
Originariamente Scritto da
Giulio962
L'infografica contenuta in questo post utilizza un classico errore di logica statistica chiamato "fallacia della falsa correlazione" (o Cum hoc ergo propter hoc: "con questo, quindi a causa di questo").
L'argomentazione dell'immagine è: "Visto che i Paesi con la legge sul femminicidio hanno tassi più alti rispetto a quelli senza legge, allora la legge non serve a nulla (o non garantisce tassi più bassi)".
È un modo di manipolare i dati molto comune. Per smontare questa tesi in modo logico, razionale e basato sui fatti, puoi ribattere utilizzando questi quattro punti fondamentali:
1. Confusione tra Causa ed Effetto (Il paradosso del medico)
L'errore logico più grande di nostradamus è che inverte la causa con l'effetto.
I Paesi nella colonna rossa (Honduras, El Salvador, Brasile, Messico, ecc.) non hanno tassi alti perché hanno introdotto la legge sul femminicidio. È esattamente il contrario: hanno dovuto introdurre leggi d'urgenza sul femminicidio proprio perché storicamente devastati da tassi di criminalità, violenza di genere e omicidi generali spaventosi.
La metafora: È come mostrare una statistica in cui si nota che negli ospedali c'è una percentuale di malati più alta rispetto che nei supermercati, e concludere che "gli ospedali non garantiscono la salute, quindi vanno chiusi". L'ospedale ospita i malati perché è lì che si cura la malattia; la legge specifica nasce dove il fenomeno è drammatico.
2. Il confronto improprio tra contesti sociali diversi
L'infografica mette a confronto Paesi dell'America Latina (storicamente afflitti da narcotraffico, guerre tra gang, tassi di omicidi generali altissimi e fragilità istituzionale) con democrazie occidentali stabili o Paesi iper-sicuri come il Giappone o la Svizzera.
In Honduras o in Messico, l'alto tasso di femminicidi è legato a un contesto socio-economico degradato in cui tutti i reati di sangue sono altissimi. Non puoi paragonare l'efficacia di una legge penale tra il microclima sociale dell'Honduras e quello della Svizzera senza calcolare il tasso di criminalità generale.
3. A cosa serve davvero una legge sul femminicidio?
La conclusione del post dice che la legge "non garantisce tassi più bassi", misurando l'utilità di una norma solo come un "interruttore magico" che azzera i reati dall'oggi al domani. Le leggi penali di questo tipo non servono solo come deterrente numerico, ma hanno tre scopi pratici fondamentali:
Fornire strumenti investigativi (Prevenzione): In Italia, leggi come il Codice Rosso e le norme specifiche permettono alle forze dell'ordine di intervenire prima che scappi il morto (es. braccialetto elettronico immediato, divieto di avvicinamento accelerato, corsie preferenziali in procura per le denunce di stalking).
Colpire l'impunità: In molti dei Paesi della lista rossa, prima di quelle leggi, l'uccisione di una donna da parte del partner veniva derubricata a "delitto d'onore" o "raptus passionale", beneficiando di sconti di pena assurdi. La legge serve a garantire che chi commette il reato sconti una pena severa e certa.
Riconoscimento culturale: Chiamare il reato con il suo nome significa riconoscere che quell'omicidio non è un fatto isolato, ma il frutto di una dinamica di possesso e violenza di genere, aiutando a mappare e comprendere il fenomeno.
4. Il caso dell'Italia (Autogol dell'infografica)
L'immagine stessa si dà la zappa sui piedi quando inserisce l'Italia in fondo alla colonna di sinistra.
Mostra che l'Italia ha un tasso bassissimo (0,3), pur avendo adottato nel tempo norme sempre più stringenti e specifiche a tutela delle donne. Questo dimostra che in un Paese occidentale, unito a una rete di centri antiviolenza e a una cultura della legalità, il quadro normativo specifico si inserisce in un percorso di contenimento del fenomeno.
"Questa tabella fa un errore logico: confonde la cura con la malattia. Quei Paesi hanno introdotto la legge sul femminicidio proprio perché avevano già tassi di violenza altissimi, non il contrario. Dire che quella legge non serve perché lì i tassi sono alti è come dire che le cinture di sicurezza non servono a niente perché negli ospedali ci sono molte persone che hanno fatto incidenti stradali."