Buonasera,
grazie a You Tube nella Rete ora si possono reperire molti esempi di cori religiosi ortodossi; altrimenti difficili da reperire.
Questo è Nikodimos Kabarnos uno psaltis greco con una voce molto bella .
poi ordinato Diacono.


Buonasera,
grazie a You Tube nella Rete ora si possono reperire molti esempi di cori religiosi ortodossi; altrimenti difficili da reperire.
Questo è Nikodimos Kabarnos uno psaltis greco con una voce molto bella .
poi ordinato Diacono.


Questa litania cantata da Kabarnos è meravigliosa!!!
Ultima modifica di Aquileiense; 26-11-10 alle 00:30


, tropario principale di quella che viene detta akolutia del nymphios ( uffio dello sposo) che viene recitato alla sera sera della Domenica delle palme ( orthos del Luned' santo , all'orthos del martedì santo)


...sempre cantato dal p. Nikòdimos Kavarnòs una parte dell'Ufficio del Piccolo Canone Paraklitikos alla Deipara
sottofondo il tintinnare del turibolo con l'incenso.


Gli arabi hanno una grande tradizione di canto ecclesiastico ortodosso.
come un po' in tutto il mondo anche in questo caso alcuni grandi cantanti "laici" si cimentano in questo campo.
Un esempio famoso è dato dalla celebre cantante libanese Fairuz, nata da genitori cattolici di tradizione "siriaca", sembra si sia convertita all'Ortodossia all'atto del suo matrimonio e viene ritenuta una delle maggiori cantanti arabe (ora ha + di 70 anni ).
Questo è il "Christos Anesti" in arabo e greco. La Fairuz canta alternandosi con un coro (in greco e arabo).
E' una donna con una voce favolosa.
Concludo inserendo una frazione dell'Ufficiatura del Grande Venerdì (in arabo e greco). Anche qui la voce femminile è della Fairuz
Ultima modifica di Aj Maxam; 27-11-10 alle 20:29


Buonasera,
quella Serba è un'altra grande tradizione Cristiana:
Pavle Aksentijevic


bella voce quella dello psaltis serbo.
si può sentire l'influenza greco-costantinopolitana ( il neanè, l'ison e l'assenza della polifona sviluppata in russia, ). In questo caso c'è un uso melismatico del neanè, come in molti tropari greci ( neanè e tirirem)


Buonasera,
nel 1794 partirono dal monastero di Valaam otto monaci con destinazione l'America Russa, cioè l'Alaska.
Qui c'erano già dei fedeli nativi, convertiti dai mercanti di pellicce russi, però mancavano i sacerdoti.
Venne pertanto scelto il celebre Monastero di Valaam che già aveva contribuito alla conversione delle tribù finniche del nord; i monaci partirono il 21 dic. 1793 ed arrivarono in Alaska il 24 sett.1794; (monaci/missionari russi erano già presenti in Cina nel 1686) l'arrivo dei monaci diede un carattere più stabile alla Fede in Alaska, oltre ad aumentare la protezione nei confronti dei nativi anche qui vessati dalle autorità europee.
I monaci ed i successivi sacerdoti , sia russi che creoli (=meticci) si misero subito a tradurre nelle lingue native i vari Uffici Divini, ponendo delle stabili fondamenta al Cristianesimo in Alaska, che nemmeno la successiva cessione agli Usa ed il conseguente favore accordato alle correnti occidentali latine riusciranno a sradicare ed inoltre senza veder nascere quei culti sincretisti che interessarono altre aree delle Americhe (es. Culto di Bel Lago, Native American Church o il culto della Croce Parlante in Messico)


Buonasera,
premesso che il presente post non ha come tema i "cori ortodossi" e quindi è fuori posto.
Ho scelto di inserire qui le seguenti foto solo per non disperdere il discorso iniziato con la corale del Monastero Russo di Valaam.
Monastero da cui partirono i primi missionari religiosi ortodossi verso l'America.
Killisnoo Russian Society : foto scattata verso la fine dell'ottocento o primi anni del 1900.
L'impero se ne era andato da mezzo secolo, però se ingrandite la foto vedrete che la maggior parte di questi "russi" sono indiani Tlingit.
lettera del 18/04/1835 (calendario ortodosso) in cui il futuro S.Innokentij informava il suo vescovo (ad Irkutsk) che erano pronti i primi catechismi in lingua Aleuta.
questo è il primo dizionario in Tlingit e Kodiak, due lingue native dell'Alaska, stampato a S.Pietroburgo nel 1846. (Kolosh è il nome russo dei Tlingit).
Sitka (Alaska). Indiani Tlingit con il parroco russo. L'uomo vicino al prete (con il bastone da passeggio e cilindro) è Archie Demetris White (1848/1938) un capo clan Tlingit; parlava fluentemente sia il Tlingit che il Russo.
Ora la lingua Tlingit dopo più di 150 anni di "cure" occidentali è quasi estinta!
fine del "fuori onda" ...per chi volesse vedere altre foto storiche dall'Alaska il sito è il seguente:
Alaska's Digital Archives : Home

