'11 dicembre 1946 l'assemblea generale delle nazioni unite, con la risoluzione 96 (i), definì il genocidio come «una negazione del diritto all'esistenza di interi gruppi umani, poiché l'omicidio è la negazione del diritto alla vita dei singoli esseri umani». La risoluzione precisava inoltre che «molti casi di tali crimini di genocidio si sono verificati quando gruppi razziali, religiosi, politici e di altro genere sono stati distrutti, in tutto o in parte».[14][15]
il 9 dicembre 1948 fu adottata, con la risoluzione 260 a , la convenzione per la prevenzione e la repressione del delitto di genocidio scritta con il contributo dello stesso lemkin anche sulla scorta dell'esperienza del processo di norimberga.[16] l'articolo ii della convenzione definisce esplicitamente il genocidio nell'ambito del diritto internazionale:
«per genocidio si intende ciascuno degli atti seguenti, commessi con l'intenzione di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso, come tale:
(a) uccisione di membri del gruppo;
(b) lesioni gravi all'integrità fisica o mentale di membri del gruppo;
(c) il fatto di sottoporre deliberatamente il gruppo a condizioni di vita intese a provocare la sua distruzione fisica, totale o parziale;
(d) misure miranti a impedire nascite all'interno del gruppo;
(e) trasferimento forzato di fanciulli da un gruppo ad un altro.»
https://it.wikipedia.org/wiki/genocidio
https://it.gariwo.net/magazine/edito...rno-24353.html
roponiamo di seguito un'analisi del giurista ebreo polacco raphael lemkin, ideatore del termine genocidio, che si spese per l'approvazione alle nazioni unite della "convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio". Questo articolo è apparso per la prima volta durante la seconda guerra mondiale nel numero di aprile 1945 di free world.
"uno dei grandi errori del 1918 è stato quello di risparmiare la vita civile dei paesi nemici, perché noi tedeschi dobbiamo essere in termini di numeri sempre almeno il doppio dei popoli dei paesi contigui. Siamo quindi costretti a distruggere almeno un terzo dei loro abitanti. L'unico mezzo per farlo consiste nella denutrizione organizzata, che in questo caso si rivela migliore delle mitragliatrici".
Hitler aveva ragione. Il crimine del reich nello sterminare volutamente e deliberatamente interi popoli non è del tutto nuovo nel mondo. è nuovo solo nel mondo civilizzato che siamo giunti a concepire. è così nuovo nelle tradizioni dell'uomo civilizzato che non esiste un termine che lo definisca.
è per questo motivo che mi sono preso la libertà d’inventare la parola "genocidio". Questo termine deriva dalla parola greca ghénos, che significa tribù o razza, e dal latino caedo, che significa uccidere. Il genocidio deve tragicamente trovare posto nel dizionario del futuro accanto ad altre parole tragiche come omicidio e infanticidio. Come suggerito da von rundstedt, il termine non significa necessariamente uccisione di massa, ma questa può essere una delle sue accezioni. Più spesso, si riferisce a un piano coordinato volto alla distruzione delle fondamenta essenziali della vita dei gruppi nazionali, affinché tali gruppi avvizziscano e muoiano come piante colpite dalla ruggine. Il fine può essere raggiunto mediante la disintegrazione forzata delle istituzioni politiche e sociali, della cultura del popolo, della sua lingua, dei suoi sentimenti nazionali e della sua religione. Può essere raggiunto cancellando ogni base di sicurezza personale, libertà, salute e dignità. Quando questi mezzi falliscono, la mitragliatrice può sempre essere utilizzata come ultima spiaggia. Il genocidio viene perpetrato contro un gruppo nazionale come entità e l'attacco alle persone è solo secondario all'annientamento del gruppo nazionale cui appartengono.