
Originariamente Scritto da
pippo palla e pertica
Siamo arrivati al maggio 1945 e Giuseppina Ghersi è stata giustiziata. Ma è proprio vero che i partigiani se la sono presa con una povera ragazzina innocente?
Leggendo documenti e testimonianze sembrerebbe proprio di no.
La “ragazzina innocente” apparteneva ad una famiglia di borsaneristi legati ad ambienti repubblichini, con uno zio , Attilio Vincenzo Mongolli, che militava nella XXXIV brigata nera e che per questo era stato giustiziato proprio negli stessi giorni
(Albo caduti RSI Edizione 2017)
Cosa che ovviamente non è sufficiente per una condanna a morte, ma che serve ad inquadrare la personalità e l’ambiente di provenienza.
Nella documentazione che ho presentato in precedenza troviamo che la “ragazzina innocente” era stata indicata da più voci come confidente della polizia repubblichina, che era solita frequentare i militi della San Marco che vivevano nell’appartamento preso in affito dai genitori e che essa stessa si vantava di avere fatto uccidere ben sette antifascisti. Che sia vero che sia una sciocca vanteria, non era certo molto salutare vantarsi di queste cose nel 1945.
Quanto all’uccisione di una minorenne, occorre ricordare che i fascisti all’epoca usavano anche i ragazzini per compiere i loro delitti: emblematico il caso di Alessandro Delmastro, ucciso da una raffica di mitra alla nuca sparata da un quindicenne appartente alla “Ettore Muti”.
(Testimone oculare Anna Revelli).
Bisogna anche ricordare che non esiste traccia del famoso “tema” della Ghersi premiato dal Duce in persona. Esiste invece una lettera della Ghersi, regolarmente protocollata dalla Segreteria Particolare del Duce (15 gennaio 1945 - Numero di Protocollo 8747) alla quale verrà data regolare risposta a firma di Ugo Cellai, responsabile della segreteria particolare di Mussolini.
La “ragazzina innocente”, secondo testimonianze dell’epoca, continuava a ostentare la sua attività di spionaggio ai danni della Resistenza e continuava a girare armata di rivoltella ancora nel mese di aprile 1945.
(da Mario De Fazio - elenco dattiloscritto di spie fasciste. Pag. 9: Giuseppina Ghersi “impiegata federazione fascista - coopera con i nazifascisti - marcia armata di rivoltella”)
4 - continua.