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occidentale
PROGRAMMA COMUNE DEL CENTRO DESTRA UNITO:
PROGETTO DI RIFORMA FISCALE
La nostra linea d'azione nel settore è basata sulla convinzione che sia necessario abbassare la pressione fiscale, concentrandoci sulle famiglie e sui giovani, oltre che sulle imprese.
Prima tra tutte le nostre iniziative l'introduzione del bonus bebe, seguita da una capillare defiscalizzazione di tutte le spese destinate alla maternità e all'infanzia.
Quindi andremo avanti sulla legislazione già avviata in questo senso al Senato, con migliorie alla legge sul quoziente familiare, con una legislazione sulle esenzipni fiscali per le imprese con sviluppo nel settore tecnologico, con una riforma ulteriore degli ammortizzatori sociali che sostituisca alla cassa integrazione un sistema che copra tutti, non solo i lavoratori strutturati e sindacalizzati.
La presenza dello Stato va ridotta e riformulata con criteri di efficienza e di responsabilità. Ogni ente ridondante (comunità montane in pianura, E.G.) verrà soppresso, e le sue responsabilità e personale destinati ad altri incarichi ove necessario.
Il patrimonio immobiliare degli enti inutili soppressi, ancora giacente spesso in fondi a reddito bassissimo in attesa degli eventi, deve essere posto in vendita con aste pubbliche e il ricavato destinato a finanziare le iniziative del governo, cui deve essere garantita la copertura anche e soprattutto in tempi come questi, di grave crisi. Lo stesso dicasi dei patrimoni immobiliari di enti con problemi di liquidità, non destinati ad utilizzo di edilizia pubblica o ad uso uffici e magazzini di pertinenza.
RESPONSABILITA' FISCALE
Il Governo Centrale deve garantire la massima capacità di finanziamento e la massima libertà di reperire fondi privati alle alle Autorità locali. Il project financing è uno strumento da sostenere e incoraggiare, mentre il ricorso ai trucchi finanziari come i derivati dovrà essere vietato per legge, visti i danni che ha comportato.
A ciascuna autorità locale verrà garantita una quota della parte riservata in ciascuna legge finanziaria alle autorità locali. Basta con i fondi di emergenza e gli stanziamenti concessi per salvare questo o quel comune o regione in virtù della loro posizione di amicizia, tanto per intederci.
A ciascuno il suo, per il resto tutti dovranno arrangiarsi. Il governo centrale conserverà il potere di indirizzo ma delegherà al massimo in tutti gli altri settori.
RAPPORTI E RESPONSABILITA' TRA STATO CENTRALE ED AUTORITA' LOCALI
Il centrodestra unito ritiene la riforma federalista il sistema migliore per avvicinare il piu possibile i cittadini contribuenti alle autorità e assicurare al contempo che la gestione delle imposte che versano si trasformino in servizi di buono ed uniforme livello su tutto il territorio nazionale, reponsabilizzando allo stesso tempo le classi dirigenti locali.
Essendo ormai accertato che date le attuali difficoltà economiche dello Stato generate dalla crisi economica mondiale, i fondi per avviare il federalismo fiscale e le altre riforme federaliste dovranno essere scaglionate in tempi più lunghi del previsto, bisognerà incominciare a razionalizzare e riportare l'ordine nel quadro dello stato attuale, generando risparmi e recupero di risorse per poter avviare le predette riforme con risorse congrue al compito enorme che dovranno soddisfare.
Ciascuna autorità locale deve ottenere la massima libertà d'azione nella tutela dei suoi interessi materiali e logistici, avendo a questo scopo l'attivo sostegno dello Stato centrale.
Tutte le ancora nuomerose pertinende della difesa ad esempio possono essere trasferite a ritmo assai più accelerato di quanto non si sia fatto, per essere utilizzate o vendute a vantaggio degli enti locali posti sotto pressione dalla riduzione dei fondi trasferiti e dalla crisi.
EDUCAZIONE ISTRUZIONE E PROGRESSO SCIENTIFICO
Dovranno essere fatti nuovi sforzi per incrementare l'impegno nella ricerca scientifica, attraendo in ogni modo capitali anche privati da destinare ai settori destinati a maggiore futuro teconologico, come la ricerca spaziale, marittima ed oceanica, le ricerche medico e quelle tese alle nuove tecnologie. Il massimo impegno dovrà essere indirizzato a sostenere quei progetti di ricerca che hanno immediato utilizzo commerciale per garantire nuovi fondi e nuovi posti di lavoro, seguendo l'esempio delle univeristà che hanno avviato dei progetti di iniziativa privata sostenuta dall'ateneo o ospitata nei locali di proprietà dello stesso o di autorità pubbliche consociate ad esso.
L'utilizzo di soluzioni di buon senso per razionalizzare le strutture destinate all'educazione superiore e universitaria come quella post-universitaria o di recupero di nuove abilità per i lavoratori (settori in cui siamo tristemente rimasti indietro) devono prendere il posto dei tagli orizzontali apportati in clima di emergenza fiscale.
INDIPENDENZA ENERGETICA
Ridurre il gap tecnologico e la dipendenza dalle fonti fossili tradizionali è un dovere.
Quindi si al ritorno al nucleare, in tempi i più brevi possibile. Ma ricerca e sostegno anche alle fonti alternative, nella misura in cui esse si adattano al territorio in cui tale ricerca viene intrapresa.
Teniamo conto del fatto che iniziare a sganciarci dal petrolio avrebbe effetti positivi anche sulla spesa destinata alla sicurezza nazionale e alla difesa, permettendoci di lasciare gli impegni assunti in molti paesi instabili da enti pubblici e dallo stato per proteggerne gli interessi.
PROGRAMMAZIONE ECONOMICA
Pur essendo tramontato il tempo degli interventi statali a pioggia e degli enti creati sul modello dell'IRI, riteniamo imprescindibile per un paese che voglia rimanere tra i Grandi del pianeta una attenzione seria e costante all'industria di alta qualità e di alta specializzazione, mancante negli ultimi anni, così come un interesse concreto e fattivo verso le questioni di reale interesse nazionale.
QUESTIONI MORALI
Ferma restando la piena sovranità dello Stato nelle questioni civili, riteniamo che la tradizione cristiana (soprattutto cattolica) che anima da quindici secoli la vita culturale, artistica sociale del paese, oltre ad essere la confessione religiosa di maggioranza nel paese, debba essere tutelata.
POLITICA ESTERA
Riteniamo che in un mondo ormai avviato al policentrismo, reso ancora più difficile da gestire dalla rincorsa iniziata da aspiranti potenze globali ad uno status superiore, sia opportuna una maggiore attenzione a nuove geometrie politiche e diplomatiche per l'Italia e per l'Europa, senza abbandonare le attuali alleanze.
Sono quindi da elogiare e incentivare gli accordi presi dal nostro governo con la Federazione Russa in ambito economico e politico.
Una maggiore attenzione al mediterraneo come confine sud del continente si impone, anche attraverso una fitta rete di accordi bilaterali sul modello di quelli presi tra Italia e Libia negli scorsi anni, stando attenti a tutelare l'interesse nazionale.
Una politica di difesa realmente comune, basata sulle sinergie e sull'addestramento in comune sarebbe utile per rafforzare i legami tra singole nazioni e superare una volta per tutte l'idea di una Europa basata solo su legami economici e normativi, che ha fallito clamorosamente a nostro avviso.