



I fondi non vanno da nessuna parte, per il semplice motivo che ormai non ci sono più, l'unica soluzione sarebbe tagliare le spese inutili (pubblica amministrazione, guerre e missioni di pace varie ed eventuali etc etc) e utilizzare il ricavato in maniera decente. Ma dato che abbiamo una classe dirigente di untermensch questo non accadrà mai, quindi giù con i tagli all'istruzione, tanto per il popolino di merda ''il professore è sempre un barone che non fa un cazzo''.


I fondi andrebbero ai professori e più in generale all'Università stessa.
Se non ci sono fondi si taglia il personale - soprattutto quello che non produce. Quindi, qualora fosse così, in strada dovremmo trovare esclusivamente professori universitari e delle superiori che stanno per essere licenziati.
Invece troviamo marmaglia varia - notare bene le foto dei manifestanti - che solidarizza con i migranti e che protesta contro Berlusconi. Se avessero davvero a cuore la situazione dei professori e delle strutture universitarie, ad esempio, non rovinerebbero le strutture quotidianamente - sai meglio di me a quale università, a quale cortile e a quale androne faccio riferimento.
I professori invece si agitano più per motivi ideologici che personali dal momento che non verranno licenziati, essendo garantito lo stipendio dalle rette opportunamente aumentate.
Ultima modifica di Lucio Vero; 26-11-10 alle 15:20




Druso , io ho capito un'altra cosa.
Attualmente i fondi per le università arrivano a studente .
In pratica le università e i rettori più si inventano corsi strampalati, più "attizzano" gli studenti con esami facili da superare e più arrivano soldi dallo Stato .
Alla fine, chi si è fatto "un mazzo così" per laurearsi in un università seria si vede superato ai concorsi da chi ,invece, ha preso un voto più alto in una università regala laurea.
Inoltre attualmente , quando si nominano i professori , il concorso è locale ed è organizzato dal rettore o dai professori di ruolo , cosicchè, facilmente, si infilano i parenti e gli amici o i nomi indicati dai partiti .
Basta seguire "striscia la notizia" per vedere gli scandali di università nelle quali i cognomi son tutti uguali.
la Gelmini dice :
1) i professori lo diventano tali con concorso nazionale e non più locale
2) le università devono prendere i professori da un albo che si riempie con le nomine provenienti dal concorso in base ai loro punteggi e alla meritocrazia .
3) I soldi vanno alle università eccellenti e non più a pioggia .
4) i ricercatori vengono assunti a tempo determinato e dopo tre anni se hanno pubblicato e hanno lavorato bene posssono accedere come associati in caso contrario : aria! Basta stipendi per non fare un c@@o!.
5) tutti quei corsi inutili, buoni solo a pagare gli stipendi ai professori-baroni con pochi alunni vengono soppressi
6) si indirizzano gli studenti verso le direzioni giuste , non come ora che mancano infermieri , tecnici di laboratorio e ingegneri e i corsi di scienza della comunicazione ( laurea inutile e di difficile inserimento ) sono pieni di studenti.
In pratica non piu la filosofia dell'appiattimento verso il basso ma aiuto concreto al merito e al sacrificio .
Le università che sfornano lauree facili avranno difficoltà a sopravvivere .
Questo è quello che ho capito io della Gelmini
Chiaramente tutto ciò va contro gli interessi di chi vive di privilegi




La riforma Gelmini si basa (ammesso che ce la faccia ad entrare in vigore cosa di cui dubito dato che i finiani la hanno boicottata al parlamento)su diversi punti molto interessanti:
Anzitutto si abolisce la figura del ricercatore a vita che esiste attualmente per cui i ricercatori diventano (diventerebbero) ricercatori a tempo determinato una volta vinto il concorso ravrebbero un contratto di 3 anni rinnovabile per altri 3 e poi o diventano professori associati passando il concorso dopo i primi tre anni o nei successivi tre o altrimenti il contratto di ricercatore non è piu rinnovabile.
Poi la figura del Rettore non è piu rieleggibile per piu di due violte abolendo quindi la figura del Rettore rieletto per 7 volte che alcuno atenei hanno finora purtroppo seguito.
Infine si prevede la limitazione dei troppi corsi di laurea che hanno inflazionato eccessivamente e un po' svilito finora l'università (la precedente riforma tre piu due aveva fatto lievitare i corsi di laurea da ottocento che erano negli anni novanta agli attuali tremila tanto per capire)In partcolare si prevede che i corsi di laurea che hanno un numero minimo di studenti (che ne hanno solo venti tanto per capirci) verranno soppressi.
Infine punto interessante i F.F.O. ossia i fondi di finanziamento ordinario per le università avrebbero avuto una svolta: gli atenei con i bilanci in ordine avrebbero avuto piu fondio di quanti ne ricevono ora mentre gli atenei con i bilanci in rosso ne avrebbero avuti meno.
Ultima modifica di C@scista; 26-11-10 alle 15:26


lascio perdere i finiani, nuovi alfieri del parassitismo statale e parastatale (altro che 'futuro'; sono la merda della conservazione).
interessante invece questo appello a sostegno della riforma gelmini
Difendiamo l'Università dalla demagogia. Appello - [ Il Foglio.it › La giornata ]


Taglia i corsi,
Secondo te chi ti guarda il curriculum non sa che ''laureato in economia in Bocconi'' sia diverso da ''laureato in economia in Bicocca''?Alla fine, chi si è fatto "un mazzo così" per laurearsi in un università seria si vede superato ai concorsi da chi ,invece, ha preso un voto più alto in una università regala laurea.
Sarà, io però nella mia università vedo professori di 60-70 anni, con un bel po' di pubblicazione alle spalle, che hanno ancora il grado di ''ricercatore''.Inoltre attualmente , quando si nominano i professori , il concorso è locale ed è organizzato dal rettore o dai professori di ruolo , cosicchè, facilmente, si infilano i parenti e gli amici o i nomi indicati dai partiti .
In Italia cosa c'è di non scandaloso?Basta seguire "striscia la notizia" per vedere gli scandali di università nelle quali i cognomi son tutti uguali.
La morte della meritocrazia.la Gelmini dice :
1) i professori lo diventano tali con concorso nazionale e non più locale
Stronzata.2) le università devono prendere i professori da un albo che si riempie con le nomine provenienti dal concorso in base ai loro punteggi e alla meritocrazia .
Io non so cosa cazzo succeda nelle altre università, ma da me pure i dottorandi hanno più di una pubblicazione.4) i ricercatori vengono assunti a tempo determinato e dopo tre anni se hanno pubblicato e hanno lavorato bene posssono accedere come associati in caso contrario : aria! Basta stipendi per non fare un c@@o!.
Corsi inutili raramente ce ne sono, al massimo ci sono corsi di laurea inutile, è diverso.5) tutti quei corsi inutili, buoni solo a pagare gli stipendi ai professori-baroni con pochi alunni vengono soppressi
Altro luogo comune, scienze delle comunicazione a Milano è a numero chiuso, il politecnico ha un sacco di iscritti ma molti fanno fatica a laurearsi perché è organizzato di merda e dare gli esami diventa spesso un inferno, e questo è causato dalla mancanza di fondi.6) si indirizzano gli studenti verso le direzioni giuste , non come ora che mancano infermieri , tecnici di laboratorio e ingegneri e i corsi di scienza della comunicazione ( laurea inutile e di difficile inserimento ) sono pieni di studenti.
E in base a cosa giudichi se una laurea è facile o meno?In pratica non piu la filosofia dell'appiattimento verso il basso ma aiuto concreto al merito e al sacrificio .
Le università che sfornano lauree facili avranno difficoltà a sopravvivere .

