Comincio io, il mio viaggio memorabile è stato nel 1984, un volo Milano-Pescara
Partenza prevista alle 20, e tutti a bordo alle 20,10, per un ritardo di natura ignota che non prometteva bene.
Fino alle 21,30 chiusi in aereo, senza notizie sul perchè. Per fortuna era primavera , quindi la temperatura era sopportabile.
Alle 21,30 avviso che i piloti erano in arrivo, e dopo dieci minuti è salito un pilota, mentre per l'altro si sono aspettati altri dieci minuti. Le hostess erano sparite, forse si erano nascoste per evitare la nostra ira.
Dopo un po', alle 22.20 ci siamo avviati sulla pista per il decollo, ma si è atteso il via per un altro quarto d'ora.
Dopo 40 minuti, un avviso ci ha fatto sapere che su Pescara c'era nebbia, e saremmo atterrati ad Ancona, dove dei pullman ci avrebbero trasferiti all'aereoporto di Pescara.
Ad Ancona il Bar era chiuso e ci hanno comunque avvisati di non allontanarci perchè i pullman sarebbero ripartiti subito appena arrivati. A questo punto avevamo fame e sete, nessuno aveva cenato, ed avevamo paura ad uscire per cercare un bar aperto, visto il rischio di perdere il pullman per Pescara.
Per concludere, i pullman sono arrivati alle 01,40, e sull'autostrada andavano cosi piano che ci sono volute quasi tre ore per arrivare a Pescara, dove ovviamente non c'era alcun punto di ristoro aperto. In albergo, per fortuna vicino all'aeroporto, mi hanno segnalato un ristorante aperto tutta notte, dove molti di noi sventurati ci siamo ritrovati.
Si erano fatte le 6 di mettina ed ho fatto in tempo a farmi una doccia in albergo, e a prendere un taxi per la mia destinazione di lavoro, non proprio freschissimo.




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