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Rif: Una domanda
Ffwebmagazine - "Retromarcia"? Ma quando mai...
E anche un videomessaggio viene stritolato dalla propaganda
"Retromarcia"?
Ma quando mai...
di Federico Brusadelli
Nessuna retromarcia. Nessuna spaccatura. Insomma, inutile che qualcuno, dalle parti del Pdl, tiri fuori lo champagne: nessuno “si è arreso”. Come ha spiegato Fabio Granata, «se il percorso sarà quello di arrivare in Aula a maggioranza invariata e se, peggio ancora, continua questo tentativo di garantirsi una striminzita maggioranza numerica, senza tenere conto della grande questione politica posta da Fini, non potremmo che votare la sfiducia. Abbiamo ritirato la delegazione dal governo e ci comporteremo di conseguenza, con la sfiducia».
Insomma, a Perugia Futuro e libertà ha avanzato richieste chiare, senza giri di parole, senza tatticismi e senza ipocrisie. Indicando una strada altrettanto chiara, da percorrere nel caso in cui quelle richieste non venissero accolte. Una strada in parte già percorsa: le dimissioni dei ministri e dei sottosegretari “futuristi” dal governo Berlusconi sono lì a testimoniarlo. Sono lì a ricordare che questa crisi non è uno scherzo.
Certo, i “tempi lunghi” e soprattutto il penoso mercatino di Natale che si svolgerà tra Palazzo Madama e Montecitorio fino al 14 dicembre, non promettono nulla di buono. Gli effetti nefasti già promettono di intossicare per un mese il dibattito pubblico e l’immagine della politica. Le tensioni si accumulano, le dichiarazioni si sprecano, i retroscena invadono le pagine dei giornali. E accade anche che un videomessaggio in cui Gianfranco Fini ribadisce quanto detto a Perugia, invitando i sostenitori ad andare avanti con il progetto di Fli con coraggio e chiedendo “responsabilità” a chi governa, venga strumentalizzato e travisato come fosse un passo indietro. Una vittoria, questa sì, di un certo modo tutto “berlusconiano” di raccontare l’informazione, distorcendola e strumentalizzandola. Ma, come ha ricordato Benedetto Della Vedova intervistato oggi dalla Stampa, «non è che tutte le volte che Fini parla, deve parlare di Berlusconi…».
Intanto Giuseppe Consolo, spesso catalogato tra le “colombe” ribadisce: «Seguo le indicazioni di Fini per convinzione, non per dovere. Il resto sono giornalate». E Roberto Menia assicura che «Fli non si spacca, mi pare una favola». Insomma, è tempo che Berlusconi metta sul tavolo, più che champagne e poltrone, un po’ di senso di responsabilità. Finora non se ne è visto.
19 novembre 2010