E' stato pubblicato l'annuale rapporto sulla corruzione rilevata nei vari paesi del mondo.
Il rapporto della Corruption Perception Index è calcolato da Transparency International, un'organizzazione internazionale non governativa, fondata nel maggio 1993, che si occupa della corruzione, non solo politica.
L'Italia scende ancora nella classifica sulla percezione della corruzione, perde 4 posti rispetto al 2009, 12 rispetto al 2008, e scivola al 67° posto nell’indice sulla percezione della corruzione.
Nella classifica del Corruption Perception Index 2010, l’Italia ha ottenuto un punteggio di 3,9 su una scala da zero (livelli alti di corruzione) a 10 (livelli bassi), in discesa rispetto all’anno scorso, quando aveva registrato uno score di 4,3, e al 2008 (4,8 punti).
Dal rilevamento dei 178 Paesi presi in considerazione, risulta che gli Stati riscontrati più onesti sono quelli con la Monarchia come istituzione; tra i primi 10 Paesi, sono ben 7 le Monarchie e 3 le repubbliche, tra i primi 20 Paesi, 12 Monarchie contro 8 repubbliche.
In fondo alla classifica, ci sono stranamente quei Paesi, sogno di ogni democratico, che un re non l'hanno e non lo vogliono, in cui la repubblica dà il meglio di sè, favorendo il governo non di obsoleti aristocratici, ma di popolani di ogni estrazione, con uniforme o senza, mascherati con occhiali neri o meno, comunque provenienti dalla popolare linfa vitale della nazione che scorre negli intimi gangli del paese... tanto intimi che nemmeno una TAC riesce ad individuarne i gangliomi!
E' da sottolineare che gli Stati Uniti sono usciti dalla top 20 dei meno corrotti, collocandosi al 22° posto.
La repubblica Italiana è, nemmeno dirlo, non solo in coda ai paesi europei, ma si trova al 67° posto, addirittura dopo il Rwanda.
Basta ciò ad aprire gli occhi dei suoi "entusiasti" e a dimostrare quanto efficace sia la vigile, costante e paterna azione del presidente di questa repubblica in continua crescita?
il presidente
onesto, vigile, superpartes, fortuna e vanto della repubblica!






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iango:
