La visione del giubilo generale durante l'elezione dell'attuale Papa mi ha fatto sorridere ancora una volta ricordando quanto studiato diversi anni fa in merito alla storia del papato (sono andato a rivedermelo..), il tutto collegato al dogma dell'infallibilità papale e alla presunta continuità apostolica del papato.
Ricordiamo in breve i due aspetti ecclesiologici:
continuità apostolica papato
Questo è un concetto profondamente connesso alla teologia del primato di Pietro e quindi alla trasmissione dell'autorità apostolica che determina la legittimità e infallibilità della Chiesa cattolica nella sua funzione di guida della fede. Sebbene non esista una formulazione dogmatica esplicita, questo è un dogma implicito che sta a fondamento stesso della legittimità della trasmissione della fede.
Del resto la successione apostolica del vescovo di Roma è inseparabilmente legata:
1 alla costituzione divina della Chiesa (voluta da Cristo)
2 al primato petrino
3 all’infallibilità del magistero nel suo insieme.
Pertanto, è considerata una verità di fede certa, anche se non definita dogmaticamente con anatema come nel caso dell’Immacolata Concezione o dell’Assunzione. Questa verità rientra in ciò che si chiama verità de fide tenenda secondo il Magistero autentico.
Il Catechismo della Chiesa Cattolica (n. 77–85) afferma che:
"Perché il Vangelo fosse sempre conservato integro e vivo nella Chiesa, gli Apostoli lasciarono come successori i vescovi. A costoro essi trasmisero il proprio compito di magistero."
(CCC 77, cfr. Dei Verbum, 7)
Nel caso specifico del papa:
a. Il vescovo di Roma è considerato il successore diretto di Pietro, cui Cristo affidò le chiavi del Regno (Mt 16,18-19).
b. La continuità storica dei papi è considerata un segno visibile della fedeltà di Dio alla sua promessa.
Tutto ciò sopra premesso implica che una discontinuità reale di fatto nella linea papale rappresenterebbe un problema teologico enorme, perché:
1. inficerebbe la legittimità del magistero successivo,
2 metterebbe in dubbio la promessa di indefettibilità della Chiesa (“le porte degli inferi non prevarranno”, Mt 16,18)
3 complicherebbe l'infallibilità stessa e la trasmissione del carisma dell’infallibilità.
Vedremo subito sotto come tali dogmi si infrangono clamorosamente se si analizza la storia reale della chiesta. Anticipo che conosco perfettamente come il magistero ha tentato di uscire dall'incredibile situazione disastrosa della successione papale (lo scriverò in calce) ma a qualsiasi persona dotata di raziocinio e priva di pregiudizi, la giustificazione apparirà come una "supercazzola" di proporzioni, è il caso di dirlo, bibliche.
Analizziamo pertanto la storia del papato nel cosiddetto Saeculum obscurum
Il papato tra gli anni 870 circa e il 1040 circa fu fortemente dominato da famiglie nobili romane (Teofilatti, Crescenzi, Tuscolo, ecc...) che esercitavano spesso corruzione, violenza e manipolazione politica. Diversi papi furono eletti, deposti, imprigionati o uccisi per interessi dinastici o rivalità locali; moralità e autorità spirituale del papato erano fortemente compromesse.
In alcuni casi si parla apertamente di omicidi e usurpazioni.
Una certa Marozia, membro di una delle famiglie citate, mise sul trono pontificio suoi amanti, figli e alleati. Come possa questa cosa conciliarsi con l'infallibilità papale e con la successione apostolica è un mistero a cui possono credere solo persone totalmente indottrinate.
Che dire del caso del papa cadavere e del il Sinodo del cadavere ?
Papa Formoso fu riesumato e processato dopo morto da papa Stefano VI, in una parodia grottesca di processo. Il cadavere fu vestito con paramenti sacri, processato, condannato, spogliato, e gettato nel Tevere. Questo evento illustra la brutalità e l’assurdità della lotta per il potere ecclesiastico in quel tempo. Altro che spirito santo !
Ancora, Leone V (visto che di Leoni si parla...) venne eletto regolarmente ma fu deposto e imprigionato da un certo Cristoforo, che si autoproclamò papa. Cristoforo, considerato alla fine antipapa, per secoli fu ritenuto legittimo. Come può essere stata garantita la successione e l'infallibilità in tali condizioni con un antipapa che proclamava dottrine per la fede ?
Questo è uno dei casi storici in cui un antipapa rovescia fisicamente il papa in carica e ne prende il posto.
Poco dopo, anche Cristoforo fu deposto e forse ucciso da Sergio III, considerato uno dei papi più corrotti della storia, che salì al soglio nel 904. Può persino un omicidio per la successione papale essere considerato in linea con i dogmi sopra esposti ? Questo papa addirittura pare che ebbe un figlio con Marozia, che sarebbe poi diventato poi papa Giovanni XI.
Il papato sotto Sergio III diventò praticamente una funzione ereditaria della famiglia Teofilatti.
Da allora, successioni violente e nepotismo e seguirono papi deboli, manipolabili o legati da parentela alle stesse famiglie nobili.
In alcuni casi, il papa era un ragazzino adolescente. La carica papale fu mercanteggiata e usata per fini politici.
Da tutto quanto sopra si evince chiaramente che la chiesa perse quasi del tutto la sua autorità morale, i papi erano strumenti di potere nobiliare romano, altro che dio e spirito santo. Ci furono persino antipapi, omicidi, concubinato, e perfino bambini-papa.
È una pagina vergognosa e cruciale nella storia della Chiesa, che mostra quanto i dogmi siano mere illusioni buone per chi davvero non ragiona con la testa ma con la pancia.
L'escamotage per uscire da questa palese violazione della successione papa da parte della teologia cattolica è quella che la fede dipende dalla dimostrazione storica ininterrotta, ma è lo stesso Dio che garantisce la successione, anche laddove la storia umana fosse confusa o corrotta.
In altre parole: non è la storia che garantisce la fede, ma la fede che interpreta la storia alla luce della promessa di Cristo. ( Teologia della "provvidenza divina" e Teologia della "supplenza")
@emv @topquark @Giò




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