Culo e camicia con il sionismo?
E chi sarebbe invece il baluardo anti-sionista in Italia? Quel prezzolato di Di Pietro?
Berlusconi OGGI rappresenta l'asse filo-russo della politica italiana.
E questo è un dato di fatto.
Un dato di fatto che non piace agli americani nè tanto meno agli inglesi.
Gli ebrei in tutto ciò hanno una linea ambigua: da un lato sono legati da un'alleanza di lunga data con gli Stati Uniti d'America, il che porterebbe Tel Aviv a stare con Obama contro Eni-Gazprom, dall'altro Israele vede al governo anche la destra nazionalista laica (non religiosa quindi) di origine russa, quella di Liebermann, il quale tiene rapporti con l'ala più 'moderata' dei cetnici serbi e con Lukashenko - fedele 'vassallo' di Putin - ed inoltre sta auspicando da tempo un avvicinamento alla Russia, dettato anche dal fatto che Obama ha deciso di puntare ad una strategia di accerchiamento della Russia (vedi Cecenia e Ossezia e, in precedenza, le rivoluzioni colorate) che passi per i paesi arabi ed islamici oltre che per i Balcani (vedi Bosnia e Kosovo).
In tutto ciò, l'Italia di Berlusconi, pur essendo, come tutti i paesei europei membri della NATO, un paese a sovranità limitata, sta facendo una politica economica ed energetica che converge con quella russa.
Gli stessi accordi con Gheddafi sono stati fatti solamente per favorire ulteriormente i convergenti interessi italiani e russi (ed in tal senso si sta cominciando ad ottenere qualcosa con il blocco dei flussi migratori clandestini) in campo energetico.
Berlusconi ha capito che con la crisi attuale rimanere agganciati all'America è un suicidio. Inoltre Berlusconi ha anche interessi privati - mi pare nel campo dell'edilizia ma potrei sbagliarmi - in Russia, il che ha favorito ulteriomente l'avvicinamento sempre più repentino alla Federazione Russa.
Oggi sta sorgendo in seno all'Europa un nuovo asse geopolitico fra Russia, Italia, Bielorussia, Serbia, Grecia, Cipro e Repubblica Ceca.
In fondo, anche le analisi geopolitiche più imparziali, dicono che il futuro è l'Eurussia, non un Occidente persistentemente ancorato all'America, oltre tutto all'America di Obama.
Certo, rimangono le incognite Germania e Francia che, in teoria, dovrebbero sposare quest'asse con la Russia, ma attualmente sono governate da coalizioni troppo filo-americane e troppo legate all'atlantismo: vedi Sarkozy e Merkel.
Che tutto questo rimescolamento delle carte nel Mediterraneo e in Europa dia fastidio ad Obama e a determinate lobbies nonchè oligarchie finanziarie non mi pare un mistero per nessuno.
Che il Berluska era meglio non averlo al governo, per questi 'poteri', non mi pare tanto peregrino ipotizzarlo.
Che il PD sia più legato agli americani che ai russi non è un mistero, a parte forse (e ribadisco forse) l'ala dalemiana, che ha sempre avuto l'ambiguità di essere critica verso gli USA e Israele solo quando al potere ci sono Repubblicani e Likud, per poi invece sposarne acriticamente le rispettive cause appena salgono su Democratici e Laburisti o partiti meno 'nazionalisti' (mi riferisco ad Israele in quest'ultimo caso).
Berlusconi è un potere forte, un parvenu. Questa è la sua debolezza ma al tempo stesso la sua forza, che gli permette di potersene 'fregare' relativamente di Confidustria, Draghi e affini, che sono chiaramente legati all'asse filo-americano e al 'partito atlantico'.





Rispondi Citando
hefico: 
ncav
.
