Re: Il mito del self-made man
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Originariamente Scritto da
Gian_Maria
Ma quali libere scelte dei consumatori? Solo un ingenuo come te può credere a queste cose.
Citazione:
Originariamente Scritto da
amaryllide
La sola esistenza della pubblicità (che QUALSIASI impresa fa, non importa quanto sia realmente valido o meno il prodotto offerto) smentisce la favola delle libere scelte dei consumatori,
Se ti serve la persuasione occulta della reclame (tipo l'auto che passa e fa voltare ammirate le fighe....), vuol dire che sai che il tuo prodotto non vale niente.
Non dico che la pubblicità sia inutile, ma serve più che altro a far conoscere il prodotto, o a ricordare a tutti che esiste.
Facciamo un esempio per capire.
Se allo scaffale del supermercato sono esposti due tipi di biscotti molto simili, ma su uno dei due c'è scritto Ringo mentre sull'altro pacchetto invece un'altra marca che non ho mai sentito nominare, è chiaro che è più facile che la mia scelta vada a ricadere sui Ringo a parità di prezzo, perché mi dico "Ah, questi sono i famosi Ringo con cui da anni rompono le palle le pubblicità di Mediaset... sono proprio curioso di provarli!".
Ci sono due questioni però da considerare:
1) La pubblicità può indurti a provare il prodotto, ma per fidelizzare il cliente il prodotto deve avere delle buone qualità. Se tu compri i Ringo e sanno di merda, non li prendi più. È chiaro che basare tutto solo sulla pubblicità sul marketing non è una cosa redditizia, perché può farti fare qualche guadagno sul corto periodo, ma sul medio-lungo periodo vai in fallimento perché ormai tutti hanno capito che il tuo prodotto è una merda e nessuna pubblicità può convincerli del contrario.
2) In realtà di solito i prezzi dei prodotti alternativi sono più bassi, ed è una cosa abbastanza logica: risparmiare su marketing e pubblicità ti consente di tenere i prezzi più bassi. Eliminare (o comunque ridurre ai minimi termini) le leggi sulla proprietà intellettuale può aiutare a creare mercati più concorrenziali, con molte scelte (anche a buon mercato) per ogni tipo di prodotto.
Comunque, i prezzi più bassi dei prodotti alternativi è un loro vantaggio competitivo. Questo significa che in realtà nel mondo reale molte persone compreranno gli altri biscotti, e non i Ringo, perché costano la metà!
Detto tutto questo, l'importante è capire che a meno che una persona non soffra di gravi ritardi mentali, non crede crede certo alle cretinate, secondo me spesso volutamente goliardiche, delle pubblicità.
Cioè, ma tu pensi veramente che le persone credano al fatto che se prendi l'auto XY poi devi tirare via le fighe dall'auto coi tergicristalli come il tipo della pubblicità? Dai, quelle sono solo cose VOLUTAMENTE goliardiche che hanno solo lo scopo di rendere la pubblicità memorabile e magari anche un po' divertente!
In effetti creare pubblicità che restano in testa è una buona strategia di marketing, ma è un po' diverso dal dire che le persone credano davvero che Redbull ti metta le ali e puttanate simili!
Più che altro, il rischio c'è quando le pubblicità dicono cose false sul prodotto e in maniera seria, ma anche qui, non è che sia proprio una grande strategia, perché se tu nella pubblicità dici che il tuo detersivo elimina anche le macchie più ostinate, e poi in realtà non toglie nemmeno le macchie marroni dalle mutande di @Christopher2015 ( @Nordreich75 ), allora il detersivo lo compri al massimo una volta per provarlo, ma poi non lo prendi più perché ti rendi conto che la pubblicità racconta cazzate!
Anche qui, quante persone sono così stupide da credere (ciecamente) all'oste quando dice che il vino e buono? Cioè, io da bambino capivo benissimo che le pubblicità sono solo sviolinate autoreferenziali, quindi faccio fatica a credere che non lo capiscono gli adulti, che sono poi quelli che il mercato deve convincere.
Citazione:
ma tu lo sai che ci sono deficienti liberisti che hanno il coraggio di dire che il caricatore unico è roba sovietica mentre la libertà è dover pagare 50 euro per il set di caricatori con 100 spine diverse per adattarsi alle cento marche di computer o telefonini che c'era fino all'anno scorso?
Ci credo, ma questi sono liberalconservatori che sono rimasti fermi a teorie obsolete del 1600-1700, oppure dei cretini che leggono la pattumiera prodotta dai teorici della Scuola Austriaca che non solo non seguono il metodo scientifico, ma lo rifiutano apertamente.
Ci sono poi anche individui che traggono benefici dal fatto che le cose vadano male, e allora difendono il male. Queste persone magari si attaccano opportunisticamente alle teorie appena menzioniate, ma non perché ci credano veramente, ma perché devono vendere l'idea che il sole non scotti perché loro vendono creme per le ustioni della pelle.
Ora, lasciamo perdere gli opportunisti e concentriamoci su quelli che ci credono davvero al fatto che le teorie obsolete del 1600-1700, o le loro versioni più moderne come la Scuola Austriaca, facciano davvero prosperare la società.
Secondo te perché queste idiozie vengono spese sostenute dalla destra, cioè dagli stessi che credono in sistemi etici di 2'000 anni fa (essendo spesso anche bigotti)? Perché alle base di queste sciocchezze c'è il rifiuto della modernità e del progresso!
Ecco perché questa gente ti cita Adam Smith e ignora tutti gli sviluppi successivi: sono conservatori, gente ferma al passato!
Arrivo al punto: se uno è liberale, ma non conservatore, cioè non ignora gli sviluppi più moderni del pensiero liberale, allora non dovrebbe a mio avviso affermare certe fregnacce. Cioè, basta andare appena un po' più avanti nel tempo, tipo nel 1800, e già lì trovi personaggi come John Stuart Mill, che hanno gettato le basi del pensiero liberale più moderno e progressista.
La differenza sta nel fatto che i liberali conservatori vedono la libertà come assenza di intervento statale: meno lo stato interviene, più le persone sono libere.
Con Mill e altri il pensiero cambia, e diventa che lo stato ha un ruolo essenziale nel far fiorire la libertà degli individui. Il liberalismo non è più quindi assenza dell'intervento statale, ma un intervento statale finalizzato a promuovere le libertà individuali.
L'esempio che stiamo analizzando è molto utile per capire la differenza tra queste due visioni del mondo. Per il liberalconservatore la legge per standardizzare i caricatori del telefoni è male solo perché va contro la religione secondo cui lo stato non deve intervenire in nessun modo nell'economia. Un liberale più al passo coi tempi, che non ignora gli sviluppi della ricerca economica che hanno smentito le puttanate di Adam Smith e che riesce a trarre ispirazione da pensatori e politici un po' più moderni e modernisti del pensiero liberale, invece valuterà se questo intervento statale ha effettivamente benefici per la libertà delle persone oppure no.
Cito Michele Boldrin: "Le ricerche degli ultimi 150 anni hanno dimostrato chiaramente che non esiste nessun libero mercato senza l'intervento statale, quindi i libertari sono dei cretini!".
@amaryllide @Gian_Maria @ciddo @novis @Guy Fawkes
Re: Il mito del self-made man
Citazione:
Originariamente Scritto da
Robert Owen
Non dico che la pubblicità sia inutile, ma serve più che altro a far conoscere il prodotto, o a ricordare a tutti che esiste.
:lol
Re: Il mito del self-made man
Citazione:
Originariamente Scritto da
amaryllide
La sola esistenza della pubblicità (che QUALSIASI impresa fa, non importa quanto sia realmente valido o meno il prodotto offerto) smentisce la favola delle libere scelte dei consumatori,
Se ti serve la persuasione occulta della reclame (tipo l'auto che passa e fa voltare ammirate le fighe....), vuol dire che sai che il tuo prodotto non vale niente.
Attenzione: pubblicità è anche la voce passata di bocca in bocca, il consiglio dell'amico che ti dice se abbia provato o meno un prodotto od un servizio, e ne sia rimasto soddisfatto o meno. Intere campagne pubblicitarie sono avvenute semplicemente spargendo voci pro o contro.
Re: Il mito del self-made man
Qual è lo scopo principale del marketing e della pubblicità?
ChatGPT:
In sintesi brutale: **vendere**.
Ma se vogliamo essere precisi, lo scopo principale di **marketing** e **pubblicità** non è identico.
### Marketing: lo scopo principale
Il marketing serve a **creare, intercettare e gestire la domanda** in modo profittevole (o funzionale agli obiettivi di chi lo usa).
In pratica:
* capire **cosa desiderano o possono desiderare** le persone
* **posizionare** un prodotto/servizio/idea come soluzione desiderabile
* **convincere** che quella soluzione sia migliore delle alternative
* **fidelizzare** il cliente nel tempo
Non riguarda solo la vendita, ma **l’intero processo**: prodotto, prezzo, distribuzione, immagine, relazione col cliente.
### Pubblicità: lo scopo principale
La pubblicità è uno strumento del marketing e ha uno scopo più specifico:
👉 **influenzare percezioni e comportamenti**
In particolare:
* attirare attenzione
* creare o rafforzare un bisogno
* associare emozioni, status o valori a un marchio
* spingere all’acquisto (subito o in futuro)
### Il punto chiave (che spesso si evita di dire)
Molto spesso marketing e pubblicità non si limitano a “rispondere a bisogni esistenti”, ma:
* **li amplificano**
* **li creano**
* **li orientano** verso ciò che è più redditizio, non verso ciò che è più utile socialmente
Per questo funzionano così bene in una società dei consumi, ma entrano anche in conflitto con:
* sostenibilità
* benessere collettivo
* informazione neutrale
### Riassunto in una frase
* **Marketing**: gestire la domanda per raggiungere obiettivi economici o strategici
* **Pubblicità**: modellare desideri e percezioni per rendere quella domanda reale
Se vuoi, possiamo anche distinguere tra **marketing commerciale**, **politico**, **sociale** e **propagandistico**: gli obiettivi cambiano, ma i meccanismi di base sono sorprendentemente simili.