CRONACAAggressione omofoba nel centro storico di Lecce: condannati due giovani

La gup ha riconosciuto l’aggravante dei motivi abietti per il pestaggio di febbraio ai danni di un 22enne. La vittima riportò gravi lesioni craniche e facciali con prognosi superiore ai 90 giorni

Foto di repertorio








LECCE - Una violenta aggressione a sfondo omofobo nel cuore del centro storico di Lecce è costata l’arresto e ora la condanna a due giovani leccesi. La giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Lecce Tea Verderosa ha inflitto quattro anni e due mesi di reclusione a Jonathan Guido, di 25 anni, e quattro anni e quattro mesi a Joele De Marco, di 20.La sentenza, emessa tre giorni fa con motivazioni contestuali al termine del giudizio abbreviato (che ha consentito agli imputati di beneficiare dello sconto di un terzo della pena), ha riconosciuto entrambi colpevoli di lesioni personali gravi aggravate da motivi abietti, confermando la matrice discriminatoria, per il pestaggio di un 22enne di Lequile avvenuto nella notte dell’8 febbraio 2025.


De Marco rispondeva anche di aver violato il divieto di accesso ai locali del centro che gli era stato notificato dal Questore di Lecce il 31 dicembre 2024, proprio in ragione di un episodio analogo.La giudice ha disposto anche per ciascuno l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni e, in solido, il risarcimento del danno nei confronti della parte civile, assistita dall’avvocato Andrea Starace, con il riconoscimento di una provvisionale immediatamente esecutiva di 15mila euro.Guido e De Marco, ai domiciliari per questa causa, valuteranno il ricorso in appello attraverso gli avvocati Ivan Greco e Carlo Reho.La ricostruzione dei fatti

Quella sera, intorno alle 21.30, la vittima, un 22enne di Lequile, stava passeggiando con alcuni amici in via dei Perroni, nei pressi di Porta San Biagio, quando venne avvicinato dai due giovani. Senza alcun apparente motivo, uno di loro cominciò a insultarlo con epiteti omofobi, sputandogli contro e colpendolo con un calcio al braccio sinistro.Il malcapitato, per evitare che la situazione degenerasse, si allontanò con il suo gruppo di amici dirigendosi verso il bar “New Paolone Zio Franco”. Ma circa due ore dopo, alle 23.30, mentre era seduto sui gradini di un’abitazione in via dei Verardi insieme a un’amica, i due aggressori lo intercettarono nuovamente. De Marco gli si avvicinò con atteggiamento intimidatorio chiedendogli a mo’ di sfida: “Sei tu quello di prima?”. La vittima si alzò per rispondere, ma Jonathan Guido gli sferrò immediatamente una violenta testata al volto. Subito dopo, mentre un’amica cercava di intervenire, De Marco colpì il ragazzo con un pugno che lo fece crollare a terra privo di sensi.Le gravi conseguenze

Il giovane fu trasportato d’urgenza all’ospedale “Vito Fazzi” dove i medici riscontrarono gravi lesioni: una commozione cerebrale con prolungata perdita di coscienza, fratture craniche e facciali, un ematoma alla tempia sinistra e danni ai nervi del volto. La prognosi fu riservata e il 12 febbraio fu trasferito al Policlinico di Bari per essere sottoposto a intervento chirurgico di ricostruzione del tessuto periorbitario.
Le lesioni si sono rivelate particolarmente gravi: a distanza di oltre un mese dall’aggressione, durante una visita neurologica del 13 marzo, la vittima presentava ancora disturbi della vista nell’occhio sinistro, instabilità nella marcia, dolore nei movimenti di rotazione del collo e ipertensione. Gli furono prescritti ulteriori due mesi di riposo, portando il tempo di guarigione ben oltre i novanta giorni.L’indagine della polizia

Le indagini della Questura di Lecce si sono avvalse delle testimonianze degli amici della vittima che avevano assistito ai fatti, e soprattutto delle immagini registrate da una telecamera di videosorveglianza situata a pochi metri dal luogo dell’aggressione, in via De Verardi.Nel corso degli interrogatori preventivi, entrambi gli imputati ammisero di aver partecipato all’aggressione, anche se cercarono di minimizzare le proprie responsabilità: Guido sostenne di aver dato solo “una testata lieve”, mentre De Marco dichiarò di essere intervenuto per dividere i contendenti e di aver colpito la vittima inavvertitamente. Versioni smentite tanto dalle testimonianze quanto dalle riprese video.I motivi abietti

La gup Verderosa ha riconosciuto l’aggravante dei motivi abietti, ritenendola provata anche volendo considerare veritiera la versione degli imputati, secondo cui l’aggressione sarebbe scaturita da uno sguardo di troppo della vittima alla fidanzata di Guido. Tuttavia, dalle indagini è emerso che il vero movente fu il disprezzo verso i presunti orientamenti sessuali, personali ed estetici della persona offesa.La giudice ha tenuto conto dei precedenti penali degli imputati e ha respinto la richiesta di attenuanti generiche. Ha sottolineato “le modalità particolarmente allarmanti della condotta” e il fatto che De Marco abbia commesso il reato nonostante fosse sottoposto a un divieto di accesso al centro storico. Tale divieto era stato disposto dal Questore dopo una precedente aggressione, avvenuta il 27 dicembre 2024, ai danni di un altro giovane. Anche in quell’occasione, la vittima era stata colpita con un pugno allo zigomo che le aveva provocato una frattura scomposta.LeccePrima è anche su Whatsapp. Seguici sul nostro canale.

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