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    I Cavalieri Teutonici

    Ordine Teutonico di Santa Maria di Gerusalemme

    di Alberto Gentile


    Nell’epoca delle crociate fu istituito anche l’Ordine monastico religioso dei Cavalieri Teutonici: molto verosimilmente nel 1190, a San Giovanni d’Acri. Come i Templari e i Giovanniti, anche essi si dedicarono all’assistenza dei pellegrini e alla difesa dei luoghi santi, impegnandosi in guerra contro i musulmani. Nati come "Fratres hospitalis Sanctae Mariae Theutonicorum Ierosolimitanorum"[1], essi mutuarono il loro nome dalla chiesa, con annesso uno ospizio, dedicata a Santa Maria, e situata a sud-est di Gerusalemme[2]: sito ove si stabilirono i pellegrini ed i cavalieri tedeschi giunti in Terrasanta al seguito degli imperatori Federico Barbarossa prima, ed Enrico VI dopo.


    Il giovane Imperatore, pochi mesi dopo l’incoronazione a re di Sicilia, avvenuta a Palermo il 25 dicembre 1194, nel corso di una dieta tenutasi nella settimana santa del 1195 a Bari, si era infatti impegnato ad intraprendere una spedizione in Terra Santa, al fine di dimostrare al papa la propria affidabilità, a margine della "unio regni ad imperium" avvenuta in esito al matrimonio con Costanza d'Altavilla.

    Si sarebbe trattato di una crociata quasi esclusivamente tedesca. Ma a pochi giorni dall'arrivo dei principale contingente militare ad Acri, il 22 settembre 1197, l'improvvisa morte di Enrico VI, avvenuta il 28 settembre, l'impresa, pur proseguendo fino alla primavera del 1198, perse la sua consistenza politica e religiosa.

    Fra quei Crociati, in ogni caso, spiccava una confraternita ospedaliera tedesca accreditata presso il Papato: in Acri, essa si trasformò in un vero e proprio Ordine Religioso-Militare e nel 1198-1199 ottenne il riconoscimento ufficiale e la regola di Sant'Agostino con una Bolla di Innocenzo III.

    Mentre i Templari erano quasi tutti francesi e gli Ospitalieri prevalentemente italiani e francesi, all’Ordine Teutonico poterono aderire solo membri della nobiltà tedesca.

    Probabilmente la ragione politica della nascita di un ordine cavalleresco teutonico in Terrasanta va individuata nella difficoltà che i cavalieri di lingua tedesca ebbero nel farsi accogliere negli altri due ordini.

    I Teutonici, sin dalle origini, rimasero vincolati ad un’idea nazionale rigidamente circoscritta alla Vaterland germanica. La circostanza, tuttavia, non impedì loro di essere protagonisti, al pari dei fratres del Tempio e dei Giovanniti, delle guerre per la difesa di Gerusalemme e di dividere con loro gloria e rovina di questo impegno in Oriente.

    Un altro elemento che differenzia sensibilmente l’Ordine Tedesco dagli altri sodalizi è il ruolo riservato alle donne che furono sempre attive e presenti nei ranghi dell’Ordine, specie per l’assistenza ai feriti e agli ammalati.


    L'Ordine comprendeva cavalieri ed ecclesiastici, entrambi abbigliati da un mantello bianco con croce nera patente[3] (cioè allargata alle estremità dei bracci) al lato sinistro: i primi sull'armatura, i secondi sulla tonaca. Sull’elmo, ostentavano vistose piume nere. Sugli scudi e nei sigilli era impresso l’emblema di un'aquila con le ali spiegate e gli artigli protesi a ghermire. Tra le figure più rappresentative nella storia dei Cavalieri della Croce Nera spicca quella di Hermann von Salza[4], Gran Maestro dell'Ordine dal 1211 al 1239, succedendo nella carica ad Heinrich Bard.

    Originario della Turingia, egli fu consigliere diplomatico di Federico II Hohenstaufen[5] ed interlocutore privilegiato di Onorio III.

    L'Imperatore conobbe il "monaco guerriero" nel 1216 a Norimberga, in occasione di una donazione che fece all'ordine. L'incontro fu per Federico II una vera fortuna e da subito si stabilì un’ottima intesa e rispetto reciproco. Il Gran Maestro ricevette incarichi di grande importanza ed assieme all'arcivescovo Berardo di Castacca fu uno degli uomini più fidati di Corte. Il credito da entrambi riscosso presso la Curia di Roma, giovò notevolmente alla causa sveva.


    Hermann von Salza rese possibile il rinvio della Crociata più volte richiesta da Onorio III; fu determinante nel reclutamento di milizie imperiali in Germania; fu più volte in Siria, dove operava con il suo Ordine, per organizzare la liberazione del Santo Sepolcro; combinò, inoltre, il matrimonio di Federico II con Jolanda, figlia del reggente della corona di Gerusalemme, Giovanni di Brienne; partecipò alla incruenta crociata federiciana del 1228.


    Anzi: l’unico Ordine che sostenne l’Imperatore nel corso della cosiddetta “crociata degli scomunicati” fu quello dei Teutonici, poiché Templari e Ospitalieri per fedeltà al pontefice romano mantennero un atteggiamento ostile alla campagna imperiale che pure avrebbe portato alla conquista dei luoghi santi, senza spargimento di sangue.

    Hermann von Salza.

    Von Salza fu instancabile diplomatico: percorse più volte le strade polverose che da Foggia portavano a Roma per recare messaggi ed intermediare. Nonostante la miriade d'impegni presso la Curia imperiale, riuscì sempre a controllare l'Ordine.

    Fu fedele al suo signore fino alla morte.

    Un atteggiamento di lealtà che consentì all'Ordine di godere dei favori di Federico II; di realizzare la fondazione di una serie di fortezze e domus lungo la dorsale tra Libano e Giordania, per la difesa del litorale siro-palestinese; di acquisire un enorme potere in Puglia[6] ed in Sicilia, regioni nelle quali furono gestiti monasteri e proprietà di immenso valore.

    Tra il 1225 ed il 1226 il duca polacco Corrado di Masovia chiamò i Teutonici per combattere i pagani della vicina Prussia. Von Salza, approfittando degli ottimi rapporti intercorrenti con la Corte sveva, ottenne da Federico II, il 26 marzo del 1226 a Rimini, la conferma imperiale delle donazioni fatte dallo stesso duca sul territorio di Chelmno (Kulmerland), ed il diritto dell'Ordine di conquistare ed evangelizzare la Prussia.




    Da allora, per quasi cinquant'anni, i Cavalieri Teutonici condussero una lunga e cruenta conquista, considerata alla stessa stregua di una Crociata. Trasferitisi con le loro armate ed i loro abili architetti nell’Europa dell’Est, in breve tempo concorsero alla fondazione di nuove città, fortezze, porti e centri di attività commerciali miranti a contrastare le ricorrenti migrazioni barbariche sul versante orientale d'Europa.

    Nel 1237 al territorio prussiano venne annessa la Livonia, regione assegnata ai Cavalieri Portaspada[7] che furono inglobati dai Teutonici i quali, successivamente, assoggettarono anche l’Estonia.







    L'espansione fu tuttavia arginata nel 1242, sul lago ghiacciato Peipus ove i Russi guidati da Alexander Nevskij[8] sconfissero i Teutonici. Dopo tale evento, l’Ordine concentrò i suoi sforzi prevalentemente contro le popolazioni lituane che popolavano i territori posti tra la Prussia e la Livonia: nonostante l'ostinata resistenza opposta dalle tribù locali, nel 1283 la Prussia poteva dirsi definitivamente conquistata dagli uomini dal bianco mantello con la croce nera.

    La battaglia sul lago ghiacciato Peipus, da una scena del film Alexander Nevskij (1938) del regista S. Ejzenstejn.


    All'inizio del sec. XIV i Cavalieri Teutonici, forti di prestigio e potere, divennero una potenza militare e finanziaria di primo piano in Europa e conobbero l'apogeo sotto il gran maestro Winrich von Kniprode (1352-82).

    Il declino dei Cavalieri della croce nera, che avevano sottomesso ed umiliato le popolazioni Baltiche, ebbe inizio verso i primi decenni del XV secolo, dopo la pesante sconfitta inflittagli a Tannenberg nel 1410 dal re polacco Jagellone Ladislao II di Polonia[9] che li obbligò a sottoscrivere trattati riduttivi.



    Stretti nella morsa dei principi tedeschi avidi di terre, da un lato, e delle popolazioni slave, dall'altro, si trovarono a fronteggiare difficoltà sempre maggiori, aggravate dall'avanzata crescente della riforma luterana, che ne determinò una crisi irreversibile. Le idee protestantiche, infatti, minarono la loro fede incrollabile, causando una scissione interna, finché nel 1525 il gran maestro Alberto di Brandeburgo[10] aderì alla causa luterana trasformando la Prussia in ducato ereditario brandeburghese.

    Così si dissolse lo stato teutonico, ma l'Ordine sopravvisse sotto l'ala protettrice della monarchia asburgica, presso la quale si rifugiarono gli ultimi cavalieri rimasti fedeli al cattolicesimo.

    Nel 1809 Napoleone Bonaparte sciolse l'Ordine in Germania.

    Francesco I d'Austria, nel 1834, lo restaurò modificandone lo statuto (Ordine Cavalleresco: "Deutscher Ritterorden"). Riformato in conformità al diritto canonico nel 1929, durante il nazismo fu nuovamente sciolto da Hitler. Oggi l'Ordine Teutonico ha accentuato il suo carattere religioso perdendo quello cavalleresco, in conformità con il nuovo statuto approvato dalla Sede Apostolica nel 1965, ha come gran maestro l’abate mitrato padre Dr. Bruno Platter O.T., l’attuale sede è a Vienna.


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    Note:

    [1] Conosciuto anche come: Ordo Sanctae Mariae Theutonicorum, Ordine Teutonico di Santa Maria di Gerusalemme, Deutsche Orden.

    [2] Della chiesa e dell'ospizio di Santa Maria situata a sud-est di Gerusalemme di recente sono stati restaurati i resti archeologici.

    [3] La caratteristica croce nera patente in futuro diventerà l’arme della famiglia degli Hohenzollern e successivamente la croce germanica attraverso una serie di modifiche grafiche.

    [4] Hermann von Salza nacque nel castello di Salza, da una famiglia originaria di Lagensalza in Turingia nel 1170 e morì a Salerno nel 1239 ma la sua salma venne subito traslata a Barletta.

    [5] Federico II nel 1212, riformò l’Ordine, adeguando gli statuti al modello ospitaliero per quanto concerneva i doveri inerenti la religione e al modello templare per quel che riguardava gli aspetti bellici.

    [6] Tra le sedi di Puglia citiamo quelle di Brindisi, Barletta, Vinosa, Mesagne e Torre Alemanna/Corneto (presso Cerignola - FG).

    [7] I Portaspada di Livonia: Ordine cavalleresco fondato dal vescovo Alberto di Apeldera nel 1202 per contrastare i culti pagani.

    [8] Alexander Nevskij o Nevsky: (Vladimir 1220 - Gorodez 1263), duca di Novgorod (1236-1252), granduca di Vladimir (1252-1263). Principe di Novgorod, Alexander assunse il potere dopo la morte del fratello (1236). Sconfisse sulla Neva gli svedesi (1240) e nella battaglia “dei ghiacci” (1242) sul Lago Peipus i Cavalieri Teutonici. Battuti i lituani (1252), divenne granduca di Vladimir, assicurando in tal modo la supremazia politica e commerciale di Novgorod sul Baltico. Ottenne dai mongoli dell'Orda d'oro, che avevano il controllo di tutta la Russia, il titolo di gran principe. Dopo la morte Alexander venne beatificato dalla Chiesa Ortodossa russa.

    [9] Jagellone Ladislao II di Polonia: (n. 1350 - Grodek 1434), re di Polonia (1386-1434). Fondatore della dinastia degli Jagelloni, titolare dal 1377 del granducato di Lituania, nel 1386 lo unì alla Polonia avuta in dote dalla moglie Edvige, figlia ed erede di Luigi I d'Angiò, re di Polonia e d'Ungheria. Nel 1410 sconfisse a Tannenberg (o Grunwald) i cavalieri teutonici.

    [10] Albrecht von Brandenburg, su invito dello stesso Lutero aderì alla causa luterana e lasciò la giuda dell’Ordine, trasformando poi lo stato prussiano da stato dell’Ordine Teutonico a stato laico di Brandenburgo. Quindi l'Ordine, pur rimanendo fermamente cattolico, perse la regione prussiana e rimase senza Gran Maestro per quasi due anni. Solo nel 1527, chiamato dal imperatore Carlo V, Walther von Cronberg fu nominato nuovo Gran Maestro.

    Per approfondire vedi: Medioevo russo, a c. di Aldo C. Marturano, pag. 7: La Battaglia del Ghiaccio




    Bibliografia:

    Eberhart Horst, Federico II di Svevia L'imperatore filosofo e poeta, Rizzoli Supersaggi, Milano, 1994.

    Hubert Houben, La presenza dell'Ordine Teutonico a Barletta (sec. XII-XV), in: Barletta, crocevia degli Ordini religioso-cavallereschi medioevali. Seminario di studio, Barletta 16 giugno 1996 (Taranto 1997) pp. 23-50.

    Hubert Houben, Federico II, l'Ordine Teutonico e il «castrum» di Mesagne. Nuove notizie da vecchi documenti, in: Itinerari di Ricerca Storica 10 (1996) pp. 31-62 [anche in: Castrum Medianum 6 (1998) pp. 27-69].

    Hubert Houben, L'Ordine Teutonico nel Salento: bilancio storiografico e prospettive di ricerca, in: L'Idomeneo. Società di Storia Patria per la Puglia. Rivista della Sezione di Lecce 1 (1998) pp. 139-160.

    Monika Pelz, Speciale Cavalieri Teutonici – L’epopea dei monaci guerrieri, Medioevo, De Agostini - Rizzoli Periodici, n° 12 dicembre 1998.

    Henry Bogdan, Cavalieri Teutonici, storia e leggende dei monaci guerrieri che conquistarono le steppe; edizioni PIEMME, 1998.
    (les chevaliers teutoniques; Librairie Academique Perrin, 1995; Traduzione dal francese a cura di: Franca Genta Bonelli.)

    Franco Cardini, Le Crociate – la Storia oltre il mito, Medioevo Dossier, De Agostini - Rizzoli Periodici, n° 2/1999.

    Franco Cardini, Gli Ordini Cavallereschi – una grande epopea che ha origine in Terrasanta, Medioevo Dossier, De Agostani - Rizzoli Periodici, n° 3/2000.

    Franco Cuomo, GLI ORDINI CAVALLERESCHI – NEL MITO E NELLA STORIA DI OGNI PAESE, editore Universale Storica Newton, gennaio 2004.





    I Cavalieri Teutonici

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    L'Ordine Teutonico - introduzione


    L’Ordine dei Frati dell’Ospedale di Santa Maria dei Teutonici di Gerusalemme sorse alla fine del XII secolo in Terra Santa. Le sue origini sono legate ad un piccolo ospedale che alcuni mercanti di Brema e di Lubecca fondarono nel corso della Terza Crociata (1189-1192) presso la città di Acri per prestare soccorso e assistenza a crociati e pellegrini. Nel 1196-97 l’ospedale ottenne da papa Celestino III la protezione della Sede Apostolica e dall’imperatore Enrico VI alcuni possedimenti e diritti nel Regno di Sicilia. Fra il settembre del 1197 e il febbraio del 1198 l’istituto assistenziale fu trasformato in un ordine religioso militare con sede ad Acri, riconosciuto ufficialmente come tale da papa Innocenzo III il 19 febbraio 1199. L’ordine ricevette anche una sua regola, ispirata a quelle dei Templari e dei Giovanniti, che prevedeva la difesa armata della fede e l’assistenza ai più bisognosi.



    Fra il 1209 e il 1239, i Teutonici vissero un periodo particolarmente felice grazie alle capacità e al prestigio del loro maestro Ermanno di Salza che riuscì a ritagliarsi il ruolo di intermediario tra il re di Sicilia ed imperatore germanico, Federico II di Hohenstaufen, e il papato. Allora l’Ordine Teutonico ottenne lo stesso statuto giuridico dei Templari e degli Ospitalieri, beneficiò di un gran numero di privilegi pontifici e imperiali divenendo il terzo grande ordine religioso-militare del Medioevo. Il patrimonio dei Teutonici in Terra Santa si concentrava in una serie di siti, come Acri, Tiro e Cesarea, e fu amministrato dal castello di Montfort vicino ad Acri. Allo stesso tempo, l’Ordine Teutonico ebbe una rapida espansione anche nel continente europeo dove, tra il 1200 e il 1240, acquistò possedimenti in numerose regioni, dall’Armenia sino alla Castiglia, dal Baltico sino all’Italia meridionale. La parte principale di questo patrimonio era localizzato nell’Impero germanico. All’epoca di Ermanno di Salza, i Teutonici s’intromisero al processo di evangelizzazione della Prussia, circostanza che gli permise di conquistare la regione (1230-54) e di creare in Prussia un vero e proprio Stato teutonico, soggetto solo all’autorità dell’imperatore germanico. Nel 1237, l’Ordine Teutonico assorbì i possedimenti dei Portaspada di Livonia e, nel 1346, acquistò dai Danesi il ducato di Estonia, cosicché divenne una delle potenze dominanti in Livonia, ovvero nelle attuali Lettonia e Estonia.

    Dopo la sconfitta in Terra Santa (nel 1271 i Teutonici persero il castello di Montfort, nel 1291 cadde Acri), il capitolo generale e il maestro dell’Ordine Teutonico si trasferirono prima a Venezia e, in seguito, nel 1309, a Mariemburg in Prussia (oggi Malbork in Polonia). In quel tempo le strutture dell’Ordine Teutonico si svilupparono in tre rami geografici principali: la Prussia, la Livonia, e il cosiddetto “Deutschmeistertum”, che ebbe i suoi centri più importanti in Assia e in Franconia, ma fu presente in tutte le regioni occidentali e centrali dell’Impero e anche nel Regno di Francia.


    Nel Medioevo il personale dell’Ordine Teutonico si componeva di frati-cavalieri (la categoria dominante), frati-preti e diverse categorie di frati associati e confrati e consorelle laici. A capo dell’Ordine Teutonico era il maestro, detto poi ‘gran maestro’ o ‘alto maestro’ e il capitolo generale, assistiti da una serie di ‘alti ufficiali’. Ciascuno dei tre rami dell’ordine ebbe un proprio maestro e si divideva in province, dette ‘ballivie’, che, a loro volta, si suddividevano in commende locali. L’Ordine Teutonico nella sua forma medievale scomparve progressivamente dopo la sconfitta subita dai Teutonici nel 1410 nella battaglia di Tannenberg contro l’esercito del re di Polonia, il Lituano Jagellone (Ladislao II), e la successiva guerra civile in Prussia. Durante la Riforma luterana del 1525, il gran maestro dell’Ordine Teutonico, il conte Albrecht di Brandemburgo, trasformò la Prussia in un ducato laico e, nel 1561, la stessa sorte toccò alla Livonia teutonica che fu ridimensionata e trasformata nel ducato di Curlandia. Nel 1526 l’incarico di gran maestro dell’ordine passò al superiore del ramo germanico e, nei secolo successivi, i Teutonici prestarono servizio presso gli Asburgo di Austria. Con le riforme attuate nel 1839 e nel 1929, l’Ordine Teutonico divenne una congregazione religiosa assistenziale, abbandonando la sua vocazione militare. Soppresso durante il nazismo e ricostituito a Vienna nel 1945, l’ordine, oggi diretto dal gran maestro Bruno Platter, è promotore di attività caritative e assistenziali in vari paesi europei.)



    Il Mediterraneo e in particolare il territorio italiano ricoprirono un ruolo speciale nella storia dell’Ordine Teutonico che ebbe sin dall’inizio del XIII secolo dei possedimenti in Terra Santa, nell’Armenia ciliciana, nel Cipro, nel Peloponneso, nella Penisola Italiana, nella Penisola Iberica e, più tardi, anche nella Provenza. Nell’attuale territorio italiano, i Teutonici ebbero quattro province: Sicilia (con possedimenti anche in Calabria), Puglia (che includeva anche possedimenti in Basilicata e in Campania), ‘Lombardia’ (ovvero i possedimenti in Friuli, Veneto, Emilia, Romagna e Toscana) e ‘Nell’Adige e tra i monti’ (Alto Adige). A queste si aggiunse il patrimonio del procuratore generale dell’Ordine Teutonico presso la curia papale, concentrato a Roma, Viterbo e Montefiascone. I Teutonici hanno lasciato molte testimonianze scritte e materiali della loro presenza in Italia e ancora oggi, molti centri importanti dell’Ordine Teutonico continuano ad esistere in Alto Adige.





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    Nascita e sviluppo dell'Ordine Teutonico
    le origini dell'Ordine Teutonico

    L'Ordine di santa Maria dei tedeschi (“Ordo sanctae Mariae Teutonicorum”, oppure “Ordo Teutonicus”, chiamato in lingua tedesca “Deutsche Ritterorden” o semplicemente “Deutsche Orden”, ha delle origini tutt’altro che chiare.


    Prima di divenire un Ordine monastico-cavalleresco, l'istituzione attraversò un lungo periodo di gestazione. Le sue origini risalgono, a quanto sembra, proprio al 1099, anno della presa di Gerusalemme.

    È cosa certa che i tedeschi, come molti altri cristiani europei, sin dagli inizi del medioevo avevano l’abitudine di recarsi in pellegrinaggio a Gerusalemme, o per nave, imbarcandosi dai porti del sud dell’Italia, oppure via terra, attraversando tutta l’Europa sino a Costantinopoli e proseguendo poi attraverso l’Asia Minore e la Siria.


    Entrambe le vie erano molto faticose e irte di pericoli, e molti pellegrini giungevano a destinazione, quando riuscivano ad arrivare vivi, in condizioni fisiche e sanitarie spesso precarie, a causa del clima, delle condizioni igieniche, delle epidemie e degli assalti di predoni o di gruppi islamici ostili.

    I pellegrini tedeschi, che generalmente preferivano la pericolosa via terrestre per giungere in Terra Santa, oltre ad arrivare in Oriente in condizioni molto critiche, si trovavano in difficoltà anche per la lingua, da qui la necessità di creare un’istituzione caritativa che si occupasse di loro sul posto.




    Le origini dell'istituzione caritativa sono avvolte nella leggenda: si narra che una coppia di pellegrini, probabilmente una coppia di coniugi, mercanti tedeschi provenienti da Brema o da Lubecca che si erano stabiliti in Terra Santa durante la conquista di Gerusalemme avvenuta nel 1099 da parte dei crociati, accolse nella sua dimora un cavaliere tedesco gravemente ferito durante i combattimenti e che giaceva privo di sensi in una delle vie della città vecchia, curandolo e riportandolo in salute.


    In seguito, questi due pellegrini decisero di continuare stabilmente in quell'attività caritativa, mettendosi a disposizione dei connazionali che giungevano malati o feriti, ricevendo l'approvazione del Patriarca di Gerusalemme, Stefano. Nacque quindi un piccolo ospedale, affiancato da una foresteria, posti entrambi sotto la protezione della Vergine Maria, con lo scopo di dedicarsi in particolare all’accoglienza, alla cura e al sollievo dei pellegrini tedeschi.

    Alla loro morte, avvenuta attorno al 1118, i due pellegrini lasciarono in eredità tutto il patrimonio a beneficio di quel piccolo ospedale, in cui nel frattempo avevano iniziato a prestare la loro opera dei frati. Questo ospedale prese il nome di “ospedale di Santa Maria dei tedeschi di Gerusalemme”.

    Il 9 dicembre 1143, Papa Celestino II avrebbe posto questo ospedale sotto l'autorità dell'Ordine degli Ospitalieri di San Giovanni (l’Ordine degli Ospitalieri di San Giovanni fu fondato a Gerusalemme prima del 1070 dal mercante amalfitano, Mauro di Pantaleone, anch'esso con lo scopo di sovvenire i pellegrini in difficoltà e che, a partire dal 1137, su imitazione dei Templari, si era riorganizzato, senza mai trascurare l'attività caritativa, su base militare), stabilendo però che il piccolo Ospedale dovesse essere retto da un priore che sapesse il tedesco.Tale circostanza non risulta, tuttavia, direttamente documentata, ma è riferita come contenuta in un documento citato dal papa Gregorio IX nella bolla “Ex parte dilectorum” del 17 agosto 1229.

    L’esistenza di tale ospedale è peraltro confermata da Jacques de Vitry, storico delle crociate e vescovo di San Giovanni d'Acri, nel primo volume della sua “Historia Orientalis seu Hierosolymitana” (un’importante testimonianza diretta delle condizioni della Terra Santa tra il XII ed il XIII secolo).


    L’aggregazione agli Ospedalieri di San Giovanni fu giustificata dalla vocazione internazionale di questi ultimi, che divisi al loro interno in “nazioni” o “lingue”, apparivano un Ordine decisamente più cosmopolita, che non i Templari, che attingevano i loro cavalieri quasi esclusivamente ai territori francesi.

    I fratelli dell’ospedale di Santa Maria dei Tedeschi nei primi anni della loro esistenza erano numericamente molto limitati rispetto agli Ospitalieri di San Giovanni ed ai Templari e la loro storia di quel periodo è sostanzialmente sconosciuta, anche se è presumibile che abbiano continuato a compiere il loro servizio assistenziale.


    Se in un primo tempo la presenza tedesca in Terra Santa fu insignificante, la II crociata del 1147-1148, contribuì ad aumentare il flusso di pellegrini tedeschi in marcia per Gerusalemme. Numerosi pellegrini e crociati germanici giunsero in Palestina al seguito dell'imperatore Corrado III di Svevia.Tra gli altri, suo nipote Federico, il futuro Imperatore Barbarossa, il Vescovo Ottone di Frisinga, fratello dell'Imperatore, il Duca Enrico d'Austria, il margravio Herman di Baden.

    Con la conquista di Gerusalemme da parte del Saladino, avvenuta il 30 settembre 1187, dopo la vittoria di Hattin, l’antico ospedale di Santa Maria fu distrutto costringendo i fratelli, così come gli Ospitalieri ed i Templari, ad abbandonare la città santa ed a rifugiarsi probabilmente in qualche centro costiero sotto controllo cristiano, luogo che peraltro rimane a noi sconosciuto in assenza di testimonianze storiche.


    Sull'onda della caduta di Gerusalemme, sotto il pontificato di Clemente III (1187-1191) fu organizzata la terza crociata (1189-1191) per liberare Gerusalemme dal dominio musulmano, cui parteciparono i sovrani più potenti della Cristianità.


    Questa fu organizzata dall’imperatore Federico Barbarossa allora settantenne e fu la prima crociata prettamente tedesca, organizzata per essere il più glorioso trionfo mai raggiunto dalle armate dell’imperatore, cui peraltro si unirono anche i sovrani più potenti della Cristianità come il re d’Inghilterra Riccardo Cuor di Leone ed il re di Francia Filippo Augusto. Nell'autunno del 1189 l'esercito imperiale, che consisteva, stando alle cronache, di 60.000 cavalieri e 300.000 fanti, provenienti da tutti i territori dell'Impero ove numerosissimi erano i tedeschi, si mise in marcia.


    L'imperatore Federico Barbarossa, aveva portato il suo esercito imperiale intatto attraverso i Balcani e in Asia Minore, aveva sgominato le forze turche che avevano bloccato la strada ad est del territorio da Costantinopoli per un secolo ed aveva attraversato i difficili valichi di montagna della Cilicia che portavano in Siria, dove il suo esercito avrebbe potuto facilmente passare in Terra Santa.

    Era previsto che gli eserciti del Sacro Romano Impero, della Francia, dell'Inghilterra avrebbero utilizzato il nuovo percorso, così pure i rinforzi successivi, dopo che egli avrebbe condotto le forze cristiane in Terra Santa per la liberazione di Gerusalemme.

    Purtroppo il 10 luglio 1190 l'anziano imperatore, stanco della marcia attraverso i monti e oppresso dalla calura, volle rinfrescarsi nel fiume Göksu, in Cilicia, ma, appesantito dalla sua stessa armatura e data anche l'età, non resistette all'impeto della corrente. Il peso dell'armatura che indossava, anche se progettata per essere la più leggera possibile, fu tale comunque da trascinare con sé un uomo in salute in acque poco profonde.




    L'Ordine Teutonico - introduzione | L'Ordine Teutonico nel Mediterraneo

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    Nascita e sviluppo dell'Ordine Teutonico
    le origini dell'Ordine Teutonico


    Moltissimi dei suoi vassalli si affrettarono a ritornare in Germania, alcuni perché la loro presenza era necessaria per l’elezione del nuovo imperatore (il figlio di Federico Barbarossa, Enrico VI), altri perché si prevedeva una guerra civile in cui avrebbero potuto perdere le loro terre.


    Quello che restava dell’ armata tedesca rischiò di sfaldarsi, ma restò unita solo grazie all’abilità del duca Federico V di Svevia, figlio del Barbarossa, il quale assunse il comando, conducendo i grandi nobili e prelati rimasti che onorarono i loro voti continuando il loro viaggio verso San Giovanni d'Acri (la antica Tolemaide) in Palestina, conquistata dal Saladino e assediata dagli eserciti crociati di Francia e Inghilterra, che in quel momento pativano sofferenze terribili per il caldo e per le malattie.

    Nel frattempo era sbarcata un'altra spedizione formata da tedeschi, guidati da Adolfo di Holstein. Il gruppo rimase unito e riuscì a ricongiungersi anche con l’esercito del re Riccardo Cuor di Leone, anche lui giunto per via marittima.

    Per i nuovi tedeschi arrivati, il tormento psicologico fu anche peggiore di quello fisico. Riccardo Cuor di Leone, il re inglese che guadagnava fama immortale a San Giovanni d'Acri, odiava qui vassalli di Hohenstaufen che avevano guidato suo cognato, il guelfo Enrico il Leone, in esilio sino a pochi anni prima ed ha raccolto ogni opportunità per insultarli o umiliarli. L'assedio di San Giovanni d'Acri si protrasse dall'agosto del 1189 fino al luglio del 1191 e fu causa di molti morti e feriti durante le fasi della lotta.


    Il Re di Francia, Filippo Augusto, si ritirò in Francia, adirato per i ripetuti insulti subiti e, con lui, si ritirarono anche la maggior parte dei tedeschi, determinati a ottenere vendetta su Riccardo Cuor di Leone alla prima occasione.

    I nobili e prelati tedeschi, sia coloro che avevano servito a San Giovanni d'Acri che coloro che erano rimasti in Germania, restarono amaramente delusi dal risultato della loro grande spedizione: si sentivano di essere stati traditi da tutti: dagli Inglesi, dai Bizantini, dai Guelfi.

    L'esercito crociato che aveva assediato San Giovanni d'Acri nel 1190 era stato decimato dalle malattie. I crociati tedeschi non erano abituati al calore, l'acqua o il cibo locali e le loro condizioni sanitarie erano completamente insoddisfacenti. Impossibile a seppellire i morti correttamente; i corpi venivano gettati nel fossato di fronte alla Torre maledetta e venivano le macerie utilizzate per riempire; la puzza come una nebbia era diffusa in tutto il campo.Una volta presi dalla febbre, i soldati morivano come mosche, la loro agonia veniva aggravata da innumerevoli insetti che sciamavano sui loro corpi.

    Le regolari unità ospedaliere, in particolare i Cavalieri di San Giovanni (meglio conosciuti come gli Ospitalieri), erano sovraccariche di lavoro e inoltre, favorivano i propri connazionali, i francesi e gli inglesi, mentre i tedeschi venivano abbandonati a se stessi.

    Durante le fasi della guerra, precisamente verso la metà del 1190, vedendo che la situazione era diventata intollerabile e che non si prevedeva la durata dell’assedio (l'assedio non mostrava alcun segno di finire presto, e non c’era stato alcun monarca tedesco che avesse chiesto che i suoi sudditi venissero curati meglio negli ospedali, un certo numero di crociati tedeschi, provenienti da Brema e da Lubecca, pensarono di organizzare una specie di ospedale da campo in soccorso dei crociati tedeschi feriti.

    Questo secondo ospedale venne costruito utilizzando il legname e le vele delle navi che erano servite ai crociati per arrivare in Terra Santa. La costruzione dell’ospedale fu un atto di disperazione basato non sulla mancanza di cavalieri, ma per la mancanza di cure mediche. I tedeschi avevano già esperienza perché avevano già fondato un ospedale simile presso la chiesa della Vergine Maria di Gerusalemme. È presumibile che in tale ospedale da campo prestassero opera anche alcuni frati dell’antico ospedale di santa Maria di Gerusalemme.

    I suoi fondatori, desiderosi di ripristinare la regola cristiana a Gerusalemme, adottarono il nome della città di Gerusalemme come parte del loro nome, insieme a quella della Vergine Maria, Patrona Principale dell'Ordine, prendendo il nome di “Ordine dei fratelli della Casa Ospedaliera di Santa Maria dei Tedeschi in Gerusalemme” (Ordo Fratrum Domus Hospitalis Sanctae Mariae Teutonicorum in Jerusalem). Le truppe imperiali, giunte a San Giovanni d'Acri e unitesi all’assedio nell’ottobre 1190, trovarono assistenza presso quell’ospedale da campo.


    Questa iniziativa venne calorosamente assecondata dal più eminente della nobiltà tedesca presente in Terra Santa, il Duca Federico di Svevia, tanto che scrisse a suo fratello, l'imperatore Enrico VI e convinse all’idea anche il Patriarca di Gerusalemme, gli Ospitalieri ed i Templari.

    Il Re di Gerusalemme, Guido di Lusignano, concesse il privilegio ai crociati tedeschi, in caso di riconquista della città, di poter costruirne un ospedale in muratura al suo interno.

    La nuova istituzione venne confermata dal Duca Federico di Svevia, il 19 novembre 1190. Federico diede all’ospedale anche un cappellano di nome Conrad e un intendente chiamato Burchard. Anche allora in Palestina erano tempi difficili e quindi c’era bisogno di qualcuno che difendesse l’ospedale e, per fare questo, furono chiamati alcuni cavalieri tedeschi. Questo fu l’inizio dell’Ordine Teutonico.



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  7. #7
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    Predefinito Rif: I Cavalieri Teutonici -


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    Predefinito Rif: I Cavalieri Teutonici -






    I monaci-guerrieri dalle crociate in Terrasanta alle steppe dell'Europa Nord-Orientale



    di Dagoberto Bellucci



    Dimenticato dalla storiografia ufficiale e per certi versi spesso ignorato anche dagli storici del periodo medioevale , più inclini a focalizzare le loro ricerche e analisi soprattutto sull'Ordine dei Templari, al di là di una sorta di oblio al quale venne confinato l'Ordine Teutonico rappresenta senza alcun dubbio l'esempio più lampante di ciò che rappresentava l'ideale della Cavalleria al pari della vocazione - evidentemente non esclusiva dei templari loro "fratelli maggiori" - degli ordini cavallereschi di edificare strutture para-statali ed istituzioni che sono alla base dell'idea di nazione e nazionalismo dell'Europa.

    Impossibile infatti comprendere nel loro percorso storico una realtà quale quella dell'Ordine Teutonico: monaci-guerrieri, crociati in Terrasanta, difensori della cristianità ma anche saggi diplomatici e affaristi nel Vicino Oriente e successivamente civilizzatori delle regioni baltiche e della Prussia dove combatterono con spietata crudeltà ma spirito di sacrificio inimitabile le popolazioni slave dell'Europa orientale creando i fondamenti dell'identità nazionale germanica.

    Per capire l'evoluzione storica di quest'ordine militar-religioso creato nel XIIImo secolo occorre effettuare preliminarmente un viaggio a ritroso nell'anima tedesca, un ritorno alle origini della civiltà germanica, senza il quale difficilmente riuscirebbe facile esaminare e comprendere le successive vicende che portarono l'Ordine Teutonico a edificare un vero e proprio Stato di monaci-combattenti nel cuore dell'Europa nord-orientale.

    "I germanici sono dei maschi. Essi sono perfino così virili che, presi isolatamente, sfuggono ad ogni influenza del governo. - dichiarò il cancelliere Bismark a Bluntschli nel 1868 - Ciascuno d'essi vuole conservare intatto il proprio individualismo..." ribadendo quale fosse la vera anima del tedesco durante un discorso tenuto nel 1895 ad una delegazione della Stiria nel quale osservò che "Il germanico ha un carattere da monaco in perpetua disputa con tutti i suoi simili."

    Occorre pertanto comprendere a fondo le parole del Cancelliere di Ferro considerando che la mentalità eccessivamente individualista dei principi e dei signori feudali tedeschi che amministrarono gli stati del Sacro Romano Impero Germanico derivava interamente dai loro antenati: erano i capi delle Mannerbunde germaniche e la loro autorità. Un'autorità che opponeva costantemente il principio delle "libertà germaniche" alla politica d'unificazione imperiale romana prima e tedesca successivamente.

    Le mannerbunde possono definirsi come sorta di confraternite di uomini liberi uniti dal vincolo del sangue e raccolte attorno ad un capo.

    "Gli storici - scrive René Alleau - hanno spesso denunciato il comportamento servile del "soggetto" tedesco (Untertan) riguardo la superiorità sociale incarnata dai capi (Obrigkeit) , senza ben comprendere , sembrerebbe, che questo eccesso di disciplina e di virtù d'obbedienza provengono da miti lontani e oscuri, principalmente, dalla dipendenza sacrificale del fratello d'armi delle Mannerbunde, attraverso il rapporto con il "capo" e il "signore". Costui incarnava così la presenza e l'esempio del maestro dell'iniziazione cavalleresca nella "comunione attraverso il ferro, il fuoco e il sangue" rappresentante simbolicamente ogni forma di lotta, nelle antiche tradizioni pagane, germaniche e nordiche, come nella regione indoeuropea degli Ariani. Davanti alle porte della morte , il guerriero ariano (il cui prototipo resta Arjuna nella Bhagavad-Gità) non si trovava impegnato solamente in una battaglia esteriore , ma nelle prove interiori di un processo iniziatico." (1)

    Come si ricorderà Arjuna , il guerrierio ario, si interroga prima della battaglia nella quale dovrà affrontare i propri parenti: è una prova iniziatica di fedeltà alla propria natura quella che vede impegnato l'eroe mitologico che , archetipo del combattente di 'razza', sarà d'esempio per i cavalieri degli ordini militari religiosi nati con le crociate in Terrasanta ( i cavalieri del Tempio, gli Ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme ed i Teutonici) i quali eserciteranno una profonda influenza , sia nel Vicino Oriente che nell'Europa cristiana, fino all'epoca del Rinascimento.

    Ritornando all'origine della cavalleria germanica questa si ritrova sicuramente nelle Mannerbunde, società come detto di uomini liberi che Tacito ha descritto in questo modo: "Ciascun capo ha la sua banda che deve armare e nutrire , con la quale marcia in battaglia. I fedeli sono uniti da intimi legami e vi è infamia per il guerriero che sopravvive al suo capo morto in battaglia."

    "Il signore o il 'capo' della Mannerbunde incarnava la potenza di vita della terra, sacra e ancestrale, cui ritornavano i caduti e che essi bagnano e fecondano magicamente del sangue versato. Questo sangue, per così dire, ritorna su sè stesso ed a se stesso come testimonia il celebre grido di battaglia dei Beaumanoir de Lavardin: "Bois ton sang, Beaumanoir!" Questa struttura mitica "chiusa" della Mannerbunde feudale , risponde, esattamente, a tutto ciò che si conosce degli ordini cavallereschi e delle società segrete. Così , giustamente, il miglior specialista tedesco delle società segrete , Eugen Lennhoff, ricorda quei "caratteri essenzialmente aristocratici di queste organizzazioni , per paradossale che possa sembrare". (2)

    Un'organizzazione a carattere aristocratico, con una tendenza naturale a difendere i propri privilegi contro l'autorità, che accrebbe l'istinto di questi uomini-liberi a costituirsi in organismi militari , ordini cavallereschi ante litteram, che avevano la finalità di protezione della comunità, di garantire i diritti dei suoi appartenenti e sviluppare quelle che erano le prime forme sociali nate in territorio tedesco.

    "Legati tra loro , sia dal mistero dei riti, sia dal giuramento d'obbedienza o di segreto, per la forza dell'idea o , semplicemente, dal timore di cadere in qualche Vehme sollevata contro loro, gli iniziati vivono e agiscono senza contatti immediati con la folla dei profani. Se aspirano ad espandersi, questo avviene nel più lungo tempo possibile e nella misura in cui sia utile procurare il contributo di forze nuove o sperimentate. Da questo bisogno di estensione deriva spesso la necessità di costruire all'interno dell'organizzazione un tipo di sistema gerarchico , la cui struttura diviene a sua volta il segreto di qualcuno di loro." (3)

    E' da queste organizzazioni iniziatico-guerriere che si sviluppa l'ideale della cavalleria in seno all'anima tedesca realizzando un'efficace trasmissione di insegnamenti esoterici, organizzazione sociale e comunitaria, valori e norme generali che costituiranno quel fil rouge che lega le Mannerbunde del germanesimo originario alle confraternite dei monaci-guerrieri nate in epoca medioevale.

    "Tra il rituale germanico ed il rituale della Cavalleria , la continuità non è dubitabile" scrive Marc Bloch (4). Una realtà che avrebbe influenzato in modo straordinario sia i Templari (sviluppatisi però maggiormente nel solco della cristianità latina) che i Teutornici per i quali esisteva esclusivamente la "via" indicata dai principii ispiratori dell'Ordine: le armi, la fede, l'onore, la dignità erano sufficienti a garantire al combattente la garanzia di appartenere ad un'autentica confraternita di sangue e d'ideali, una sorta di avanguardia della Cristianità votata all'estremo sacrificio e pronta a servire le direttive dei suoi Gran Maestri. L'Ordine cavalleresco era una sorta di elitè combattente di monaci-guerrieri (sul modello degli ordini cavallereschi islamici) , dei "commandos speciali" per utilizzare una formula moderna indicante la 'crema' di ogni esercito moderno.

    Lo spirito cavalleresco (5), che si uniformava a rigide regole monastiche unite a esercizi militari, 'scolpiva' il monaco-combattente dell'Ordine: sul modello degli antichi spartani e delle città-stato elleniche nasceva una macchina bellica che avrebbe affascinato e conquistato la miglior gioventù e l'aristocrazia europea del periodo medioevale dando un sigillo di autorità alle aspirazioni dei rampolli delle monarchie, ordinando sacerdoti-guerrieri capaci di conquistare il mondo e volontari per le crociate che interessarono la Cristianità e l'Europa in armi (si vedrà come la spinta ad Est dei Teutonici che avrebbe contrassegnato fino alla 2.a Guerra Mondiale lo spirito tedesco

    sia da intendere proprio come un'autentica "crociata" contro le popolazioni infedeli del mondo slavo e i baltici pagani dell'epoca così come , non casualmente, lo slogan della "crociata antibolscevica" sarà ripresa da Hitler nel corso dell'ultimo conflitto mondiale come necessaria ad assicurare lo 'spazio vitale' a Oriente per il popolo tedesco).

    Uno spirito quello dell'Ordine cavalleresco che si nutriva di riti e formule segrete, di iniziazioni, di onore e fedeltà, di restare "fedeli alla propria natura" di volontari-combattenti , alimentando una pratica di trasmissione di una serie di ideali e valori che erano visibili al novizio proprio attraverso una vera e propria iniziazione occulta.

    "...una iniziazione che ricorda con i suoi gesti e le formule appropriate l'iniziazione ai Misteri d'Eleusi o a quelli del culto di Mithra, quelli dei muratori costruttori di cattedrali e, in maniera più generale, le confraternite, i mestieri o corporazioni." (6)

    L'Ordine Teutonico o per essere più esatti l'Ordine Teutonico di Santa Maria di Gerusalemme, nacque dall'esigenza di assicurare una valida protezione per i pellegrini d'origini tedesche che si recavano nella Terrasanta conquistata dalle armate crociate. Per molto tempo questa presenza fu molto modesta. Gli storici considerano che fu attorno al 1198 che avverrà la vera trasformazione in ordine militare di una preesistente istituzione religiosa a carattere ospedaliero creata nel XIImo secolo con il nome di Ospedale di Santa Maria di Gerusalemme e sul modello di quanto già creato nei territori della Palestina dall'Ordine del Tempio e soprattutto dagli Ospitalieri di San Giovanni (divenuti Sovrano Militare Ordine di Malta nel corso dei secoli).

    L'istituzione dell'ordine ospitaliero di S.Maria di Gerusalemme rimonterebbe alla prima crociata , intorno al 1100, per l'opera di un di mercante di Brema o forse Lubecca e di sua moglie che avrebbero accolto un cavaliere tedesco ferito cominciando così un'attività di soccorso e aiuto che interessò principalmente pellegrini e successivamente cavalieri provenienti dalle zone germanofone.

    Un documento pontificio , di incerta autenticità, avrebbe posto in data 9 dicembre 1143 l'autorità dell'ospedale 'tedesco' sotto l'autorità dell'Ordine degli Ospitalieri di San Giovanni fermo restando che l'istituzione doveva rimanere diretta da un priore di origini tedesche. Altri storici parlano del 1118 tuttavia restano piuttosto oscure le origini della fondazione iniziale dell'ordine di Santa Maria dei tedeschi di Gerusalemme. Verosimilmente comunque appare certo che la trasformazione da ordine ospitaliero a ordine militare sia avvenuta su imitazione dell'Ordine del Tempio che, nonostante le sue origini mal conosciute e misteriose, comparve come ordine militare attorno al 1118-19. Tant'è per i primi decenni della sua esistenza la storia dell'Ordine Teutonico fu abbastanza insignificante continuando ad adoprarsi per aiutare pellegrini e cavalieri di origini germaniche molto meno numerosi di quelli provenienti da Italia e Francia.

    Fu con la Terza Crociata (1187-1191) che i tedeschi si insediarono stabilmente in Terrasanta: bandita da Gregorio VIII e organizzata sotto la spinta del suo successore, Clemente III questa nuova spedizione militare verso la Terrasanta vedrà l'Imperatore Federico I Barbarossa allestire un'armata che via terra avrebbe dovuto portare oltre sessantamila cavalieri e trecentomila fanti d'origini tedesche a marciare verso Gerusalemme attraversando l'Ungheria e i territori dell'Impero bizantino, attraversando lo stretto del Bosforo e penetrando in Asia Minore. L'imperatore non giunse mai in Palestina: annegò attraversando il fiume Kalykadnos (Salef) in Cilicia. Fu Federico di Svevia a guidare il resto dell'armata verso Acri dov'era sbarcato nell'autunno 1189 un'altro contingente germanico.

    Dopo la conquista di Acri, avvenuta il 13 luglio del 1191, al termine di un assedio di quasi due anni l'ospedale tedesco venne trasferito all'interno della città dove avrà la sede l'Ordine fino alla caduta avvenuta nel 1311. A differenza di quanto avvenne per i templari i Teutonici manterranno da allora e in avanti una sostanziale simbiosi con l'Impero germanico e ottimi rapporti con la Santa Sede dalla quale , come ordine religioso, dipendevano.

    Fu papa Innocenzo III (1198-1216) a definire con uno statuto speciale la natura militare dei Teutonici: sottoposti alla regola degli ospitalieri per tutto quanto concerneva l'azione caritatevole e di soccorso, indicava per i fratelli-cavalieri dalla croce nera una identica regola monastica simile a quella dell'Ordine del Tempio. In quel periodo l'Ordine contava , oltre alla sua sede ad Acri, cinque case in Terrasanta a Gaza, Giaffa, Ascalona, Rama e Zamsi. Nel 1197 l'Ordine Teutonico si stabilì a Palermo e a Barletta i due porti dove si imbarcavano la maggioranza dei pellegrini tedeschi diretti in Palestina.

    In breve tempo l'Ordine aumentò i suoi possedimenti con la creazione di una commenda a Sonntag in Stiria e di diversi ospedali: ad Halle in Turingia (1200), Bolzano (1202), Praga (1204) Reichenbach in Assia (1207). Vennero create nuove commende a Vienna (1207), Norimberga (1209), Aichach e Ratisbona in Baviera (1210). Nel 1206 venne fondata una seconda casa in sicilia, a Polizzi, e dal 1209 a causa della quarta crociata i teutonici si stabilirono in Grecia nel sud del Peloponneso. (7)

    La nomina di Hermann von Salza alla guida dell'Ordine di cui sarà Gran Maestro per un trentennio (1209-1239) suggellerà l'alleanza con l'Impero. Abilissimo diplomatico, uomo di guerra e valente organizzatore von Salza impremerà una svolta importante nel destino dei cavalieri teutonici dando inizio ad una collaborazione proficua con la famiglia degli Hohenstaufen per la quale più volter sarà chiamato a fare da intermediario nelle dispute tra Federico II e il Pontefice.

    Von Salza sarà anche il principale artefice del progetto per la costituzione in Ungheria di un'entità territoriale amministrata e inquadrata nell'ordine teutonico manifestando così una prima inclinazione - che avrebbe suscitato e contrassegnato l'Ordine nei secoli successivi - ed un interesse per l'Europa ed i territori ancora sotto il dominio di popoli pagani quali erano i Carpazi. Più tardi, come vedremo, i teutonici fronteggiarono e civilizzarono le popolazioni indigene al di là dell'Oder e della Vistola, scontrandosi con i prussiani e i popoli del Baltico vale a dire nelle regioni in cui erano fortemente in gioco gli interessi del Sacro Romano Impero.

    Nel 1217 il Gran Maestro rientrò in Palestina dove prese parte alla quinta crociata indetta da Innocenzo III. Le operazioni militari cominciarono nel novembre con una cavalcata in Galilea quindi i crociati andarono a porre l'assedio davanti al monte Tabor. Nel novembre 1219 cadde in mani crociate Damietta: il Gran Maestro dei Teutonici sarà in prima fila nelle trattative diplomatiche con il sultano dell'Egitto Malik al Khamil che offriva Gerusalemme in cambio della restituzione di Damietta. L'intransigenza del legato papale fece saltare l'accordo che comunque sarebbe stato realizzato un decennio più tardi all'indomani della nuova crociata alla quale partecipò direttamente Federico II accolto come un trionfatore dai principi cristiani d'Oriente e come principale alleato, protettore e sovrano dai cavalieri teutonici. La sede dell'Ordine venne trasferita presso il castello di Montfort e Federico II sarebbe stato incoronato a Gerusalemme tra l'esultanza dei suoi cavalieri teutonici che ripeterono il cerimoniale simbolico della proskynesi come già avevano fatto in occasione dell'arrivo dell'imperatore ad Acri.

    L'Ordine Teutonico antepose sempre , a dispetto del legame che li univa alla Santa Sede, la fedeltà all'imperatore e l'ubbidienza alla casa regnante Hohenstaufen. Un connubio che avrebbe portato vantaggi per entrambe le due istituzioni e rafforzato l'unità imperiale e il sentimento nazionale tedesco.

    La fine della presenza teutonica in Palestina , come quella dei loro fratelli maggiori templari, coincide con l'ultimo sforzo della cristianità in terra d'Oriente di resistere alle intemperie e ai disordini che avevano contrassegnato l'intero XIIImo secolo nella regione. Costretti ad affrontare sia l'invasione mongola che la tenaglia musulmana le truppe cristiane sbandarono progressivamente non approfittando nè dei dissidi che esistevano in campo avversario nè delle numerose offerte di negoziati provenienti dai sultani. L'ultima roccaforte crociata , Acri, cadde nel maggio 1291. La resistenza dei templari, dei teutonici e dei cavalieri di San Giovanni venne spezzata dalle truppe del nuovo sultano Al Ahraf Khabil: finiva l'epopea crociata e la presenza militare dei cristiani in Palestina. Oltre trentamila cristiani persero la vita nel corso dei combattimenti per la difesa finale mentre i Teutonici rimasti con altri cavalieri superstiti raggiunsero Cipro e da lì Venezia dove nell'aprile 1292 venne eletto nuovo Gran Maestro Konrad von Feuchtwangen. Il grande sogno di un oriente latino e cristiano svaniva: i restanti possedimenti (Tiro, Sidone, Beirut, Chatel-Pelerin) vennero abbandonati l'estate seguente. La sede dell'Ordine venne trasferita a Marienburg nel 1309 e tale rimarrà fino al 1457 quando passerà a Konigsberg. Iniziava per l'Ordine Teutonico una nuova era: quella della spinta civilizzatrice verso Est.

    I territori che si apriva a oriente del Sacro Romano Impero Germanico erano abitati da popolazioni pagane. Dalle foci dell'Oder fino al golfo di Finlandia nelle steppe gelide che venivano bagnate dal corso di fiumi poderosi l'Ordine dei cavalieri teutonici avrebbe portato la sua missione civilizzatrice spingendosi ai confini con la Russia e nei settori settentrionali della Polonia. Dalla Vistola al Niemen si estendevano le zone abitate da popolazioni vetero-prussiane , provenienti da nord e insediatisi in quell'area fin dal IV secolo d.C. A nord e a sud-est del territorio dei vetero-prussiani si estendeva il paese dei lituani, dei lettoni e degli estoni. I primi due erano popoli indoeuropei mentre gli estoni (eestlased) simili per lingua ai loro vicini che vivevano oltre il golfo di Finlandia (ugro-finnici), abitavano quelle zone fin dal I millennio a.C.

    Guerre e faide di tribù, scontri, battaglie e cambi di alleanze contrassegnavano questa impervia regione d'Europa dove avevano interessi sia i re di Danimarca che quello di Polonia, numerosi principi tedeschi ma anche russi e dove le popolazioni locali si ribellavano con frequenza seminando il terrore tra le popolazioni tedesche della Livonia e della Pomerania ma anche per i principati della Polonia settentrionale. Nel 1225-26 venne invocato dal duca Conrad di Mazovia l'aiuto dei Teutonici. Fallita l'esperienza del Burzenland creato anni prima in terra di Transilvania l'Ordine Teutonico poteva ora dimostrare tutto il suo valore nella conquista dei territori a Est dell'Impero. La conquista della Prussia durerà una sessantina d'anni (1226-1283) nei quali , tra alterne fortune, i cavalieri si assicurarono il territorio di Kulm in Prussia nel quale vennero fondate le prime città creando un validissimo e agevole sistema di difesa che avrebbe garantito l'espansione tedesca a Oriente: Thorn, Nessau, Thorn furono i primi avamposti teutonici e le prime città nate fin dal 1230.

    La campagna del 1233-34 vedrà i crociati scontrarsi con i prussiani lungo le rive del fiume Sigurna vicino a Christburg sul territorio in cui i teutonici costruiranno le fortezze di Kulmsee e di Rehden controllando l'intera Pomesania e partendo da lì, in rapide campagne militari, negli anni successivi per attaccare la Pogesania sottomessa non senza fatica nel 1237. Due anni più tardi vennero conquistati anche i distretti di Warmia, Natangia e Bartonia dove l'Ordine iniziò la costruzione di nuovi castelli e fortezze (a Kreutzberg, Heilsber, Braunsberg, Bartenstein, Rossel e Weissenburg). Qualche anno dopo i teutonici intervennero anche in Livonia per contrastare le ribellioni delle tribù pagane dei lituani che minacciavano da sud-est i confini dello Stato teutonico che andava oramai palesandosi come una realtà di fatto.

    Una nuova minaccia, stavolta proveniente da Oriente, fu qualche anno dopo rappresentata dall'invasione tartara che nell'inverno 1236-37 aveva portato i mongoli in Russia. Lo scontro tra le forze crociate e i nuovi invasori orientali avvenne a Liegnitz nella Slesia il 9 aprile 1241. Malgrado l'afflusso di combattenti provenienti dall'Italia (la notizia non suscitò infatti alcun clamore tra i principi francesi) e inviati da Federico II a dar manforte al re di Polonia e ai suoi fedeli teutonici il campo cristiano venne sbaragliato. Ma i tartari avevano anch'essi subito perdite pesanti e dopo una breve incursione distruttrice in Ungheria si ritirarono in Russia rinunciando ai loro progetti espansionistici.

    L'invasione dei tartari ebbe ripercussioni nella stessa Prussia dove le popolazioni indigene si sollevarono occupando numerose fortezze e massacrando migliaia di abitanti. Il papa predicò allora una crociata contro il duca di Pomerelia alleatosi con i vetero-prussiani e nel 1242 i cavalieri teutonici ripresero il controllo della fortezza di Sartowitz e di Nakel mentre nell'aprile di quell'anno in Livonia per fermare l'avanzata dei russi verso il Baltico si sacrificarono in un'epica battaglia perduta sulle rive gelate del lago Peipous. Due anni più tardi ripresero i combattimenti che videro ancor più estendersi il dominio teutonico nelle regioni prussiane anche attraverso nuovi accordi e ampie donazioni concesse dai lituani tra il 1251 e il 1257.

    Il nuovo Gran Maestro dei teutonici, Popon d'Ostierna, che era stato antico Maestro provinciale di Prussia, conosceva le insidie che rappresentavano quelle popolazioni bellicose ai confini del nuovo organismo statale retto dall'Ordine così una nuova campagna militare tra il 1254-55 assicurerà il controllo della Sambia dove venne costruita una nuova città Konigsberg. Due anni più tardi fu il turno della Nardrovia e della Scalovia che ancora resistevano. Nel 1259 infine l'Ordine riprese le ostilità contro i lituani che , in superiorità numerica, riportarono una vittoria sulle truppe teutoniche a Durbe nel luglio 1260. Davanti all'insurrezione generale in Livonia e Lituania il nuovo papa, Alessandro IV, predicò una nuova crociata: i lituani alleatisi con i samogiti attaccarono l'anno dopo la Mazovia assediando le principali città dell'Ordine nella Warmia.

    La situazione si raddrizzò soltanto nel 1262 quando venne nominato nuovo Gran Maestro Anno di Sangershausen al quale spetterà il compito di riportare ordine manu militari nelle zone devastate che subirono nuove incursioni avversarie fino al 1265. Una pace venne sancita tre anni più tardi - dopo l'arrivo di un contingente di crociati accorsi a dar manforte dal Brandeburgo, dalla Turingia e dalla Boemia - e costò al nuovo duca di Pomerelia la cessione ai teutonici del territorio di Mewe sulla riva sinistra della Vistola. Nel 1272-73 i teutonici ripresero l'offensiva in Natangia e Pogesania e gli abitanti della Warmia, della Natangia fecero atto di sottomissione.

    In Livonia tuttavia rimaneva una situazione di generale incertezza: i trattati erano continuamente rimessi in discussione da alleanze spesso di convenienza tra lituani e russi, vetero-prussiani e estoni, lettoni e polacchi. Nel decennio successivo l'Ordine ristabilì la calma e pacificò la zona. All'inizio del nuovo secolo un'alleanza con i polacchi assicurò ai teutonici il controllo di Danzica (1309) e due anni più tardi l'Imperatore Enrico VII diede come feudo ai teutonici l'intera Pomerelia. L'insediamento teutonico in quella regione toglieva ai polacchi qualsiasi accesso diretto al mare e li condannava a restare una potenza continentale: fu questo il motivo principale per cui incominciarono le prime scaramucce nel 1316 e successivamente nel 1328 quando si trasformarono in guerra aperta. Le forte dell'Ordine vennero assediate, i villaggi incendiati e nel conflitto tra Polonia e Teutonici si inserì anche una lotta intestina per la corona polacca che vide sollevarsi il re di Boemia. Trattati e alleanze successive calmarono comunque la situazione che rimaneva comunque sempre tesa e si inasprì per la scomunica emessa dal tribunale pontificio che colpì il Gran Maestro e tutti i partecipanti al conflitto con la Polonia (1339).

    Indebolitisi dall'estenuante braccio di ferro militare e diplomatico con i polacchi i teutonici si rifaranno contro i lituani vinti a Dablawken nell'agosto 1338 , sconfitti nuovamente davanti alla fortezza di Veliona tre anni più tardi e successivamente - con l'aiuto fornito dal re di Danimarca - assoggettati nel 1346 dopo un trattato che garantiva la maggior parte dei possedimenti dell'Estonia all'Ordine.

    Nel 1348 un nuovo scontro avvenne nella piana di Anken (Oukaim) e nuove incursioni russe-lituane colpirono la Prussia e la Warmia nel 1349 e nel 1353-54. Tra nuove ribellioni sedate e territori persi e riannessi si giunse al 1370 quando furono condotte nuove campagne militari contro l'alleanza nemica che univa lituani, samogiti, russi e tartari. Il nuovo secolo segnò l'apogeo militare e politico dell'Ordine ma anche l'inizio della fine. Al massimo della sua potenza i teutonici controllavano la Prussia, la Livonia, Curlandia, la Semgallia e la città di Danzica che dava all'Ordine una potenza navale non irrilevante e provocherà malumori tra le città della Lega Anseatica che risulteranno decisivi per seminare sedizione e nuovi conflitti interni. Di questi si approfittarono sia i polacchi che i samogiti ed i loro alleati occasionali, russi e tartari , che nell'estate del 1410 infliggeranno una sconfitta rimasta storica ai cavalieri dalla croce nera: Tannenberg.

    Nella notte tra il 14 e il 15 luglio 1410 a Tannenberg i due eserciti si scontrarono: sessantamila le vittime in campo polacco, almeno quarantamila nelle fila dell'Ordine cioè i due/terzi degli effettivi. "L'eco della battaglia di Tannenberg ha segnato profondamente la memoria collettiva dei tedeschi, dei polacchi e degli slavi in generale. Per i polacchi la battaglia di Grunwald - è così che essi la indicano,. dato che era a Grunwald che Ladislao Jagellone aveva stabilito il suo quartier generale - appartiene ai grandi avvenimenti della storia polacca e non c'é città polacca che, ancora oggi, non abbia la sua via Grunwald ( UIica Grunwaldska). Per i tedeschi la sconfitta di Tannenberg non fu soltanto la disfatta dell'ordine teutonico, ma di tutto il mondo tedesco alle prese con il mondo slavo. L'affronto della battaglia di Tannenberg - die Schmach der Tannenbergschlacht - non sarà lavato che negli ultimi giorni del mese di agosto del 1914 con la vittoria di Hindenburg e di Ludendorff sui russi, nelle vicinanze del villaggio di Hohenstein; e sarà proprio Hindenburg che insisterà, presso Guglielmo II, capo della casata degli Hohenzoller - e a questo titolo erede lontano dell'ultimo gran maestro dell'ordine teutonico - affinchè fosse dato il nome di Tannenberg alla vittoria che egli aveva appena conseguito." (8)

    Comincerà da quel momento un lento declino alternato a momenti di rinascita che , tra alterne fortune, vedranno l'Ordine passare sotto il diretto controllo della casa regnante d'Austria-Ungheria, gli Asburgo, per la quale essi - come ordine ospitaliero - continuarono la loro opera di assistenza su tutti i fronti fino al primo conflitto mondiale.



    DAGOBERTO BELLUCCI





    NOTE -

    1) Renè Alleau - "Le origini occulte del Nazismo - Il Terzo Reich e le società segrete" ediz. "Mediterranee" - Roma 1989;

    2) Renè Alleau - ibidem;

    3) Eugen Lennhoff - "Politische Geheimbunde" - Vienna-Monaco-Zurigo 1966

    4) Marc Bloch - "La Societè Fèodale" - (Traduz. italiana "La società feudale" , Einaudi , Torino 1955);

    5) si veda in proposito Jacques Le Goff - "Il meraviglioso e il quotidiano nell'Occidente medioevale" - ediz. "Laterza" - Bari 1983 e V.E. Michelet - "Il segreto della cavalleria" , ediz. "Basaia" , Roma 1985;

    6) Gustave Cohen - "Histoire de la Chavalerie en France au Moyen Age", Paris 1949;

    7) M. Tumler/ U. Arnold - "Der Deutschen Orden von seinem Ursprung bis zur Gegenwart" - Bad Munstereifel , 1992;

    8) Henry Bogdan - "Cavalieri Teutonici" ediz. Piemme - Casale Monferrato

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