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  1. #81
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    Predefinito Re: Che fine faranno i Brics?

    Citazione Originariamente Scritto da adry73 Visualizza Messaggio
    Lo strapotere dei Cina & Co. deriva dal monopolio quasi totale delle risorse naturali di cui non possono fare a meno né Unione Europea e tantomeno USA, ovvero petrolio, gas naturale, grano, litio, uranio, plutonio, oro, silicio, diamanti e così di seguito
    https://targetfinanza.it/brics-i-ris...nione-europea/
    ADRY, SEI GRANDE, a raccontare fesserie incredibili. O a sognare ad occhi aperti.

    Petrolio: La Cina e' quinta come produzione ma quattordicesima come riserve. Un settimo di quelle che ha il Canada.
    Gas naturale: La Cina e' settima per riserve. Produce il 25% di quanto producono gli USA.
    Grano: La Cina e' prima, ma ha tante bocche da sfamare. Pro-capita non c'e' nelle prime dieci.
    Litio:La Cina e' quarta, con meno di un terzo del Cile e pro-capita viene dopo lo Zimbabwe.
    Uranio: La Cina ha il 4%, il Canada il 10%, l'Australia il 28%.
    Plutonio: Cina 2.94, USA 87.7
    Oro: Meno dell'Italia (comunque l'oro non serve, e' un valore, come i diamanti).

    L'unica cosa che ha sono le terre rare. Ultimamente in previsione di scavalcare la Cina ne sono state scoperte in diversi Paesi. Dunque in un tempo medio la
    Cina non sara' necessaria per l'unica cosa che dispone in abbondanza. Perche' credi che Trump e' interessato alla Greenland. Per la neve?

  2. #82
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    Predefinito Re: Che fine faranno i Brics?

    Citazione Originariamente Scritto da nordista Visualizza Messaggio
    ADRY, SEI GRANDE, a raccontare fesserie incredibili. O a sognare ad occhi aperti.

    Petrolio: La Cina e' quinta come produzione ma quattordicesima come riserve. Un settimo di quelle che ha il Canada.
    Gas naturale: La Cina e' settima per riserve. Produce il 25% di quanto producono gli USA.
    Grano: La Cina e' prima, ma ha tante bocche da sfamare. Pro-capita non c'e' nelle prime dieci.
    Litio:La Cina e' quarta, con meno di un terzo del Cile e pro-capita viene dopo lo Zimbabwe.
    Uranio: La Cina ha il 4%, il Canada il 10%, l'Australia il 28%.
    Plutonio: Cina 2.94, USA 87.7
    Oro: Meno dell'Italia (comunque l'oro non serve, e' un valore, come i diamanti).

    L'unica cosa che ha sono le terre rare. Ultimamente in previsione di scavalcare la Cina ne sono state scoperte in diversi Paesi. Dunque in un tempo medio la
    Cina non sara' necessaria per l'unica cosa che dispone in abbondanza. Perche' credi che Trump e' interessato alla Greenland. Per la neve?
    Nel 2032 Cina prima potenza economica del mondo:

    --
    Nel 2032 Cina prima potenza economica del mondo: Italia fuori dalla top ten
    https://www.today.it/economia/cina-p...ondo-2032.html
    © Today
    https://www.today.it/economia/cina-p...ondo-2032.htmlhttps://www.wired.it/gallery/mondo-c...ti-uniti-2075/

    'India sarà la seconda potenza economica del mondo, dopo la Cina, nel 2075. A sostenerlo è il report The Path to 2075 di Goldman Sachs, la banca statunitense che ha di recente pubblicato la sua ricorrente analisi sul futuro dell'economia mondiale. Le ragioni alla base della crescita dell'India, che oggi si trova, dopo Stati Uniti, Cina, Giappone e Germania, alla quinta posizione, sono innanzitutto da ricercare nella crescita demografica, che ha portato il paese a essere il più popolato del mondo, raggiungendo 1,4 miliardi di abitanti, e l'indice di dipendenza che, secondo l'economista Santanu Sangupta, sarà uno dei più bassi nei prossimi vent'anni. L'indice rappresenta il rapporto percentuale tra la popolazione attiva e quella inattiva di uno stato.

    sono quattro, secondo il report, gli elementi che influiranno su questo cambiamento dell'economia globale nei prossimi 50 anni: il primo è una crescita potenziale globale più lenta dell'economia, dovuta a un sempre più debole incremento della popolazione. Il secondo è la convergenza dei mercati dei paesi emergenti, che rimane intatta, guidata dalle potenze asiatiche. Il terzo elemento è l'improbabilità che si ripeta il decennio di eccezionalità dell'economia statunitense appena trascorso, e il quarto, la diminuzione della disuguaglianza globale e una crescita di quella locale.

  3. #83
    So di non sapere
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    Predefinito Re: Che fine faranno i Brics?

    Ok, è fino al 2018, ma dà l'idea


  4. #84
    So di non sapere
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    Predefinito Re: Che fine faranno i Brics?

    E anche questo aiuta (questo è più recente):

    India, Indonesia, e Cina trainano la crescita del Pil a livello mondiale


  5. #85
    philanthropist
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    Predefinito Re: Che fine faranno i Brics?

    Citazione Originariamente Scritto da adry73 Visualizza Messaggio
    Nel 2032 Cina prima potenza economica del mondo:

    --
    Nel 2032 Cina prima potenza economica del mondo: Italia fuori dalla top ten
    https://www.today.it/economia/cina-p...ondo-2032.html
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    https://www.today.it/economia/cina-p...ondo-2032.htmlhttps://www.wired.it/gallery/mondo-c...ti-uniti-2075/

    'India sarà la seconda potenza economica del mondo, dopo la Cina, nel 2075. A sostenerlo è il report The Path to 2075 di Goldman Sachs, la banca statunitense che ha di recente pubblicato la sua ricorrente analisi sul futuro dell'economia mondiale. Le ragioni alla base della crescita dell'India, che oggi si trova, dopo Stati Uniti, Cina, Giappone e Germania, alla quinta posizione, sono innanzitutto da ricercare nella crescita demografica, che ha portato il paese a essere il più popolato del mondo, raggiungendo 1,4 miliardi di abitanti, e l'indice di dipendenza che, secondo l'economista Santanu Sangupta, sarà uno dei più bassi nei prossimi vent'anni. L'indice rappresenta il rapporto percentuale tra la popolazione attiva e quella inattiva di uno stato.

    sono quattro, secondo il report, gli elementi che influiranno su questo cambiamento dell'economia globale nei prossimi 50 anni: il primo è una crescita potenziale globale più lenta dell'economia, dovuta a un sempre più debole incremento della popolazione. Il secondo è la convergenza dei mercati dei paesi emergenti, che rimane intatta, guidata dalle potenze asiatiche. Il terzo elemento è l'improbabilità che si ripeta il decennio di eccezionalità dell'economia statunitense appena trascorso, e il quarto, la diminuzione della disuguaglianza globale e una crescita di quella locale.

    Nel 2032, ....nel 2075, ...... e nel 2400?

    Se continua cosi la Cina fra 50 anni avra' meno abitanti dell'Indonesia.

  6. #86
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    Predefinito Re: Che fine faranno i Brics?

    Citazione Originariamente Scritto da nordista Visualizza Messaggio
    Nel 2032, ....nel 2075, ...... e nel 2400?

    Se continua cosi la Cina fra 50 anni avra' meno abitanti dell'Indonesia.
    Molti degli attuali membri dei BRICS hanno già tassi di crescita del PIL reale superiori alle loro controparti del G7, con gli attuali membri che hanno una crescita media del PIL del 189% fino al 2050 rispetto alla media del G7 del 50%, secondo i dati di Goldman Sachs

  7. #87
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    Predefinito Re: Che fine faranno i Brics?

    Citazione Originariamente Scritto da adry73 Visualizza Messaggio
    Molti degli attuali membri dei BRICS hanno già tassi di crescita del PIL reale superiori alle loro controparti del G7, con gli attuali membri che hanno una crescita media del PIL del 189% fino al 2050 rispetto alla media del G7 del 50%, secondo i dati di Goldman Sachs
    Appunto, e si deve fare qualcosa per difendere l'occidente, a qualunque costo, perfino creare un enorme casino.
    Grazie Trump.

  8. #88
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    Predefinito Re: Che fine faranno i Brics?

    i BRICS non faranno nessuna fine per il semplice fatto che non c'e' mai stato nessun inizio

  9. #89
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    Predefinito Re: Che fine faranno i Brics?

    Citazione Originariamente Scritto da nordista Visualizza Messaggio
    Appunto, e si deve fare qualcosa per difendere l'occidente, a qualunque costo, perfino creare un enorme casino.
    Grazie Trump.
    chi ha accattato l'occidente sia con una guerra commerciale e con la minaccia dell'invasione di un paese europeo come la groendandia e' stato trump, chi ha definiti gli europei psarassiti che debboni baciargli il sedere e stato trump, ma i vassali senza dignita non lo capiscono

  10. #90
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    Predefinito Re: Che fine faranno i Brics?

    Citazione Originariamente Scritto da -Socrate- Visualizza Messaggio
    E anche questo aiuta (questo è più recente):

    India, Indonesia, e Cina trainano la crescita del Pil a livello mondiale

    La mossa del cavallo, aprire ai Brics
    a guerra commerciale rappresenta l’ultimo capitolo di un più ampio ripensamento dei governi statunitensi sul
    le “magnifiche e progressive sorti” della iper-globalizzazione neoliberale, fondata sulla concorrenza senza limiti (Alfredo D’Attorre, 2023).
    Per una classica eterogenesi dei fini, infatti, la
    globalizzazione neoliberale, dopo aver inizialmente rafforzato il dominio planetario dei paesi occidentali, capaci di sfruttare a loro vantaggio la divisione internazionale del lavoro, si è trasformata in una fase successiva nel motore di una “Grande convergenza” a favore delle economie dei paesi in via di sviluppo (Richard Baldwin, 2018). Questi ultimi sono riusciti ad attrarre maggiori capitali ed investimenti, grazie tra l’altro al costo del lavoro significativamente più basso rispetto a quello dei paesi avanza
    ti. A segnare la svolta è stata soprattutto l’ascesa della Cina come nuova potenza asiatica, specie dopo il suo ingresso nel WTO (2001), che ha innescato determinare due mutamenti profondi, strettamente intrecciati, della politica statunitense.

    In primo luogo, prende avvio il “pivot to Asia”, lo spostamento del baricentro strategico – militare ed economico – degli interessi statunitensi dall’Europa (e dal Medioriente) verso l’area indo-pacifica. Questo riposizionamento geopolitico inizia sotto la presidenza liberal-progressista di Barack Obama e subisce una decisa accelerazione con la Presidenza Trump che punta a delegare all’Unione la gestione del conflitto russo-ucraino, al fine di concentrare l’intero apparato militare nella competizione sistemica con la Cina.

    Al contempo, si fa strada la consapevolezza che, per mantenere il proprio predominio globale, la finanziarizzazione dell’economia garantita del privilegio esorbitante del dollaro non basta più. Gli Stati Uniti devono tornare ad essere la “fabbrica del mondo”, un ruolo che – secondo una narrazione diffusa nei think tank strategici americani – sarebbe stato loro fraudolentemente sottratto dalla Cina. Di qui la necessità di riportare sul suolo nazionale le catene del valore globale, in un processo di “re-shoring” industriale (Alessandro Aresu, 2025). Una strategia che era già implicita nell’Inflation Reduction Act varato dall’amministrazione Biden che ha introdotto enormi incentivi economici e fiscali per attrarre le grandi imprese manifatturiere europee (e non solo), inducendole a trasferire una parte delle loro produzioni negli USA.

    L’Unione europea si è presentata del tutto impreparata a questo tornante storico. In una prima fase, quando già si delineava il ritorno di politiche protezionistiche – sotto forma di de-coupling, de-risking, friend-shoring – che segmentavano ulteriormente le catene globali del valore, già compromesse dalla pandemia, Bruxelles ha continuato ostinatamente a scommettere sul modello ormai logoro dell’austerità espansiva. Una scelta miope, formalizzata nel “nuovo” Patto di stabilità e crescita, che ignora le trasformazioni strutturali dell’economia globale (Federico Losurdo, 2024).

    Oggi, di fronte alla scelta strategica di Trump di portare a compimento il pivot to Asia e di scatenare una guerra commerciale per acuire le già profonde fratture tra gli Stati membri, l’Unione europea sembra ripiegare sul keynesismo militare (Andrea Guazzarotti, 2024). Una riconfigurazione delle priorità di spesa pubblica che viene giustificata dalla necessità, ritenuta improrogabile, di garantire la “sicurezza” della casa comune europea. Anche al prezzo, tutt’altro che indolore, di nuovi tagli allo Stato sociale (così Stefano Cingolani, Amministratore delegato di Leonardo Spa, già ministro della transizione ecologica con Draghi).

    Il ReArm Europe potrebbe divenire Rearm Germany. Approfittando dello spazio di bilancio accumulato durante gli anni dell’austerità, la Germania ha adottato in tempi record una modifica della Legge fondamentale, introducendo una deroga al “freno all’indebitamento”, ma solo per finanziare le spese militari (oltre a quelle legate alla transizione ecologica).

    Abbiamo forse dimenticato una delle ragioni geopolitiche fondamentali che ha giustificato, fin dalla sua origine, il progetto europeo? Impedire proprio il riarmo solitario della Germania.

    Vuoi ricevere la nostra newsletter?

    Nome
    Indirizzo email *In questo scenario cupo, che a molti evoca il clima di tensione inter-imperialista che precedette il fatidico 1914 (si veda l’intervento di Alessandro Barbero), l’Unione europea appare incapace di ragionare fuori dagli schemi consolidati. Eppure, proprio ora sarebbe il momento per fare la “mossa del cavallo” (Andrea Camilleri) e rovesciare il tavolo, con lucidità e coraggio politico.
    La contro-mossa si chiama dialogo con i Brics e, in particolare, con la Cina.
    Un tentativo in questa direzione era stato avviato in Italia da Giuseppe Conte che firmò il Memorandum d’intesa per la collaborazione alla Nuova “via della seta”, memorandum poi frettolosamente accantonato dai successivi governi.

    I Brics si fanno promotori di una visione alternativa della globalizzazione diversa da quella occidentale che ha dominato il secolo scorso. Una globalizzazione orientata alla costruzione di “ponti” tra le civiltà, anziché di “muri”. U
    na globalizzazione fondata sulla condivisione del benessere economico e sociale, secondo la logica win-win. Una globalizzazione che mira a ridurre i divari economici globali, promuovendo ambiziosi progetti di investimento infrastrutturale nei paesi in via di sviluppo.
    La sfida è di natura esistenziale. L’Europa ha un interesse vitale e autonomo nel promuovere un ridisegno dell’ordine internazionale che scongiuri una deriva della globalizzazione neoliberale in direzione di un mondo frammentato, suddiviso in aree di influenza rigide, caratterizzate da crescenti barriere economiche e da un indebolimento della cooperazione politica. Su questo nodo cruciale emerge con chiarezza una divergenza strategica tra il nucleo europeo e gli Stati Uniti.



    https://fuoricollana.it/la-mossa-del...rire-ai-brics/

 

 
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