Si, sarà fame nera, per i maiali cinesi, con la farina di soia USA che coi dazi all'84% raddoppia.
Le razioni saranno dimezzate.
Vedremo finalmente la carne di maiale magra, tanta salute per i cinesi


Si, sarà fame nera, per i maiali cinesi, con la farina di soia USA che coi dazi all'84% raddoppia.
Le razioni saranno dimezzate.
Vedremo finalmente la carne di maiale magra, tanta salute per i cinesi


Di tutte le possibili reazioni ad un insulto, la più efficace è il silenzio - Santiago Ramòn y Cajal
A paraulas maccas uriga surda
Tessera N° 29 Fronda ForumerZ di POL
Segretaria liquidatrice di Italia Morta


Le esportazioni cinesi verso gli USA contano solo per il 3% del PIL cinese, mentre molte imprese USA salteranno senza la Cina, in primis Apple.
L'unico maiale che sarà sgozzato a breve sarà il biondo, fidati.
"La vita è un'illusione, un sogno, un'ombra, una bolla di schiuma... Nulla è permanente, nulla è degno di rabbia o disputa... nulla" (Buddha)




Di tutte le possibili reazioni ad un insulto, la più efficace è il silenzio - Santiago Ramòn y Cajal
A paraulas maccas uriga surda
Tessera N° 29 Fronda ForumerZ di POL
Segretaria liquidatrice di Italia Morta


Gli effetti gia' si vedono ... ma solo in Cina. Informati meglio e scegli di vedere la realta' non i sogni. L'Apple gia' si e' mossa in India e tra poco Vietnam, oltre che a investire
$500,000,000,000 negli USA.
Gli USA non vivono sulle esportazioni mente la Cina non puo' trovare altri mercati che sostituiscano gli USA. Ma siamo certi che tra poco la Cina si arrendera'. Non ha altra scelta.


Pur con tutta l'antipatia che provo per Trump ed il modello americano, basato su una iniqua distribuzione della ricchezza e del welfare, attraverso il sistema fiscale parimenti iniquo, devo riconoscere che i problemi che crea alla Cina sono enormi, anche se a livello USA non mancheranno.
Per quanto riguarda gli USA non c'è dubbio che ci sarà inflazione e pure sostenuta; l'occupazione non ne beneficerà poi tanto, visto che già adesso, la disoccupazione è modesta, e il lavoro produttivo occupa un americano su cinque. Nuove fabbriche avranno problemi di reperimento personale, sia quantitativo che qualitativo, e ci sarà col tempo un reflusso verso altri modelli produttivi all'estero, in un modo o nell'altro, anche se ci vorranno anni.
Per quanto riguarda la Cina, la cui economia è orientata all'export, bene o male soprattutto agli USA, troverà ostacoli anche al di fuori degli USA, cioè sostanzialmente in Europa, che non può permettersi di assorbire la massa di merci che adesso arrivavano nei porti americani.
Ci sono diecine se non centinaia di migliaia di imprese cinesi che sono nel panico, devono restituire i prestiti bancari e non stanno facendo incassi americani. L'unica soluzione sarebbe rivolgersi al mercato interno, che potenzialmente è enorme, ma è stato tenuto lontano dai modesti salari che servivano per attirare i capitali esteri. Difficile anche politicamente cambiare rotta adesso, e per giunta anche subito.
Speriamo che XI non si veda in pericolo, e faccia qualche stupidaggine alla Putin...

