Non convalidati i trattenimenti, sospeso il giudizio in attesa dell'Ue. Schlein: 'Clamoroso fallimento di Meloni, soldi buttati'
ROMA, 31 gennaio 2025, 2135
Terzo trasferimento di migranti in Albania e terzo no dei giudici al trattenimento nel centro di Gjader, con una decisione analoga per tutti e 43 e che rinvia alla Corte di giustizia europea il compito di diramare i dubbi sul fatto che un Paese possa qualificarsi come sicuro, "quando le condizioni sostanziali per la sua designazione non sono soddisfatte per alcune categorie di persone".
L'effetto delle decisioni della Corte di appello di Roma è stata la liberazione dei 43 richiedenti asilo (bengalesi ed egiziani), che arriveranno a Bari sabato sera.
Un altro schiaffo per il governo, che fa trapelare "grande stupore, perché a nostro avviso non c'è la necessità di aspettare il pronunciamento della Corte di giustizia europea". E finti di Palazzo Chigi assicurano: "Al lavoro per superare anche questo ostacolo".
Mentre Galeazzo Bignami (Fratelli d'Italia) punta il dito contro "l'atteggiamento di resistenza da parte di un pezzo della magistratura italiana nei confronti delle misure adottate per garantire la sicurezza e contrastare l'immigrazione irregolare". Esulta, invece l'opposizione con la segretaria dem Elly Schlein che parla di "clamoroso fallimento" per l'Esecutivo. In Albania erano stati trasportati martedì scorso 49 migranti intercettati a sud di Lampedusa: in sei erano già stati trasferiti in Italia nei giorni scorsi perchè minorenni o vulnerabili.
Per gli altri 43 oggi, assistiti dai legali, è stato il giorno dell'udienza di convalida dei trattenimenti, in videocollegamento con i magistrati della Corte d'appello della Capitale che li ha ascoltati e in serata ha emesso i verdetti. Uguali ai precedenti. Niente convalida. Lo spostamento della competenza in materia dai giudici della sezione immigrazione alla Corte d'appello non ha dunque sortito gli esiti sperati dal governo. Peraltro, alcuni delle toghe che hanno deciso sono rimaste le stesse.
La provenienza di un richiedente asilo da un Paese sicuro è il presupposto per l'applicazione della procedura accelerata di frontiera e, dunque, per il suo trasferimento in Albania. Sia Bangladesh che Egitto sono nella lista dei 'sicuri' inserita dal governo in un decreto a dicembre. Ma nel decreto, evidenziano i giudici, "per nulla è stato considerato il mancato rispetto delle condizioni per determinate categorie di persone" e non sono menzionate "specifiche fonti di informazione sulla condizione dei paesi inseriti nella lista".
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