Sciogliere solo la Camera
Negli ambienti della maggioranza si fa strada l’ipotesi di proporre una mozione a sostegno del governo al Senato della Repubblica.
Si vuole prima passare dal più “amico” Senato, dove i numeri dovrebbero essere ancora favorevoli al governo Berlusconi (qui, mercato dei senatori a parte, i finiani non sarebbero decisivi).
Supponiamo quindi che il Senato rinnovi la fiducia al governo.
Berlusconi, a quel punto, andrebbe alla Camera con una prima parziale vittoria. Ma tra i deputati i numeri non sono favorevoli all’esecutivo e i finiani, come è noto, sono decisivi.
Immaginiamo, quindi, che alla Camera il governo venga sfiduciato.
Che fare?
La mossa di Berlusconi, a questo punto, può spiazzare tutti. Salire al Quirinale, rassegnare le dimissioni per la sconfitta alla Camera ma rimarcando la fiducia del Senato e ricordando al Capo dello Stato l’articolo 88 della Costituzione:
Art. 88.
Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse.
La richiesta, quindi, a Napolitano sarebbe quella di sciogliere solo la Camera dei deputati.
E’ una ipotesi di scuola, certamente, mai accaduta, ma la Costituzione è chiara: si può fare.
Berlusconi potrebbe sottolineare l’impossibilità di governare in una sola delle due Camere, forte del fatto che è il suo governo ad essere espressione del voto libero e sovrano dei cittadini.
Il desiderio del popolo, che sulla scheda elettorale ha scelto una coalizione il cui capo era Silvio Berlusconi, non viene rispettato da una sola Camera.
Per questo può chiedere l’attuazione pratica dell’articolo 88 della Costituzione.
Così facendo tutti i deputati verrebbero mandati a casa, compreso il loro Presidente, e si tornerebbe a votare.
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