Non se ne parla in giro ma Media Pluralisti Europei SPA benefit fondata da Byoblu ha iniziato una Classe Action contro la RAi
sulla base di una direttiva UE del Parlamento Europeo. Quindi potrebbe essere una cosa seria con conseguenze importanti.
Ma sarebbe troppo bello per essere vero, cambiare la RAI cacciando la politica, partendo dal basso. Però c'è una direttiva UE.
Che ne pensate?
Ps: eviterei di trattare della questione Novax per cui la TV è più nota, per me è una realtà controversa che alterna ottima contro-informazione alternativa a cagate senza senso inguardabili su temi di mistero ed esoterismo ma sicuramente un bene che esista, adesso ha lanciato questa Class Action che potrebbe interessare tutti. Chiederei di discutere solo nel merito di questa iniziativa.
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Fuori la politica dalla RAI: parte la class action. E per una volta.. ce lo chiede l’Europa! Mattei
27 Ottobre 2025
È un momento storico. Il professor Ugo Mattei e Claudio Messora hanno firmato oggi la diffida alla RAI che darà il via alla prima class action pubblica contro la lottizzazione del servizio pubblico radiotelevisivo italiano.
Il problema: una RAI illegale
La RAI continua a funzionare con un Consiglio d’Amministrazione composto da sei membri su sette nominati dai partiti politici: due dalla Camera, due dal Senato, due dal Governo. Solo uno è nominato dai lavoratori.
Questo sistema, codificato nello Statuto della RAI, è sempre stato eticamente discutibile. Ma dal 9 agosto 2024, data di entrata in vigore del Media Freedom Act europeo (Regolamento UE 2024/1083), è diventato palesemente illegale.
Il regolamento europeo stabilisce infatti che i media pubblici devono avere una governance indipendente, basata su criteri professionali e di competenza, non su criteri politici. Le procedure di nomina devono essere trasparenti, non discriminatorie, con bandi pubblici aperti a tutti i professionisti qualificati.
La soluzione: la class action pubblica
Di fronte a questa situazione di illegalità conclamata, sono stati costituiti due enti – Generazioni Future (Società Cooperativa di Mutuo Soccorso ex Stefano Rodotà, presieduta da Ugo Mattei) e Media Pluralisti Europei (presieduta da Claudio Messora) – che hanno notificato alla RAI una diffida ad adempiere.
Come funziona
Lo spiega l’avvocato Luigi Paccione, legale dell’iniziativa, che conduce l’azione pro bono (gratuitamente):
Diffida notificata: la RAI ha 90 giorni per conformarsi al diritto europeo, ricostituendo il Consiglio d’Amministrazione secondo criteri tecnici e non politici
Scadenza: se la RAI non risponde, risponde negativamente o fornisce una risposta inadeguata, si passa alla fase successiva
Class action al TAR del Lazio: i cittadini potranno aderire gratuitamente a un’azione collettiva che chiederà Il ripristino della legalità nella governance RAI.
All’esito della Class action si farà una azione civile per chiedere la restituzione dei canoni pagati durante il periodo di illegalità (dal 9 agosto 2024 in poi).
La forza della class action pubblica
Come spiega l’avvocato Paccione, la class action pubblica (introdotta dal Decreto Legislativo 198/2009) permette ai cittadini di reagire contro i “torti di massa”: condotte illegittime che colpiscono indistintamente gli interessi di tutti.
La particolarità è che non serve che tutti i cittadini intervengano singolarmente. È sufficiente che i rappresentanti della class action instaurino il giudizio, e la sentenza avrà efficacia per tutti gli utenti del servizio – anche per chi non è intervenuto direttamente.
Più numerose saranno le adesioni, più forte sarà il messaggio, sia giuridico che politico.
Non è una battaglia contro le persone
Come sottolineato più volte durante l’intervista, questa non è un’iniziativa contro i giornalisti o i lavoratori della RAI, molti dei quali sono professionisti eccellenti che vorrebbero poter fare il loro lavoro in modo indipendente. E neanche contro la politica, contro i partiti e tantomeno contro il Governo.
Il nemico è il sistema di lottizzazione che:
Danneggia i cittadini che non hanno una vera informazione pluralista
Danneggia i lavoratori della RAI che operano in un’azienda politicizzata
Danneggia la democrazia italiana nel suo complesso
Non è una battaglia di una parte contro l’altra
Questo è fondamentale: non è una battaglia contro il governo attuale, ma contro un sistema che dura da decenni e che è stato perpetuato da governi di tutti i colori politici.
La lottizzazione della RAI è un problema strutturale del sistema politico italiano, non di questa o quella maggioranza. Per questo la soluzione deve venire dai cittadini, attraverso un’azione dal basso.
L’informazione è un bene comune
Come ricorda Ugo Mattei, da anni Byoblu porta avanti l’idea che l’informazione sia un bene comune: non un prodotto commerciale né uno strumento di propaganda, ma un patrimonio della collettività.
Per la prima volta, grazie al Media Freedom Act, questa visione trova una base giuridica solida nel diritto europeo. È davvero un’occasione storica per cambiare le cose.
Quanto ci si deve impegnare per aderire?
Zero! Non ci sono costi né rischi.
L’avvocato Paccione conduce l’intera azione pro bono. Se si vince, si vince. Se si perde (ipotesi ritenuta improbabile vista la solidità delle argomentazioni giuridiche), non ci sono condanne alle spese a carico degli aderenti.
Ma l’obiettivo principale non è il rimborso del canone. È riaffermare un principio fondamentale: il diritto a un’informazione libera, plurale, indipendente. Perché senza informazione libera non c’è democrazia.
Cosa puoi fare TU
�� Iscriviti alla newsletter di Byoblu per essere tra i primi a ricevere il modulo di adesione alla class action non appena sarà disponibile:
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�� Guarda l’intervista completa con il professor Ugo Mattei e l’avvocato Luigi Paccione:
�� Condividi questa iniziativa: più siamo, più forte sarà il messaggio ai partiti che hanno lottizzato la RAI.
#RaiSenzaPartiti
Per una volta… ce lo chiede l’Europa!
https://www.byoblu.com/2025/10/27/fu...europa-mattei/




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