

(Gv 3, 20-21)
Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio




l'anima non esiste, è la carota per farci stare buoni e levorare
gene normanno






"Per tutto il pensiero occidentale, ignorare il suo Medioevo significa ignorare se stesso" - Étienne Gilson
"Se commettiamo ingiustizia, Dio ci lascerà senza musica" - Cassiodoro.


Certo, se é menomato il nostro cervello saranno menomati anche i nostri processi mentali. Nessuno nega questo, ma il fatto é che gli stati cerebrali sono separati dai processi mentali. Noi non siamo solo egli elaboratori perché sappiamo anche apprezzare il significato delle informazioni.
"Per tutto il pensiero occidentale, ignorare il suo Medioevo significa ignorare se stesso" - Étienne Gilson
"Se commettiamo ingiustizia, Dio ci lascerà senza musica" - Cassiodoro.


Mi dà fastidio entrare a fare il bastian contrario però devo farlo...
Tu dici che siamo diversi dagli elaboratori e hai sicuramente ragione ma non per il motivo che hai scritto tu.
Questo lo dico perché gia con la tecnologia attuale si potrebbero scrivere dei software in grado di far provare dei sentimenti ad un computer, dargli la capacità di auto-apprendere (intelligenza). Le possibilità ci sono, richiede solo parecchi mesi di lavoro per scrivere il software. Se non lo si fa è solo perché non ha senso dare dei sentimenti ad una macchina, perché le macchine, anche fossero dei robot umanoidi, vengono costruite per essere degli strumenti di lavoro e dargli dei sentimenti in un certo senso li renderebbe diciamo meno produttivi.
tuttavia anche una macchina è in grado di apprezzare le informazioni che elabora.
Pensiamo ad una macchina con un corpo meccanico simile a quello umano con in testa un computer e il suo relativo software. Insomma pensate a terminator...così da avere una idea veloce di quello che dico.
Ad esempio, per dare la possibilità di sentire dolore, basterebbe impostare che ad ogni urto, sopra una certa forza (dei sensori possono misurare la pressione ricevuta dal corpo del robot), vengono elaborati degli impulsi elettrici come fossero qualcosa di negativo per il robot, che provocano in lui la volontà di proteggersi da ulteriori simili urti e ci curare (aggiustare) la parte urtata.
Ad esempio, per dare la possibilità di apprezzare le cose belle, basterebbe impostare che, davanti a particolari visioni (per esempio: un quadro che soddisfa certi requisiti di simmetria e precisione; oppure un paesaggio che presenta certi requisiti di luminosità, la presenza di certi elementi naturali, eccetera), vengono elaborati degli impulsi elettrici come se fossero qualcosa di positivo per il robot, che provocano in lui la volontà di continuare nell'osservazione di questa particolare visione.
Insomma, ho spiegato in modo molto veloce ma spero di aver reso il concetto: qualsiasi sensazione, sentimento umano può essere replicato in un software: serve solo il tempo di qualche mese per scriverlo, perché la cosa è piuttosto complessa ma è sicuro che si può fare. Chi è programmatore informatico può confermarlo. non servirebbe scomodare persone geniali ma sarebbero sufficienti alcuni programmatori di intelligenza buona.
Faccio presente che già oggi sono presenti software che possono auto-apprendere, ovvero una specie di primitiva intelligenza artificiale.
Con la tecnologia futura, processori più veloci, memoria più grande, maggiore sviluppo della meccanica, sarà possibile creare robot umanoidi con una mente sostanzialmente uguale a quella umana, capace di apprendere e di provare sentimenti.
Nell'eventualità che qualche pazzoide lo faccia davvero, sarebbe veramente difficile dire dove sta la differenza tra l'uomo e una macchina.
in realtà l'uomo è proprio ANCHE una macchina: i suoi circuiti sono di materiale diversi dal silicio, dall'oro, dalla plastica (pensiamo al cervello, al sistema nervoso, al sistema circolatorio, eccetera) e sicuramente l'uomo è molto più complesso di qualsiasi macchina creata dall'uomo. Però tutte le funzioni del corpo umano sono replicabili in una macchina. Possiamo anche vedere l'uomo come una macchina naturale, diversa dalle altre macchine artificiali (come il computer o l'autobus).
Quindi quale è la differenza tra un uomo e una macchina? l'anima. l'uomo ha una essenza che perdura dopo la morte; l'uomo, nella sua unità di anima e corpo è stato creato da Dio, non da altre creature; l'uomo è stato creato per comportarsi in un certo modo, a differenza degli altri animali e delle altre macchine artificiali. Le differenze sono queste.
Prima di attribuire all'anima umana l'esclusività di alcune caratteristiche pensiamo agli animali, pensiamo a quello che si può fare con l'informatica. Alcune cose scritte secoli fa sull'anima, anche da brillanti cattolici, non sono più valide perché secoli fa non si aveva la più pallida idea di dove potesse arrivare lo sviluppo tecnico-tecnologico.
Ultima modifica di TEBELARUS; 04-07-12 alle 11:20
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in realtà adesso come adesso non troviamo macchine che sappieano per davvero avere sentimenti come li abbiamo noi, l'intelligenza artificiale non è ancora riuscita a raggiungere quello stato
ad ogni modo serve una programmazione, cose che noi non abbiamo, con le nostre esperienze, e la nostra capacità naturale possiamo fare cose , che a una macchina serve una programmazione artificiale
e la differenza è abissale![]()
(Gv 3, 20-21)
Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio

