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Discussione: Jacopa de' Sette Soli

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    Predefinito Jacopa de' Sette Soli


    Roma, facciata della chiesa dedicata a San Francesco d’Assisi, nel rione Trastevere.

    Stamane sono andato nella suddetta chiesa per vedere da vicino questo gruppo scultoreo


    Gian Lorenzo Bernini, Estasi della beata Ludovica Albertoni, scultura in marmo del 1674, chiesa di San Francesco d'Assisi, nel rione Trastevere, Roma.

    Nel contempo ho cercato di saperne di più su Jacopa de’ Sette Soli (1190 circa – 1239 circa).

    Si chiamava Jacopa de’ Normanni. Si sposò giovanissima, come usanza in quei tempi, con Graziano Frangipane de’ Settesoli, esponente della nobile casata romana dei Frangipane.


    Simone Martini, Jacopa de' Settesoli, dipinto realizzato tra il 1322 e il 1326: la beata è riconoscibile dai sette soli riprodotti nell'aureola.

    Divenne vedova, con due figli da tutelare. Gestiva alcuni feudi nel Lazio ricevuti in eredità dal marito.

    Conobbe Francesco d’Assisi nel 1210, in una delle volte che lui venne a Roma per ottenere l’udienza dal pontefice Innocenzo III.

    La donna lo aiutò a trovare alloggio nel monastero con annesso ospizio-ospedale dei Benedettini nel rione Trastevere, a “Ripa Grande”: il più importante porto fluviale di Roma, con uffici della dogana, perciò detta grande.

    Francesco per sdebitarsi con Giacoma (= Jacopa), le regalò un agnello.

    L’assisiano, ispirato da quella donna, nel 1221 fondo l’Ordine dei “"Fratelli e Sorelle della Penitenza" o “Terzo Ordine” francescano, dedicato ai laici, che pur rimanendo a vivere nel mondo desideravano condurre una vita cristiana di tipo francescano.

    La leggenda narra che Francesco, prima di morire, da Assisi dettò una lettera da inviare a Giacoma perché voleva rivederla, e le chiese di portargli anche i mostaccioli.

    La donna, chiamata affettuosamente da Francesco "frata Iacopa", arrivò ad Assisi prima che la lettera fosse spedita, erà già nel paese, portando con sé quei dolci graditi al "poverello".

    Dopo la morte di Francesco, Giacoma tornò a Roma, lasciò il potere al figlio Giovanni e si dedicò a opere di carità e pietà.

    Nel 1231 ottenne dai Benedettini la cessione dell'annesso piccolo “ospedale di San Biagio” trasformandolo, dopo la canonizzazione di Francesco, nella prima dimora romana dei Francescani: il convento di San Francesco a Ripa con annessa chiesa, nel rione Trastevere, nei pressi dell’attuale Ministero della Pubblica Istruzione.

    Poi la donna dettò il suo testamento al notaio e lasciò Roma per tornare ad Assisi, dove visse come terziaria francescana e vi morì nel 1239 circa. Venne sepolta nella cripta sotto l’altare maggiore della basilica inferiore di San Francesco, davanti la tomba del santo, che è in un sarcofago in pietra, meta di pellegrinaggio, circondato dalle tombe di alcuni dei suoi compagni.

    La cripta fu scavata nel 1820. Nelle nicchie d'angolo ci sono le tombe di quattro discepoli del Santo: Leone, Masseo, Rufino e Angelo. Tra le due scale di accesso sono stati collocati i resti di Jacopa de’ Settesoli, la benefattrice romana che Francesco era solito chiamare frate o frata Jacopa.

    Sopra l’urna della donna c’è una epigrafe marmorea con incise le seguenti parole: “Fr. Jacopa de Septemsoli”, e sotto l’urna: “Hic requiescit Jacopa sancta nobilisque romana (= Qui riposa Jacopa santa e nobile romana).


    Tomba di Jacopa dei Settesoli, protetta da griglia metallica nera, nella cripta della Basilica inferiore di Assisi


    Particolare della tomba di Iacopa de’ Settesoli

    […] “Ti prego anche di portarmi quei dolci, che tu eri solita darmi quando mi trovavo malato a Roma”. […]

    Questa è la ricetta per fare i mostaccioli che piacevano a San Francesco, ce l’ha data stamane la storica dell’arte che ci ha fatto da guida:

    Ingredienti: 200 grammi di farina, 200 grammi di mandorle pelate, 150 grammi di miele, 2 albumi d’uovo, la scorza grattugiata di un’arancia, il mosto d’uva cotto, una noce di burro, un pizzico di lievito in polvere, pepe nero, cannella, sale.

    Preparazione:
    amalgamare il miele con le mandorle tritate, la scorza grattugiata dell’aranciata, il burro e mezzo cucchiaino di cannella e pepe. Stendere l’impasto con il mattarello, non troppo spesso, tagliarlo a rombi.
    Deporre i dolcetti su una placca oleata e cuocere in forno caldo per 15 minuti.
    I mostaccioli vanno mangiati non caldi, ricoperti di miele e mosto.

    La ricetta è quella originale ? Non lo so

  2. #2
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    Predefinito Re: Jacopa de' Sette Soli

    Il 6 gennaio, giorno dedicato al ricordo religioso dell’Epifania di Iesus, si dice che “tutte le feste si porta via”, con riferimento alla conclusione delle festività natalizie e all’arrivo dei re Magi.

    Ma il 6 gennaio 2026 si concluderà anche il “Giubileo 2025”, iniziato il 24 dicembre 2024.

    Non basta, perché ci attende un altro “giubileo”, quello francescano, dedicato all’ottavo centenario della morte (transito) di Francesco d’Assisi. Il 10 gennaio 2026, verrà celebrato alla Porziuncola, nella basilica dedicata a Santa Maria degli Angeli, nella città umbra.



    Francesco d’Assisi, nato nel 1181 circa e morto nel 1226. Fondatore dell’Ordine dei Francescani, fu proclamato santo dal pontefice Gregorio IX nel 1228.

    Il transito alla vita eterna di Francesco non fu un addio malinconico, prima della dipartita chiese ai suoi confratelli di cantare le lodi al Signore, intonando egli stesso un salmo di Davide. Volle poi ascoltare il Vangelo di Giovanni, il brano che cita il passaggio di Gesù verso il Padre.

    Le celebrazioni in suo onore sono cominciate nel 2023, ottavo centenario della “Regola bollata”, scritta nel romitaggio a Fonte Colombo da Francesco per i “Frati Minori”, e del presepe vivente a Greccio.

    La cosiddetta “Regola bollata” fu la terza delle regole scritte da Francesco, ed è ancora oggi in vigore. La elaborò in collaborazione con il cardinale Ugolino di Anagni, patrono dell’Ordine francescano, eletto al soglio pontificio col nome di Gregorio IX. Il cardinale Ugolino corresse alcune parti della Regola, dandogli forma giuridica. E’ strutturata in 12 capitoli e venne approvata il 29 novembre 1223 dal papa Onorio III con la bolla “Solet annuere”, perciò è detta “Regola bollata".

    Nel 2024 è stato commemorato l’ottavo centenario delle stimmate a La Verna, in provincia di Arezzo. E' il luogo dove Francesco ricevette le stimmate nel 1224. C'è oggi un noto santuario francescano.

    Nel 2025 ricordo della stesura del “Cantico delle creature”, avvenuta nel 1224. Il Cantico delle Creature o "Laudes Creaturarum", oppure "Cantico di Frate Sole", fu composto da Francesco due anni prima di morire, dopo una notte di sofferenza e preghiere, al termine della quale avrebbe avuto una visione, la cosiddetta "certificatio", in cui Dio gli annunciò la salvezza eterna.

    Nel 2026 ottavo centenario della sua morte. Per celebrarlo sono previsti vari eventi. In questo mese, a Roma, nella chiesa dedicata a San Francesco d’Assisi a “Ripa Grande” (l’ho citata ieri in altro post), la prima chiesa francescana nell’Urbe, il 17 dicembre ci sarà l’apertura ufficiale delle manifestazioni alla presenza delle autorità religiose e civili.

 

 

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