Mussolini era propal o filosionista?
Si vedano
Stefano Fabei, Mussolini e la resistenza palestinese
Caio Mussolini, Mussolini e il Fascismo. L'altra storia


Mussolini era propal o filosionista?
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Stefano Fabei, Mussolini e la resistenza palestinese
Caio Mussolini, Mussolini e il Fascismo. L'altra storia
IDEOLOGICAL DECOMPILER
Angine de poitrinisateur du rythme argumentatif


mussolini sarebbe pro palestina??perchè ??dall altra parte ci sono gli ebrei,poi suvvia un mussolini in italia prenderebbe il 2 che sono i voti di forza nuova e casa pound
qui in una chiesa un ragazzo prega inginocchiato un dio che non conosce,che non puo sentire,non gridera,non versera lacrime,si domanda solo il mio viaggio è finito o è appena cominciato


Tali padri, tali figli...
Mussolini era filoarabo strumentalmente perché in quel momento era opportuno in chiave antinglese ma filosionista come identificazione in una causa.
NO UE, NO EURO, NO NATO, NO NUCLEARE, NO GREEN, NO TAV, NO PONTE, NO IA PRIVATA, SOLO DI STATO
Giustizia per Rosa e Olindo. Giustizia per la Palestina
“Sorgi, Dio, difendi la tua causa.”
"Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli…"


Affermazione storicamente sbagliata (mi riferisco alla parte grassettata, @emv).
Mussolini cercò, seppur con tutti i limiti del caso, di fare gli interessi italiani nel Mediterraneo. È questa la chiave di lettura per comprendere correttamente non soltanto la politica filo-araba del fascismo ma anche le relazioni che intrattenne con alcuni esponenti del sionismo. Non ha senso perciò sostenere che Mussolini s'identificasse nella "causa sionista". Culturalmente e, lato sensu, ideologicamente, il fascismo influenzò tanto il baathismo arabo quanto il sionismo revisionista. Ma questo avvenne anche per la "potenza" attrattiva che esercitò il fascismo tra i primi anni '20 ed i primi anni '40, che ebbe ammiratori di ogni genere (persino fra i democratici di Roosevelt, ad un certo punto). Al di là delle varie posizioni contingenti, sin dal primo discorso in parlamento nel 1921, Mussolini sostenne le rivendicazioni della Santa Sede in Terra Santa. All'epoca, sul soglio ponitificio c'era ancora Papa Benedetto XV: un pontefice che Mussolini, da interventista ancora di "sinistra", aveva ferocemente criticato. E, nonostante questo, dichiarò apertamente che l'Italia avrebbe dovuto assumere il suo punto di vista sull'allora questione palestinese. Questo - come cattolici - dovrebbe interessarci maggiormente.
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


Alla luce degli ultimi accadimenti ormai bisogna cominciare a riflettere che il Fascismo era una "potenza" attrattiva perché era l'avanguardia di una tendenza storica che adesso vediamo pienamente in atto in altro attori. So che difficilmente condividerai ma oggi Mussolini penso che sarebbe un ammiratore di Netanyahu (in segreto per non scontentare la Santa Sede) per il suo decisionismo, non per la sua visione religiosa, e soprattutto di Trump, che apprezzerebbe come un futurista marinettiano. Stimerebbe Putin ma lo considerebbe un noioso vetero imperialista ottocentesco con un'idea religiosa polverosa della storia.
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Attento @emv, stai assumendo gli stessi schemi mentali dei catto-comunisti. Da qui all'eresia o, peggio, all'apostasia è un attimo...
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Non bisogna stare ingabbiati in schemi per paura di altre schemi, in quanto gli schemi riflettono in politica le sottostanti gnosi, di sinistra materialista e di destra spiritualista.
Una posizione coerente anticapitalista e turboliberista obbliga a guardare le cose per quello che sono.
Non tirerai in ballo un nesso diretto con eresie e apostasie. Però se proprio vuoi allora vorrei chiederti una cosa. Se Papa Leone è vero Papa, ancorché modernista, ritieni possibile che possa compiere anche atti santi e infallibili, come fare una dichiarazione impegnativa per i credenti, un testo ufficiale, o esprimere una profezia, in teoria indipendentemente da un'abiura del Concilio VII come invece pretendono i sedevacantisti?
Merita di essere ascoltato ed esaminato per i suoi atti o può essere bellamente ignorato finché non abiura?
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La destra spiritualista può essere cattolica (dipende da come si declina), la sinistra materialista no.
Ricondurre acriticamente al fascismo qualsiasi forma di decisionismo politico, prescindendo dal suo contenuto, o di nazionalismo aggressivo ed esagerato, solo perché tali è una trappola tipica del catto-comunismo e, più in generale, del cosiddetto "cattolicesimo antifascista", il cui inganno fu denunciato magistralmente proprio dal padre Julio Meinvielle nel suo testo "Un juicio catolico sobre problemas nuevos de la politica" (1937).
Mussolini è stato un politico decisionista e volitivo, ma non per questo ogni decisionismo politico è fascista. Mussolini è stato - a suo modo - un nazionalista, ma non ogni nazionalismo è ipso facto fascista. E, in ogni caso, il Duce non s'è mai reso volutamente responsabile di carneficine disumane come quelle a cui abbiamo assistito nella striscia di Gaza per ordine di Netanyahu.
Trump un futurista marinettiano? Non penso proprio che il Marinetti futurista degli anni precedenti la marcia su Roma (a maggior ragione quello degli anni successivi) si sarebbe mai riconosciuto in un palazzinaro newyorkese miliardario prestato alla politica. L'eccentricità ed il dinamismo provocatorio che hanno caratterizzato il futurismo e la personalità di molti futuristi non sono elementi sufficienti per poter affermare che Trump sarebbe stato apprezzato come futurista marinettiano da Mussolini, fermo restando che il Mussolini "fascista" mise politicamente alla porta il futurismo marinettiano sin dal 1920.
Il pericolo di ragionare come il nemico è finire di diventare come il nemico: questo è importante ricordarlo.
Mi sembra che l'argomento sia fuori tema. Volendo rispondere nel merito, questo articolo dell'abbé Gleize riguardo agli "insegnamenti" del CVII e del post-CVII vale anche per Papa Leone XIV: http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV2...principio.html
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Sì, formalmente è così però la gnosi materialista è un eccesso, distorsione, della Carità. Mentre la gnosi spiritualista è un eccesso della Fede, perché distorce concetti della fede fino a sostituirli, il rischio del neopaganesimo che ben conosci. Quindi la gnosi materialista offende gli uomini mentre la spiritualista offende Dio. Qual'è più grave delle due?
Questo per me è un passaggio fondamentale della mia riflessione sulle due gnosi che tempo fa ho iniziato a condividere con te.
Per questo non è sbagliato e non si rischia l'eresia ad associarsi pubblicamente alla contestazione pro-pal e dei centri sociali, benchè ripugnino tante loro idee. E' meglio fare una cosa giusta con le persone sbagliate che fare una cosa sbagliata con le persone giuste.
Ma in fondo il Fascismo... che cos'è? Gratta gratta anche la visione sociale probabilmente è stata mitizzata. Oggettivamente se fosse stata vera qualcosa doveva passare da Almirante attraverso Fini alla Meloni. Capisco il doversi barcamenare come un vaso di coccio tra vasi di ferro ma questa segue l'agenda turboliberista alla lettera... Ho la sensazione che tutta la narrazione sociale del fascismo sia stata ampiamente mitizzata nell'epoca in cui tra i partiti regolari il MSI appariva come un'alternativa.
Comunque non ne sono sicuro sicuro, tu sei più esperto di me, qui c'è una sintesi:
https://jacobinitalia.it/il-falso-mi...-del-fascismo/
Su Netanyahu certo può essere esagerato quanto ho scritto. Su Trump invece il suo distruggere le vetuste istituzioni internazionali somiglia alla marinettiana aspirazione di asfaltare il canal grande e uccidere il chiaro di luna. L'idea della ricostruzione futurista dell'universo. Per me impazzirebbero con Trump. Opinione personale.
Ne parleremo, non è fuori tema. Secondo me Papa Leone, probabilmente in trance mistica che magari non se n'è reso conto, ha fatto alcune uscite per me sconvolgenti e impegnative.
Questo testo di Unavox descrive, direi correttamente, la situazione del modernismo per cui possono essere inficiati gli atti dei Papi che non rifiutano il Concilio ma io ho detto un'altra cosa: l'abiura è solo l'aspetto formale ma prima di tutto c'è il rigetto sostanziale anzi questa sarebbe proprio ciò che si manifesterebbe prima di arrivare al rifiuto formalizzato. Quindi questo impone al cattolico critico di attendere i segni del ravvedimento in ogni singolo atto. Se ci si ponesse con questo spirito magari ci si accorge che questo Papa ha dato dei segnali a mio modo di vedere sconvolgenti, nascosti dall'informazione e ovviamente non colti dalla stampa cattolica modernista, e ci sta, ma purtroppo anche dagli osservatori tradizionalisti che purtroppo hanno solo in mente il CVII e non la Bibbia... ne parlo qui: Papa Leone su Israele ed Ebrei
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Io ho parlato di destra spiritualista, non di gnosi spiritualista.
La destra spiritualista può essere, come la storia stessa dimostra, integralmente cattolica o - quanto meno - riconoscere e difendere principi morali, sociali e politici che per il cattolicesimo sono essenziali. La sinistra materialista non può mai essere integralmente cattolica: né nei principi né nei fatti (se non per mero accidente, spesso nemmeno voluto).
In altri termini, la destra spiritualista può essere o non essere espressione della gnosi sovversiva che ha contribuito a generare la modernità ideologica: non c'è una necessità. La sinistra materialista, invece, è necessariamente gnostica. Il marxismo ed il marxismo-leninismo ne sono la "prova provata": chi conosce davvero la chiave di volta per scalzare il capitalismo nella feroce lotta di classe che connota strutturalmente la storia ed il divenire? Per Marx, il partito della classe operaia. Per Lenin, l'avanguardia del partito che organizza la classe lavoratrice. Ma alla fine, al di là della retorica, di che cosa si tratta? Di un'élite di borghesi intellettuali che possiedono la conoscenza atta a "destare" la coscienza di classe nel proletariato. Insomma, degli iniziati in versione "laica". E questa considerazione si può estendere, se non a tutto, almeno a larga parte del socialismo storico.
Certamente anche nella destra spiritualista ci sono degli gnostici (consapevoli o inconsapevoli). La visione hegeliana - e gentiliana in particolare - di uno Stato pedagogo che forma ed educa, quasi demiurgicamente, le masse ha tratti marcatamente gnostici. E l'unico modo per "salvare" il concetto di Stato etico è sottrarlo alle sue premesse filosofiche immanentiste e sfrondarlo di questi tratti marcati, riconducendo il suo compito educativo a ciò che Pio XI insegnava nell'Enciclica Divini Illius Magistri riguardo a quali sono i doveri e i diritti dello Stato nell'ambito dell'educazione e dell'istruzione delle giovani generazioni. Ma, se devo giudicare l'albero dai frutti, almeno lo "gnosticismo", se così vogliamo definirlo, di un Giovanni Gentile ha partorito una delle riforme scolastiche migliori della storia dell'Italia unitaria, mentre lo gnosticismo materialista ha partorito i gulag (forse esagero, ma in fondo è così). E questo perché la gradazione dell'errore presente nei due casi è differente. Certo, lo gnosticismo spiritualista destrorso non è soltanto Gentile, ma è anche i deliri di un Himmler, che comunque sono pur sempre meno nocivi ed erronei dei deliri ideologici di Lenin, di Stalin, di Mao, ecc.
Inoltre, e questo già te lo avevo fatto notare, sottovaluti molto la nocività del marxismo, che è l'espressione principale, o comunque la più importante, della sinistra materialista. Il marxismo è una "non-filosofia" che, rovesciando materialisticamente l'idealismo immanentista hegeliano, recide i presupposti necessari di qualsiasi discorso filosofico preambolare alla fede, eliminando qualsiasi discorso su Dio. Per il marxismo Dio non è nemmeno un'ipotesi: è un'impossibilità totale. Il marxismo, sfrondato dalla retorica demagogica e, per certi versi, populista, è l'esito finale del razionalismo filosofico occidentale che ha gradualmente espulso, negandolo gratuitamente, il soprannaturale, al contempo svalutando la metafisica in se stessa.
Il problema ulteriore è che, così facendo, il marxismo rende (definitivamente) vano anche qualsiasi concetto di dignità umana. Se non è possibile nemmeno per ipotesi l'unico fondamento che renda sensato il concetto di dignità umana, a cosa si riduce l'essere umano per il marxismo? Ad un "qualcosa" che è mera attività sensibile determinata in modo necessitante dalla struttura economica che muta, di volta in volta, nel fluire della storia.
Con chi manifestare per determinate cause, presumendole buone, è questione che riguarda la virtù della prudenza. C'è una ragione proporzionata sufficientemente grave per giustificare la cooperazione - che può essere solo materiale, oltre tutto - con persone e soggetti politici che professano apertamente dottrine materialiste, atee ed anticristiane? In aluni casi, può accadere. In altri (e sono la maggior parte, mi permetto di dire) no. Se parliamo dei centri sociali, dobbiamo tenere conto che non abbiamo nemmeno a che fare con marxisti "classici" che, nonostante tutto, avevano ancora una certa "ossatura" (il marxismo nella sua pars costruens si propone pur sempre come religione politica secolarizzata), bensì con gli eredi sgangherati e degenerati della parte ideologica peggiore della scuola di Francoforte, oltre tutto fortemente contaminati dal pensiero debole liberal americano (anche se magari, a parole, contestano gli USA).
È una concezione etica e gerarchica dello Stato organico, quale incarnazione giuridica e politica della nazione, atta ad organizzare e mobilitare il popolo mediante il partito unico, le organizzazioni collegate (giovanili e non), i sindacati e le corporazioni. Con i primi (partito unico ed organizzazioni collegate, come l'ONB/GIL, il Dopolavoro, ecc.) cerca di realizzare l'immedesimazione della moltitudine nelle strutture dello Stato, attraverso la loro partecipazione gerarchica alla loro vita. Con i secondi (sindacati e corporazioni) cerca di realizzare una più alta ed ampia giustizia sociale e la collaborazione fra i diversi fattori della produzione al fine della potenza nazionale e del bene comune della società. Il tutto in un clima di solidarismo etico diffuso e nella riaffermazione della nazione come ineliminabile comunità di destino formata da uomini e donne uniti dalla condivisione delle medesimi origini etniche, della stessa cultura e della stessa storia, e della famiglia fondata sul matrimonio indissolubile tra uomo e donna quale radice essenziale della società.
Se lo Stato sociale fascista è stato un ostacolo alla costruzione, in Italia, del Welfare State universalistico socialdemocratico è stato soltanto un bene. Un difetto capitale dello Stato sociale moderno è stato quello di deresponsabilizzare gli individui, che hanno pensato di delegare la carità cristiana allo Stato.
Lo Stato cristiano è organico e corporativo, né liberista né socialista (anche se, accidentalmente, può adottare in determinate circostanze provvedimenti definibili come socialisti o come liberisti): non accompagna dalla culla alla bara l'individuo, ma lo aiuta soltanto nella misura del necessario laddove la sua iniziativa risulta manchevole o dannosa. E, a dirla tutta, più che guardare all'individuo isolatamente, lo guarda nel contesto comunitario in cui è - o dovrebbe essere - organicamente inserito. A partire da quello famigliare.
Detto questo, i meriti del fascismo in ambito sociale sono innegabili e questo Boscarello dovrebbe rileggersi i testi di studiosi ben più autorevoli di lui - in primis, Renzo De Felice, ma non solo - prima di sparare certe sentenze. Tra l'altro, ad un'attenta lettura dell'articolo, quello che emerge è solo un patetico tentativo di minimizzare l'impatto delle innovazioni che effettivamente furono introdotte durante il regime fascista. Infatti, l'autore non nega in sé che Mussolini ed il suo governo abbiano apportato determinati cambiamenti allo Stato sociale italiano: cerca solo di sminuirne la portata con delle motivazioni pretestuose. Ad esempio, affermare che "il regime fascista accettò di introdurre nel 1929 l’assicurazione obbligatoria contro alcune delle malattie professionali più diffuse" soltanto perché doveva ottemperare ad una convenzione internazionale promossa dall'Organizzazione internazionale del lavoro senza riportare che quella convenzione internazionale era stata firmata nel 1925 proprio dal governo fascista (che, in tutta evidenza, la condivideva) e che in seno alla stessa Organizzazione internazionale del lavoro furono espressi significativi apprezzamenti per l'opera del regime fascista in ambito giuslavoristico è segno di scarsa obiettività ed una forma di cherry picking. Così come è segno di scarsa obiettività insistere sulla diminuzione dei salari, senza specificare né il periodo in cui avvenne né i motivi per cui si verificò né quale fosse il relativo costo della vita (durante il Ventennio, infatti, in alcuni periodi i salari aumentarono, in altri diminuirono, e non sempre tali variazioni erano uniformi) ed omettendo, almeno in parte, la congiuntura internazionale che spesso incideva su questa variabile economica.
Fini e Meloni? Non sono più fascisti, ammesso che lo siano mai davvero stati.
Ripeto: un elemento, anche se condiviso (ammesso che lo sia davvero), non è sufficiente per trarre la conclusione che Trump sia un futurista. Peraltro, nella misura in cui Trump scuote quelle "vetuste istituzioni internazionali", a prescindere dalle sue intenzioni, siamo sicuri che faccia oggettivamente del male?
Il tema della discussione è se Mussolini fosse "propal" o "filosionista". Ribadisco che non vedo cosa c'entri questa parte del discorso con l'argomento. E, mi dispiace disilluderti, Papa Leone XIV ha posto al centro del suo pontificato proprio la ricezione del Concilio Vaticano II ed il pieno sviluppo delle sue premesse. Lo ha ribadito anche recentemente. Tu - come con Papa Francesco - confondi prese di posizione politiche, spesso dettate da motivi umanitari, contro Netanyahu per rettifiche delle posizioni teologicamente filo-giudaiche espresse negli ultimi anni dai Papi. Ma non c'è un'identità fra le une e le altre.
@emv
Ultima modifica di Giò; 24-01-26 alle 15:04
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).