Dopo giorni di recriminazioni sui controversi manifesti che fanno passare il messaggio per il quale con la separazione delle carriere la magistratura finirebbe per essere assoggettata alla politica, si è passati dalle parole ai fatti.
Con tanto di formalizzazione di una denuncia alla procura di Roma presentata dal comitato Pannella-Sciascia-Tortora per il Sì al referendum sulla giustizia promosso dal Partito Radicale. Che proprio dal sindacato delle toghe si conducesse una campagna referendaria basata su un’evidente mistificazione è apparso fin da subito assolutamente fuori luogo.
Perché una cosa è il sacrosanto diritto a esprimere la propria opinione, altro è tentare di influenzare il voto dei cittadini, quindi l’esito del referendum sulla giustizia, propinando consciamente agli elettori delle vere e proprie fandonie. Lo ha spiegato bene Giorgio Spangher, presidente del comitato per il Sì Pannella-Sciascia-Tortora sottolineando “la necessità di dare un segnale” per allontanare le fake news dal campo del confronto sulla riforma. La denuncia riguarda, infatti, la presunta violazione dell’articolo 656 del codice penale che punisce chi diffonde “notizie false, esagerate o tendenziose, per le quali possa essere turbato l’ordine pubblico”. Ed è rivolta contro “tutti i soggetti responsabili in seno al Comitato Giusto dire No e dei facenti parte dell’Anm che hanno agito in concorso”.
Il tentativo di influenzare il voto del referendum sulla giustizia
Perché promuoverebbero uno spot che “veicola una notizia palesemente falsa e tendenziosa, finalizzata unicamente a manipolare l’opinione pubblica” sulle conseguenze della riforma costituzionale “così da influenzarne il voto”.
https://www.lidentita.it/denunciato-...lla-giustizia/
L’Unione delle Camere Penali e il Comitato per il Sì — denuncia le gravi mistificazioni contenute nella campagna del Comitato per il NO dell’ANM, che parla di giudici “dipendenti dalla politica” come se questo fosse l’oggetto del quesito referendario.
Ma il testo della riforma dice altro:
– l’articolo 104 della Costituzione, che garantisce autonomia e indipendenza della magistratura, non viene modificato;
– l’articolo 101, secondo cui il giudice è soggetto soltanto alla legge, resta intatto;
– la separazione delle carriere e l’istituzione di due Consigli superiori non introducono alcuna dipendenza politica, né per i giudici né per i pubblici ministeri.
Parlare di assoggettamento alla politica significa deformare la realtà e disinformare i cittadini.
E usare l’autorevolezza della magistratura per alimentare paura e disorientamento non è informazione: è propaganda.
https://www.camerepenali.it/cat/1348...alt%C3%A0.html
Ahhh, gli "onesti fautori del NO" provano ancora a fregare i cittadini con la disinformazione![]()





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