chiedersi quali politiche possa perseguire per far abbassare il più possibile prezzi di beni e servizi.
Perché il mergine di profitto medio è solo del 10%? Perché i padroni delle aziende sono dei benefattori? No, semplicemente perché in un mercato libero c'è competizione: se tu tieni i margini di profitto troppo alti, lasci spazio agli altri per farti concorrenza e fotterti i clienti.
Il fatto che le aziende siano costrette a tenere bassi i margini di profitto per sopravvivere nel mercato libero, fa si che esse non guadagnino molto sul singolo cliente o sul singolo prodotto, quindi sono costrette a puntare ai grandi numeri per fare guadagni significativi.
Per vendere tanto, devi avere prezzi accessibili, perciò le aziende cercano di ridurre il più possibile i costi per abbassare il più possibile i prezzi.
Fin qui ci siamo?
Ok, gli economisti hanno abbondantemente spiegato che per far si che i meccanismi spiegati sopra funzionino come devono, occorra vietare i cartelli.
Quelli che però nessuno ha il coraggio di dire è che vietare i cartelli implica vietare anche i sindacati, che sono una forma di cartello.
Infatti se tu vieti alle aziende di fare cartelli, ma permetti poi ai lavoratori di farli, quel meccanismo competitivo spiegato sopra viene comunque ostacolato, perché i salari minimi e tutti gli interventi statali per evitare licenziamenti e cose simili impediscono alle aziende di ottimizzare i costi.
Quindi, in conclusione, una volta capito che l'unico modo per diminuire la povertà è creare le condizioni che permettono al supermercato di abbassare ulteriormente i costi del latte, si arriva a capire che i sindacati sono un ostacolo e che quindi devono essere vietati, insieme a tutti gli altri cartelli.
Domande?