Semplicemente le lingue sono dinamiche e si trasformano costantemente, almeno finche non muoiono, perciò non esiste un giusto ed uno sbagliato, non esiste il concetto di dover essere in una lingua.
Un altro discorso può essere quello sul lessico che diminuisce e si imbastardisce, ma è un'altra cosa.
Comunque non capisco questo astio di molti nei confronti delle materie letterarie a scuola, non è che il problema vero sia il fastidio provato nel dover usare gugòl traduttore ogni volta che si legge un "carpe diem" qualsiasi?





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