Il capogruppo leghista alla Camera: «Siamo contrari all'ingresso della Turchia in Europa». Su Berlusconi: «La gente è stufa di gossip, bisogna parlare di problemi veri»
MILANO - I lettori di Corriere.it hanno incontrato in videochat l'onorevole Roberto Cota, presidente dei deputati della Lega nord. Molte le domande giunte, dal Federalismo fiscale al Pacchetto sicurezza, passando per il ruolo di Malpensa e le polemiche sul presidente del Consiglio Berlusconi di questi giorni.
La Lega nord non entrerà «mai nel Pdl», è stata l'affermazione di Cota, interpellato da uno dei lettori del sito sulle possibili conseguenze del referendum elettorale di giugno. «La lega - precisa - si è sempre presentata con il proprio simbolo, abbiamo la nostra identità». Sui rapporti con il Pdl, Cota osserva: «Siamo alleati affidabili, esprimiamo una classe dirigente di governo e in più: la dialettica costruttiva è fondamentale, altrimenti ci sarebbe omologazione. In ogni caso», ha specificato il parlamentare leghista, «il referendum non raggiungerà il quorum e approfitto di questa occasione per invitare la gente a fare altro il 21 giugno, perché questo referendum è una truffa».
Uno dei primi argomenti toccati durante la videochat è stato il ruolo dell'aeroporto di Malpensa. Diversi lettori hanno chiesto a Roberto Cota se è stato abbandonato anche dalla Lega? «Assolutamente no, anzi pensiamo che Malpensa sia strategica e necessaria per lo sviluppo del nord». La via per risollevare l'aeroporto milanese, ha proseguito, è «la liberalizzazione delle rotte e l'individuazione di nuovi vettori». Insomma, chiude sul punto Cota, «Alitalia è il passato, dobbiamo pensare al futuro e abbandonare il passato».
Sugli enti locali, Cota è stato molto chiaro. «Siamo contrari all'abolizione delle Province, se ci sono province inutili, si può pensare di fare accorpamenti ma l'istituzione è utile e necessaria. Servono per un 'azione di coordinamento tra i comuni, ne è esempio è la "Provincia Granda" di Cuneo». E poi l'onorevole della Lega ha proseguito, spiegando come «gli sprechi non sono nelle Province, sono altri e allora iniziamo a combattere quelli veri con il federalismo fiscale».
Inevitabile una serie di domande sulle polemiche di questi giorni sul premier Berlusconi. «Chi è Franceschini per giudicare Berlusconi come padre. Non si può permettere». Così il capogruppo della Lega alla Camera, che osserva come le ultime parole del segretario Pd su Berlusconi sono state anche «molto criticate dai suoi». Insomma, siamo di fronte a «uno scadimento della politica: l'opposizione e in particolare il Pd invece di entrare nel merito si è buttato sul gossip». Il che per il leghista crea una «maggiore distanza della sinistra con la gente che vuole risposta a problemi concreti». E sugli attacchi del premier alla magistratura? «Le polemiche sul funzionamento della giustizia sono vecchie ormai di 15 anni. Le riforme sono necessarie poiché la giustizia è al servizio della gente. La giustizia deve rispondere ai bisogni dei cittadini in tempo reale e quindi è giusto che essi possano controllare come funziona: per questo motivo ci vogliono dei meccanismi elettivi».
La Lega è «assolutamente contraria» all'ingresso della Turchia in Europa. Lo ha ribadito l'onorevole Roberto Cota alle doande dei lettori sull'argomento. «Noi non condividiamo la posizione di Berlusconi in questo senso e infatti la Lega è un partito a sé, non siamo nel Pdl». La contrarietà del Carroccio è dovuta, spiega poi Cota, a motivazioni culturali («Temiamo una rapida islamizzazione») ed economiche («Il loro sistema economico è troppo diverso dal nostro, potrebbero fare concorrenza sleale»). Sull'Unione Europea, il parlamentare ha spiegato che la Lega «vuole un'Europa più democratica, dove le decisioni possono essere sindacate attraverso referendum all'interno dei vari Paesi. Non possiamo inoltre pensare che la gestione dell'immigrazione sia una questione lasciata interamente a noi».




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