Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
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    Predefinito Il Veneto sott'acqua, il Governo sotto assedio

    Vorrei con questo thread dirvi che ci sono, che per quel che riesco vi seguo, e che spero di poter presto tornare a confrontarmi con voi.

    In particolare in questo momento cruciale per il Paese, vista l'incredibile crisi istituzionale prima ancora che politica nella quale ci ha tutti gettati l'irresponsabilità di un'intera classe dirigente.
    Ce l'ho a morte in particolare con Fini, che ha fondato un partitino a sua immagine e somiglianza, dal dubbissimo peso elettorale ma dal determinante peso politico, e che contemporaneamente tiene le auguste chiappe ben incollate alla poltrona di Presidente della Camera, in modo tale da rendere possibile l'incredibile situazione di vedere una crisi di Governo partire dall'azione politica di un presidente della Camera, al quale addirittura rimettono il mandato dei Ministri.

    Ma non solo: ormai da una settimana una parte importantissima del Paese è paralizzata ed in ginocchio a causa di un disastro ambientale del quale pochi, a parte chi lo sta vivendo sulla propria pelle, hanno ancora constatato la gravità.
    Forse ancora meno hanno capito che qui si gioca davvero un pezzo di unità d'Italia, e che si rischia di festeggiare i centocinquant'anni di qualcosa che in realtà non esiste più nella realtà. Se la risposta delle istituzioni per prima, ma anche la solidarietà di TUTTI i cittadini italiani non si farà sentire, alle prossime elezioni chi andrà a cercare i voti da quelle parti senza parlare di secessione troverà amare sorprese durante lo spoglio...

    Secondo me la situazione è davvero grave. Mi piacerebbe davvero sentire i vostri pareri, e confrontarmi con voi in modo meno frettoloso... prometto di provarci nei prossimi giorni.
    “Pray as thougheverything depended on God. Work as though everything depended on you.”

  2. #2
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Rif: Il Veneto sott'acqua, il Governo sotto assedio

    Veneto, gli alluvionati spalano fango. Mentre a Napoli si fa la guerriglia

    Ignorato dai politici, il Nord Est si rimbocca le maniche senza aspettarsi aiuti da Roma. Con il dubbio che il ricatto e la lamentela paghino



    Veneto, gli alluvionati spalano fango Mentre a Napoli si fa la guerriglia - Interni - ilGiornale.it del 05-11-2010

    Sono un polentone bagnato appena uscito dalla fanghiglia che ha sommerso gli abitanti di Vicenza, Padova e dintorni causa l’esondazione del Bacchiglione. Migliaia gli sfollati e centinaia le famiglie trasferite nei palazzetti dello sport e arrangiate con le coperte lise dell’ultimo istante. Una silenziosa mobilitazione di persone vittime non solo di piogge cospicue, ma anche della tragica manipolazione umana del territorio e delle campagne, che si rifiutano di drenare gli acquazzoni. Una situazione drammatica dalla quale però non si è levato uno strillo. Non uno strepitio di folla che reclamava vitto e alloggio, imprecando contro lo Stato reo di averli abbandonati. Non una vedova in lacrime e litanie morbose. Non una rampogna contro gli amministratori locali e nazionali. Non un Matrix o un Porta a Porta o un approfondimento rosso. Eppure Bertolaso ha constatato dall’alto dell’elicottero la gravità della situazione con interi paesi come Caldogno sott’acqua e i conseguenti danni incalcolabili alle attività produttive.

    Nonostante ciò, né un rappresentante del governo né dell’opposizione sono venuti in Veneto, impegnati come sono a disquisire su temi d’eccellenza come Ruby & C. Nessuno ha chiesto finanziamenti e nessuno men che meno li ha promessi. Il governatore ha timidamente accennato che serviranno denari per la ricostruzione: il veneto però non ama bussare ai palazzi romani per avere schei. Si vergona, arrossisce. Preferisce rimboccarsi le maniche, olio di gomito e giù a sgobbare per rimettere insieme i cocci della disperazione. Siamo così: un po’ tontoloni, ma grandi lavoratori. Dignitosissimi creduloni, ma non fessi, salvo non si tratti di qualche avvenente moldava. Diamo a Roma senza nulla pretendere. Loro ci pensano cornuti e mazziati, noi, invece, consapevoli della nostra poco corrisposta magnanimità, ci riteniamo «diversamente italiani».

    Diversi da quei connazionali che strepitano da settimane fino ad arrivare alla guerriglia urbana perché non solo non si degnano di raccogliere in modo differenziato e civile la loro monnezza, ma non vogliono nemmeno smaltirla in casa propria. L’inceneritore di Padova invece riceve spazzatura campana, ma nessuno dei «diversamente italiani» si è mai sognato di andare in piazza a far baccano. È un modo diverso di essere italiani, prima ancora di tramutarsi goliardicamente in padani. È un modo diverso di rispettare lo Stato e la res publica. Un retaggio del Regno Lombardo-Veneto, un rigurgito della tanta polenta mangiata quando nel dopoguerra eravamo poveri e affamati. Le privazioni insegnano lo spirito di sacrificio e in Veneto abbiamo sempre battuto i denti per il freddo e la fame dall’epoca fascista fino al pentapartito. Poi, con il miracolo Nordest e Berlusconi, abbiamo iniziato ad avere qualche ministro e a toglierci qualche soddisfazione: il Mose a Venezia, il Passante di Mestre e addirittura la linea ferroviaria Venezia-Roma inclusa nella Tav.

    Rimarremo sempre però degli inossidabili lavoratori che non amano chiedere perché siamo ingentiliti da quella nobile timidezza a sfondo evangelico che precetta di «non chiedere perché vi sarà dato». Nessuno però darà nulla ai veneti che assistono increduli a D’Alema che interrogherà il Cavaliere sulle sue sveltine, ma non si preoccupa di centinaia e centinaia di fabbriche in malora e di operai senza tetto. Al ministro dell’Interno che rassicura gli italiani sui destini di Ruby, ma non spende una parola per migliaia di padani sfollati.

    Sul Veneto è calato il silenzio della politica a corto di moneta. Hanno ragione allora i napoletani a scatenare l’inferno a Terzigno: con il ricatto ottengono denari e promesse. Il premier corre a Napoli per rassicurarla e la monnezza in eccesso arriva a Padova. Il mio allenatore Mario diceva sempre: «È vent’anni che magno risi e bisi, perché me chiamate ancora terrone?». Forse ora l’ha capito anche lui...

    di Matteo Mion
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  3. #3
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Rif: Il Veneto sott'acqua, il Governo sotto assedio

    Il silenzio dei media sul Veneto

    Giovanni R.: Il silenzio dei media sul Veneto

    Il silenzio mediatico che avvolge il Veneto e la sua disgrazia è decisamente eloquente. Ma è anche un silenzio che costringe a riflettere e impone alla mente di chi lo percepisce un bilancio sullo stato delle cose in questo Paese. Dal canto delle persone che in questi giorni hanno subito il dramma non ci sono né piagnistei, né sceneggiate di dubbio gusto.

    C’è invece mezzo milione di alluvionati in oltre 130 comuni, qualche morto, diversi feriti, strade bloccate dal fango, imprese che probabilmente non riapriranno mai più, intere comunità costrette in ginocchio e piegate di fronte ai capricci della natura e migliaia di persone che hanno visto la propria casa o il proprio negozio inghiottiti dalle acque torbide. Tutto questo però non è abbastanza per un minimo di attenzione.

    E i giornali, salvo qualche eccezione, che cosa fanno? Parlano di bunga bunga, di escort, dei consueti rifiuti di Napoli, di elezioni anticipate, di Fini che dopo 15 anni scopre di non apprezzare più Berlusconi, di Pompei che cade a pezzi, e propongono ai lettori il consueto campionario di fatti più o meno interessanti, ma non spendono che poche righe per il dramma che i veneti stanno vivendo sulla loro pelle in queste ore.

    Fa eccezione qualche anima nobile che non è rimasta insensibile alla tragedia. Silenzio si diceva, o al massimo qualche dato numerico per dovere di cronaca. In televisione non ci sono scene di donne che si stracciano le vesti o che piangono per strada maledicendo lo Stato, mancano le urla scomposte, assente quell’esibizionismo a cui siamo tristemente abituati e che costituisce un boccone appetitoso per programmi televisivi di ogni sorta.

    Là, nel Veneto, il vecchio adagio “piove? Governo ladro” non vale. O forse più semplicemente – dati i loro guai – non hanno il tempo materiale per la pantomima all’italiana. E così capita che la tragedia si ammanti di un velo di fredda indifferenza perché mediaticamente “non tira”.

    Non sono scattate le maratone televisive della solidarietà, niente appelli al pubblico per mandare l’euro dal telefonino, nessuna conduttrice che si commuove a comando mentre intervista il povero disgraziato di turno; nulla di nulla. Per certi versi è meglio così.

    Però se da un lato l’indifferenza è migliore della finta pietà, dall’altro emerge con chiarezza la diversità di trattamento che intercorre fra una tragedia che avviene nel Nord e una che colpisce il resto d’Italia. Inutile citare gli esempi, la lista sarebbe addirittura imbarazzante.

    Qualcuno, in qualche modo, sembra pure contento perché il dramma gli fornisce il pretesto giusto per polemizzare con l’attuale amministrazione regionale sulla gestione delle opere idrauliche. Piove? Regione ladra. Altri probabilmente pensano che – sotto sotto – se la sono anche meritata.

    Quel Veneto dipinto a tinte fosche per biechi fini politici, un’intera popolazione venduta all’opinione pubblica come egoista e poco solidale, che ha avuto persino l’imperdonabile colpa di eleggere a furor di popolo un Governatore leghista. Si, se la sono certamente meritata e ben gli sta.

    In effetti è vero: il Nordest se l’è proprio cercata. Dopotutto siamo nel Paese dove la logica del ricatto rumoroso vince sul merito, dove per essere ascoltati dai politici e dai talk show occorre far baccano, occupare stabili, fare la manifestazione, o magari – perché no – organizzare una bella guerriglia urbana per non assumersi la responsabilità di smaltire la propria monnezza.

    E poco importa se quello stesso pattume, in ultima istanza, se lo prende l’inceneritore di Padova, naturalmente senza lamentele. E’ chiaro che l’atteggiamento di chi si rimbocca le maniche in silenzio e inizia, nell’indifferenza generale, a spalare il fango affondando piedi e mani nella melma è decisamente fuori luogo, poco consono, addirittura inefficace. Come dire? Non è un comportamento molto italiano.

    Fa fatto bene la società civile veneta – sdegnata dall’indifferenza dimostrata dai media – a invocare lo sciopero fiscale. Il Veneto in termini monetari ha dato tanto, forse troppo, e adesso si ritrova con l’acqua alla gola, in senso letterale, e un pugno di mosche in mano.

    Come ha fatto bene il Governatore Zaia, nella sua lettera su Libero, a mettere l’accento sull’incongruenza di chi si riempie la bocca di patriottismo e di unità nazionale e poi fa spallucce se – per una volta – è il Nord ad avere bisogno di aiuto. In una nazione vera e degna di questo nome non ci sono patriottismo e solidarietà a “regioni alterne”.

    A questo punto mi chiedo dove siano finiti oggi i tricolori nella Vicenza o nella Padova devastata dal fango. Che se li sia portati via la corrente? Dato le contingenze, non ci si deve lamentare poi se ci sono pezzi di Paese che se ne andrebbero volentieri per i fatti propri

    di Matteo Lazzaro
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  4. #4
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    Predefinito Rif: Il Veneto sott'acqua, il Governo sotto assedio

    Ci mancava pure lui...


    Veltroni: l'isolamento del Veneto è la conseguenza delle sue politiche

    L'ex leader del Pd: pochi soldi, frutto amaro di un certo egoismo

    Veltroni: l'isolamento del Veneto è la conseguenza delle sue politiche - Corriere del Veneto

    (...) «L’isolamento del Veneto» in questa circostanza «è misura del frutto amaro di certe politiche, impostate talvolta sull’egoismo». Per Veltroni «se si rompe l’elemento che tiene insieme qualsiasi comunità, è inevitabile che si arrivi al conflitto». «Il localismo è una malattia, il locale è una virtù. Sbagliamo come Pd - ha spiegato - se non facciamo questa differenza». (Ansa)
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    Predefinito Rif: Il Veneto sott'acqua, il Governo sotto assedio




    E' pienamente operativo il conto corrente di solidarietà per le popolazioni alluvionate istituito dalla Regione del Veneto presso il proprio tesoriere Unicredit Banca Spa.

    Chiunque lo desideri, può contribuire effettuando un versamento con le seguenti coordinatentestazione: "Regione Veneto - Emergenza Alluvione novembre 2010" - codice IBAN: IT 62 D 02008 02017 000101116078

    SMS 45501 E DONI 2 EURO ALLE POPOLAZIONI ALLUVIONATE DEL VENETO
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  6. #6
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    Predefinito Rif: Il Veneto sott'acqua, il Governo sotto assedio

    Citazione Originariamente Scritto da UgoDePayens Visualizza Messaggio
    Vorrei con questo thread dirvi che ci sono, che per quel che riesco vi seguo, e che spero di poter presto tornare a confrontarmi con voi.

    In particolare in questo momento cruciale per il Paese, vista l'incredibile crisi istituzionale prima ancora che politica nella quale ci ha tutti gettati l'irresponsabilità di un'intera classe dirigente.
    Ce l'ho a morte in particolare con Fini, che ha fondato un partitino a sua immagine e somiglianza, dal dubbissimo peso elettorale ma dal determinante peso politico, e che contemporaneamente tiene le auguste chiappe ben incollate alla poltrona di Presidente della Camera, in modo tale da rendere possibile l'incredibile situazione di vedere una crisi di Governo partire dall'azione politica di un presidente della Camera, al quale addirittura rimettono il mandato dei Ministri.

    Ma non solo: ormai da una settimana una parte importantissima del Paese è paralizzata ed in ginocchio a causa di un disastro ambientale del quale pochi, a parte chi lo sta vivendo sulla propria pelle, hanno ancora constatato la gravità.
    Forse ancora meno hanno capito che qui si gioca davvero un pezzo di unità d'Italia, e che si rischia di festeggiare i centocinquant'anni di qualcosa che in realtà non esiste più nella realtà. Se la risposta delle istituzioni per prima, ma anche la solidarietà di TUTTI i cittadini italiani non si farà sentire, alle prossime elezioni chi andrà a cercare i voti da quelle parti senza parlare di secessione troverà amare sorprese durante lo spoglio...

    Secondo me la situazione è davvero grave. Mi piacerebbe davvero sentire i vostri pareri, e confrontarmi con voi in modo meno frettoloso... prometto di provarci nei prossimi giorni.
    Io sono veneto ma per fortuna non ho subito i danni della disastrosa alluvione della settimana scorsa. Abito in pedemontana e il torrente che scorre vicino a casa mia si è mantenuto dentro gli argini (però è straripato con gravissimi danni qualche chilometro più avanti, in pianura). Ho visto con i miei occhi la disperazione dei vicentini, afflitti da perdite spaventose - c'è chi non ha più una casa, chi deve buttare via tutte le automobili di famiglia, chi ha aziende e allevamenti ricoperti dal fango. Insomma, la situazione è drammatica, e migliaia di persone rischiano di passare l'inverno prive dei mezzi di sostentamento, con l'obbligo magari di pagare allo Stato gli anticipi IVA e le tasse.

    Solo dopo una settimana circa dagli eventi i principali mezzi di informazione si sono accorti della tragedia e dello stato di calamità. Bisogna dirlo: troppo tardi. Giorni di silenzio assoluto o al limite di ridicoli accenni, del tutto insufficienti rispetto alla portata della catastrofe, hanno scatenato un sentimento di frustrazione e di rabbia. Ugodepayens, piaccia o no, ha perfettamente ragione quando afferma che ci troviamo di fronte ad un pericoloso scollamento fra i veneti ed il resto d'Italia. Basta scorrere velocemente le tv locali, o leggere gli editoriali dei giornali locali: si va addirittura oltre alle polemiche leghiste contro uno Stato che munge, sottrae risorse e preleva miliardi e poi, dinnanzi alla tragedia, se ne lava le mani. L'intervento di Berlusconi e Bossi, e la prossima visita di Napolitano, leniscono solo lievemente le ferite di una popolazione risentita per un trattamento a dir poco scandaloso, per gli aiuti risibili e per la risposta insufficiente dello Stato.

    Per quanto riguarda l'opportunità di una caduta dell'esecutivo proprio in queste ore, stendiamo un velo pietoso. Se non ci dovessero essere neppure quel minimo di presenza delle autorità, quelle briciole di coordinamento e di intesa fra governo centrale e regione, allora sì che potrebbe esplodere la polveriera.

  7. #7
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    Predefinito Rif: Il Veneto sott'acqua, il Governo sotto assedio

    Citazione Originariamente Scritto da FalcoConservatore Visualizza Messaggio
    Io sono veneto ma per fortuna non ho subito i danni della disastrosa alluvione della settimana scorsa. Abito in pedemontana e il torrente che scorre vicino a casa mia si è mantenuto dentro gli argini (però è straripato con gravissimi danni qualche chilometro più avanti, in pianura). Ho visto con i miei occhi la disperazione dei vicentini, afflitti da perdite spaventose - c'è chi non ha più una casa, chi deve buttare via tutte le automobili di famiglia, chi ha aziende e allevamenti ricoperti dal fango. Insomma, la situazione è drammatica, e migliaia di persone rischiano di passare l'inverno prive dei mezzi di sostentamento, con l'obbligo magari di pagare allo Stato gli anticipi IVA e le tasse.

    Solo dopo una settimana circa dagli eventi i principali mezzi di informazione si sono accorti della tragedia e dello stato di calamità. Bisogna dirlo: troppo tardi. Giorni di silenzio assoluto o al limite di ridicoli accenni, del tutto insufficienti rispetto alla portata della catastrofe, hanno scatenato un sentimento di frustrazione e di rabbia. Ugodepayens, piaccia o no, ha perfettamente ragione quando afferma che ci troviamo di fronte ad un pericoloso scollamento fra i veneti ed il resto d'Italia. Basta scorrere velocemente le tv locali, o leggere gli editoriali dei giornali locali: si va addirittura oltre alle polemiche leghiste contro uno Stato che munge, sottrae risorse e preleva miliardi e poi, dinnanzi alla tragedia, se ne lava le mani. L'intervento di Berlusconi e Bossi, e la prossima visita di Napolitano, leniscono solo lievemente le ferite di una popolazione risentita per un trattamento a dir poco scandaloso, per gli aiuti risibili e per la risposta insufficiente dello Stato.

    Per quanto riguarda l'opportunità di una caduta dell'esecutivo proprio in queste ore, stendiamo un velo pietoso. Se non ci dovessero essere neppure quel minimo di presenza delle autorità, quelle briciole di coordinamento e di intesa fra governo centrale e regione, allora sì che potrebbe esplodere la polveriera.
    Anche io sono veneto, e posso dire che il disastro é arrivato non molto lontano da me.
    Mentre Vicenza era sott'acqua, i media cercavano di far cadere Berlusconi alimentando le chiacchere su Ruby e la canzoncina bunga bunga di uno che secondo me farebbe schifo anche come giullare di serie b.



    La cosa che da ITALIANO mi ha ferito moltissimo, tralasciando che sia stato lungamente ignorato il Veneto, sempre tra i primi però quando si parla di solidarietà e anzi, la regione con il più alto numero di volontari della Protezione Civile, é che per altre zone d'Italia, sia stato dato molto più spazio.


    In un telegiornale, si é trovato il tempo di parlare della morte del polipo che prevedeva i risultati delle partite di calcio ai mondiali, ma non del Veneto....vergognoso...
    NOI SIAMO LA VERA ITALIA !
    RICOSTRUIAMO LA NOSTRA PATRIA !

  8. #8
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    Predefinito Rif: Il Veneto sott'acqua, il Governo sotto assedio

    E' un'immagine sicuramente molto forte dato che stiamo parlando del motore dell'Italia ingolfato.

 

 

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