Quella sbiadita scritta sul muro, remota traccia di imprecisati sentimenti rimasti impressi nel tempo.
Sul muro bianco di vecchia calce, usato come lavagna, sembrano affiorare echi di voci perdute, labili orme di vita trascorsa, scomparsa, chissà dove; segni tracciati da ignote mani di persone lontane. E penso ai graffiti che ancora sono sui muri di numerose case a Pompei, distrutta dal vulcano. Muri con graffiti quasi svaniti. Sembrano invocare la speranza di comunicare con l’invisibile.
Chi da bambino non ha lasciato un segno sul muro bianco, inarrestabile impulso di lasciare una traccia di sé. E’ solo una superficie, ma col tempo i segni si sovrappongono. Sembrano aspettare di essere visti.
Esempio di atto vandalico. Potete passare una mano di calce.
Lo spray-can art è una manifestazione sociale e culturale di pittura murale diffusa in tutto il mondo. Ci sono dei graffitari che sono bravi artisti. Sono pittori che esprimono la loro creatività.
I graffitari metropolitani usano bombolette con colori spray, da spruzzare su vecchi muri, edifici abbandonati, squallidi sottopassaggi, ma non disdegnano i mezzi pubblici, come i vagoni ferroviari, gli autobus, i tram, edifici con facciate appena restaurate.






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