Ho chiesto a ciat gitì pippa:
sarebbe possibile mettere in orbita dei satelliti dotato di specchi che riflettano la luce solare sulla Terra verso appositi parchi fotovoltaici in modo da avere sempre energia, h24 e non solo durante le ore di giorno?
risposta:
L’idea di base
Mettere in orbita specchi (o riflettori) che:
raccolgono la luce solare nello spazio (dove il Sole splende sempre) e la riflettono o concentrano su determinati punti della Terra (ad esempio grandi centrali fotovoltaiche o termiche).
In questo modo, i pannelli sulla Terra riceverebbero luce anche di notte, producendo energia 24 ore su 24.
Fattibilità fisica
L’idea è tecnicamente possibile e studiata già dagli anni ’70 (noti i progetti NASA e quelli più recenti in Cina e Giappone).
Ci sono due approcci principali:
Riflessione ottica diretta
– Gli specchi orbitanti riflettono la luce solare verso la Terra.
– Problemi:
Serve un puntamento estremamente preciso per centrare un’area di qualche chilometro a centinaia o migliaia di km di distanza.
La luce riflessa deve essere diffusa, non concentrata troppo, altrimenti si rischia di surriscaldare o bruciare aree del suolo.
Le orbite non consentono illuminazione costante su una stessa zona senza un’intera costellazione di satelliti.
Centrale solare spaziale (Space-Based Solar Power, SBSP)
– I satelliti raccolgono energia solare e la trasmettono alla Terra via microonde o laser, anziché rifletterla.
– Questa opzione è oggi considerata più realistica, perché:
Non richiede specchi giganteschi o puntamento ottico estremamente preciso.
Funziona anche con nuvole o di notte.
Può trasmettere energia a grande distanza.
Difficoltà pratiche
Dimensioni enormi: per illuminare efficacemente un’area di pochi km² servirebbero specchi grandi decine di chilometri.
Orbita instabile: un satellite in orbita bassa muove velocemente, quindi non può illuminare la stessa zona per più di pochi minuti; servirebbe una costellazione di centinaia di satelliti sincronizzati.
Efficienza: una gran parte della luce riflessa si disperderebbe nell’atmosfera.
Costo: il lancio e mantenimento di grandi strutture riflettenti in orbita sarebbe oggi proibitivamente caro.
Impatto ambientale e sociale: cambiare artificialmente l’illuminazione notturna avrebbe effetti su fauna, clima locale e inquinamento luminoso.
⚡ Stato attuale della ricerca
Cina e Giappone stanno studiando prototipi di centrali solari spaziali (trasmissione via microonde, non con specchi).
La ESA (Agenzia Spaziale Europea) ha un programma chiamato SOLARIS, che valuta la fattibilità economica e tecnologica di questi sistemi entro il 2030–2040.
In sintesi
Aspetto.....................Riflettori orbitanti......................................... Centrali solari spaziali:
Tecnologia..................... Specchi che riflettono luce.............................Conversione e trasmissione energia
Efficienza......................Molto bassa............................................. ....Alta (40–60%)
Complessità..................Altissima............ ..........................................Alta
Stato della ricerca..........Concetto teorico..........................................P rototipi in sviluppo
Utilità...........................Limitata (per illuminazione o esperimenti)...... Potenzialmente rivoluzionaria
Conclusione
�� Possibile, ma non pratico (oggi).
Specchi orbitanti per illuminare parchi fotovoltaici sono un’idea affascinante ma inefficiente.
L’alternativa concreta, e attivamente sviluppata, è la raccolta e trasmissione di energia solare direttamente dallo spazio.




Rispondi Citando
