c'e' un punto che avevo il paicere di farlo leggere in politica (quello in grassetto).
Dall'Italia a Sarajevo: pagavano per fare i "turisti della guerra" e sparare alla gente
L'inchiesta in procura a Milano dopo un esposto di Gavazzeni e dell'ex giudice Salvini. Ma in Bosnia se ne parla da tempo
Sarajevo durante l'assedio (foto Stacey Wyzkowski, Wikipedia)
Un'inchiesta sulla guerra in Bosnia negli anni ‘90 è stata aperta di recente presso la procura di Milano, a cura del pm Alessandro Gobbis, a carico di ignoti, con l’accusa di omicidio volontario aggravato da crudeltà e motivi abbietti. Lo riportano La Repubblica e Il Giorno. I protagonisti sarebbero i cosiddetti “turisti della guerra”, italiani partiti per Sarajevo per partecipare al massacro di oltre 11mila persone durante il celebre assedio della città, durato dal 1992 al 1996.
Pagavano per fare i “turisti della guerra”
L'inchiesta sarebbe scaturita da un esposto presentato dal giornalista e scrittore Ezio Gavazzeni e dall'ex giudice Guido Salvini. Il primo avrebbe rintracciato anche alcuni dei protagonisti italiani che, da tutte le regioni del Nord, pagavano per potersi unire all'esercito serbo e sparare ai cittadini di Sarajevo dai grattacieli del quartiere Grbavica. Un orrendo safari umano per puro divertimento.
Nel 2022, al festival Ajb Doc, fu presentato il docufiml “Sarajevo Safari”, del regista sloveno Miran Zupanič, prodotto da Al Jazeera Balkans e Arsmedia, che parlava proprio di questo. L'ex sindaca di Sarajevo Benjamina Karić, anni fa, presentò una denuncia contro ignoti per individuare gli organizzatori e gli autori di questi allucinanti “safari”. Denuncia ora inclusa nel fascicolo aperto a Milano.
Da Magenta a Sarajevo
Secondo quanto riferito a luglio 2025 da East Journal, Magenta sarebbe stata una città di raccolta di questi turisti della guerra. Dal 1992 al 1994, dalla città dell'Ovest Milanese un pullman sarebbe partito una volta al mese verso Sarajevo, con raduno intermedio a Trieste. I partecipanti sarebbero stati per lo più di ideologia neofascista. Questi viaggi sarebbero stati possibili grazie a due organizzazioni parallele: una, di reclutamento, in Italia, della quale è possibile ci siano tracce negli archivi dei nostri servizi segreti; l'altra in loco, per convogliare verso Sarajevo questi “cecchini volontari”.
https://www.milanotoday.it/cronaca/cecchini-italiani-guerra-sarajevo.html
© MilanoToday
Dalle regioni del nord e di ideologia neofascita.
In un altro articolo scivano che si pagava 100 milioni se colpi un uomo in divisa, mentre bambini, donne ed anziani erano gratis. Sparavano per ferire cosi quando arrivano i soccorsi sparavano anche a quelli.
Spero veramente che sia una bufala gicantesca, sembra tratto dalla trama di un film.




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