Butto lì la questione così, perché voglio evitare di dire assurdità.
Non penso che Platone ritenga che le idee si trovino in un luogo fisico (ovviamente)... Quindi qual è la loro vera essenza?
E qual è il significato del "mito della caverna"?


Butto lì la questione così, perché voglio evitare di dire assurdità.
Non penso che Platone ritenga che le idee si trovino in un luogo fisico (ovviamente)... Quindi qual è la loro vera essenza?
E qual è il significato del "mito della caverna"?
Gli Arya seggono ancora al picco dell'avvoltoio.


Le idee rispecchiano il mondo concettuale, intelleggibile..la realtà non è semplicemente percepita, sentita e veduta con gli occhi mortali, ma concepita e pensata, compresa..l'eidos è visione..ma visione dell'intelletto, non empirica..qui subentra un problema che è gnoseologico prima ancora che ontologico..non a caso i temi logico-ontologici occupano la maturità della sua riflessione filosofica..basti pensare al Teeteto, al Parmenide, al Sophista, al Politico..in cui la discussione sulle idee riguarda la loro relazione con l'Essere..mentre agli inizi entrano in gioco in relazione al tema della conoscenza, della possibilità e delle condizioni gnoseologiche..se la realtà è mutevole come vi può essere sapere stabile? Sofisti e scettici lo negavano appunto, Platone sfrutta e approfondisce il concetto di Socrate e suggerisce che l'essenza del reale non appartenga alla realtà empirica e diveniente che appare, d'altra parte se già siamo in grado di astrarre i contenuti dell'esperienza e di universalizzarli (se possiamo conoscere) significa che di queste essenze abbiamo in qualche modo già fatto esperienza (o come potremmo ricondurre l'instabile allo stabile?)..e qui si riallaccia (Menone, Fedro..) alla metempsicosi orfico-pitagorica, il mito della biga alata, la caduta dell'anima e la sua incarnazione, la dimensione dell'hyper-ouranos..ciò che appunto sta al di là del cielo..cioè al di là della dimensione fisica, meta-fisica appunto..
L'epistème è sapere incontrovertibile, scienza, è la scienza è possibile sul fondamento di ciò che è invariabile, giacchè è dell'eterno che si da sapienza..mentre ciò che non fa riferimento alla stabilità è opinione..si da opinione appunto di ciò che è diveniente, negabile, smentibile..gli uomini al buio nella caverna vedono le ombre..e ritengono Verità le ombre (le opinioni), solo liberandosi dalle catene e uscendo dalla caverna è possibile scorgere la luce..la Verità..ma bisogna imparare e saperla guardare senza rimanerne accecati..o saremmo tratti in inganno..e talvolta colui che si libera ritorna nella caverna per aiutare chi ancora è vincolato..questo il compito del Filosofo..che per questo dovrà essere legislatore..
Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.