
Originariamente Scritto da
adry73
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Ma cosa vuole Netanyahu? Sul piano strategico nessuno lo capisce. Il paradosso è che il suo principale contestatore è il capo di Stato maggiore Eyal Zamir, che gli obbedisce ma non tace: «Il premier non ci ha detto quale sarebbe stata la fase successiva. Non abbiamo saputo a che cosa prepararci. Se vogliono un governo militare, allora dovrebbero dirlo». L’esercito, cioè, vede con raccapriccio l’idea di dover amministrare la Striscia nei prossimi mesi o anni, e chiede una soluzione politica. Perché Zamir, come i suoi predecessori, ritiene impossibile la vittoria totale: «Siamo impegnati a raggiungere gli obiettivi della guerra così come sono stati definiti dal gabinetto di sicurezza. Ma non ci s’illuda: Hamas non sarà sconfitta militarmente, o in termini di capacità di governo, nemmeno dopo quest’operazione per conquistare Gaza City». L’esercito ha come priorità la liberazione degli ostaggi, e sa che finora gli ostaggi sono stati salvati solo con accordi, scambi di prigionieri, tregue.
E allora, ancora: cosa vuole Netanyahu? Come scritto e riscritto, vuole una guerra permanente che tenga in piedi la sua coalizione di governo, in cui gli estremisti sono decisivi. È disposto ad accettare il crescente isolamento internazionale perché l’appoggio totale di Trump gli dà, dice, la forza di una «Super-Sparta». Il prezzo è il rischio di rottura anche con gli arabi moderati: l’attacco in Qatar per uccidere i capi di Hamas (missione semi-fallita) ha suscitato una reazione collettiva e lo Stato ebraico è di nuovo percepito come la prima minaccia. L’Egitto è in fibrillazione: teme che Israele deporti la popolazione di Gaza nel suo territorio.
Ma un’alternativa ci sarebbe? Sì. Gli Stati arabi sono pronti da tempo a farsi carico della ricostruzione di Gaza e di una transizione che la riporti sotto il governo dell’Autorità nazionale palestinese, vogliono l’esclusione di Hamas dal potere e sono gli unici in grado ottenerla. E sono pronti da tempo alla piena normalizzazione dei rapporti con Israele se accetta uno Stato palestinese. Che è la soluzione auspicata da tutti, tranne Israele e Stati Uniti. Dunque la meno probabile. Ma l’alternativa è una catastrofe umanitaria inaccettabile.
https://www.corriere.it/il-punto/pri...e-a-gaza.shtml