La Mecca è situata in un arido incavo, o vallone, tra due file di ripide colline nell’ovest della attuale Arabia Saudita. Al suo immediato occidente si trova la costa piatta e soffocante del mar rosso; verso est si stende il grande Rub’ al-Khali, o il Quarto Vuoto -- il più grande corpo continuo di sabbia del pianeta; tale era l’ambiente contro cui le prime puntate del Corano sono state rivelate, nel 610 A.D., ad un benestante ma annoiato mercante nominato Muhammad bin Abdullah. (o Maometto), che aveva sviluppato l’abitudine di isolarsi periodicamente in una grotta delle vicine montagne, dove avrebbe meditato in solitudine.
Durante una di queste ritirate fu visitato dall’Arcangelo Gabriele – l’angelo molto somigliante a colui che a Nazareth 600 anni prima annunciò alla Vergine Maria la venuta di Gesù. Aprendo con l’ordine "Recita", Gabriele rese noto a Maometto che egli doveva servire come messaggero di Dio;
successivamente, fino alla sua morte, Maometto, presunto analfabeta, ricevette attraverso Gabriele rivelazioni divine in Arabo che furono poi note come qur’an ("recitazione"), le quali annunciarono una nuova stigma di monoteismo e senza compromessi noto come Islam , o "sottomissione" (alla volontà di DIO).
Maometto riportò verbalmente queste rivelazioni a membri simpatizzanti della sua famiglia e ad amici, i quali o le memorizzarono o le trascrissero.
I potenti Meccani cominciarono presto a perseguitare Maometto e la sua piccola di devoti seguaci, la cui nuova fede rigettava il nucleo pagano della vita culturale ed economica de la Mecca, con il risultato che nel 622 A.d. (il primo anno del calendario islamico) il gruppo migrò a circa 200 miglia a nord, nella città di Yathrib, la quale successivamente divenne nota come Medina (contrazione per indicare Medinat al-Nabi, o la città del Profeta). In Medina, Maometto continuò a ricevere rivelazioni divine, di natura progressivamente sempre più pragmatica e prosaica, e nel 630 A.D. egli ebbe sviluppato un supporto sufficiente nella comunità medinese per attaccare e conquistare La Mecca.
Il percorso della scrittura non fu senza incidenti, e
a volte Maometto dovette ritrattare quanto affermava, come nel caso dei versetti satanici.
Quando Maometto morì, nel 632 A.D,
le rivelazioni Koraniche non erano raccolte in un singolo libro: esse erano registrate solo "su foglie di palma o su pietre piatte e nei cuori degli uomini".
Nelle decadi iniziali della conquista araba molti menerei della congrega di Maometto furono uccisi, e con la loro morì una parte della conoscenza delle rivelazioni craniche. I musulmani alla sommità del loro impero cominciarono con il litigare su ciò che fosse la scrittura cranica e su ciò che non fosse. Un generale dell’esercito, al suo ritorno dall’Azerbaijanm, espresse i suoi timori sulle controversie settarie al califfo Uthman (644-656) – il terzo governante musulmano che succedette a Maometto – che supplicò di "sostituire questa gente prima che essi alterino il Corano nel modo che Giudei e Cristiani hanno alterato le loro scritture".
Uthman radunò un comitato editoriale di tre persone che raccolsero attentamente i vari pezzi di scrittura che era stata memorizzata o trascritta dai compagni di Maometto. Il risultato furono tre Corani distinti, che poi vennero riportati su uno solo, creando una versione scritta standard del Corano.
Uthman ordinò che tutte le collezioni "imperfette" e incomplete del Corano fossero distrutte, e la nuova versione fu rapidamente distribuita in tutti i maggiori centri dell’impero in rapida fioritura.
Il paleografo tedesco Gerd R. Puin, avendo studiato gli antichi manoscritti del Corano,
ritiene che esso sia un “cocktail di testi”, alcuni dei quali risalirebbero a un secolo prima di Maometto.
Nel 1999 ha scritto: «La mia idea è che il Corano sia una sorta di cocktail di testi che non erano pienamente comprensibili neppure ai tempi di Maometto, molti di questi potrebbero aver preceduto la nascita dell’Islam addirittura di un centinaio di anni