



Di fatto è cosi, sono d'accordo. Però vorrei ampliare un po' il discorso.
se si parla di "farsi una cultura" io dico che questo è sempre segno di saggezza e che quindi tutti sono tenuti a farlo.
ma se si parla di laurea storco il naso. Dico subito che io mi sono fermato al diploma superiore, una scelta che sono convinto essere stata giustissima.
è vero che per alcuni lavori non ti accettano manco al colloquio se non hai la laurea ma questa però è una stronzata che deve cambiare. Deve cambiare perché la laurea non vuol dire automaticamente "questa persona sa più cose o è più in gamba di una con la terza media o il diploma". io col diploma da ragioniere programmatore ne so molto di più di gran parte di miei amici laureati in informatica (ho approfondito per i cazzi miei). E difatti mi assunsero come programmatore dopo aver fatto dei colloqui pratici in una azienda, colloqui dove c'erano diplomati come me e anche laureati freschi freschi.
poi secondo me ci sono due punti fermi importanti da capire:
1) chi pensa di aver diritto di guadagnare un bello stipendio solo perché laureato, non ha capito una mazza.
per quale strambo motivo il laureato medio dovrebbe guadagnare più di 1.000 euro al mese? lo stipendio deve essere dato in base al titolo di studio acquisito o in base alla qualità e alla quantità del lavoro effettuato?
ci sono tanti laureati che non fanno niente, conosco amici ricercatori che lavorano 25 ore alla settimana, non producono niente di utile ma fanno solo presenza all'università, facendo qualche lavoretto tipo analisi di terreni agricoli e prendono 1.200 euro al mese. Invece conosco operai che si fanno il culo 45 ore alla settimana, rovinandosi la vita in fabbrica, con la terza media, per 1.000 euro al mese.
chi è che subisce l'ingiustizia, questi operai di cui ho fatto esempio o i laureati "medi"??
2) il sistema produttivo ha bisogno in maggioranza di lavori per i quali la laurea non serve ad un benemerito cazzo.
nella realtà esiste la società che ha determinati bisogni, un certo numero di: medici, spazzini, operai, insegnanti, ingegneri, falegnami, elettricisti, avvocati, macellai, eccetera.
nella società sono molto più richiesti lavori umili che lavori per i quali occorre la laurea o il dottorato.
è completamente ASSURDO pensare che il governo deve inventarsi lavori che non servono e non ci sono per tutte le migliaia di laureati e dottorati che escono ogni anno!! il sistema produttivo non funziona in base ai desideri del governo o dei laureati, funziona in base alle necessità reali della popolazione.
faccio un esempio pratico: mettiamo che il sistema produttivo italiano abbisogni di circa 1000 ingegneri l'anno. mettiamo che l'università sforni invece 2000 ingegneri all'anno. la metà degli ingegneri che finisce a fare lo spazzino è colpa del governo? no è semplicemente un fatto naturale dell'economia.
Ultima modifica di QUINTO; 26-11-10 alle 22:01
Diciamo basta alla sinistra dei colpi di Stato e delle menzogne!


Oggi l'idraulico, il panettiere e altre formazioni artigianali danno buone prospettive di inserimento nel mondo del lavoro con una quantità di studio da dover svolgere nettamente inferiore rispetto al conseguimento della più inutile delle lauree.
Sempre nel mondo del lavoro ho notato che cominciano ad esserci pregiudizi nei confronti di alcune facoltà tipo scienze della comunicazione e scienze politiche. Economia è vista come linea di confine tra corso utile/inutile.
Sarebbe forse il caso di tagliare una marea di facoltà inutili e valutare la qualità dei singoli istituti universitari. Nel frattempo bisognerebbe valorizzare le professioni artigianali che spesso danno ottime prospettive di guadagno.
Ultima modifica di Squalo; 27-11-10 alle 00:06


Io di sta riforma ho capito poco anche perchè sono 10 anni che mi sono laureato e non mi interesa nemmeno più tanto , alcuni aspetti della riforma Gelmini sono eccellenti , specie quelli "procedurali" ma non coi tagli , imposti da Tremonti alla Gelmini secondo la solita logica classista del governo (pro-ricchi , pro-scuole private , pro-cliniche private e anti tutto il resto) , il settore universitario dovrebbe essere l'ultima ad essre tagliato in tempi di crisi perchè una Nazione non può darsi la zappa sui piedi da sola , non si capisc ecome cavolo possa migliorare l'università (che fa pena diciamolo...) se addirittura invece di metterci maggiori risorse gliene togli!
Però i fondi alle scuole private non li hanno tagliati anzi...
CLAUDIA CONTE, TI AMO!








No, ma sinceramente il luogo comune "private = diplomifici" è una stronzata che non trova riscontro nella realtà.
Come ho scritto anche sul Nazionale, a Milano le scuole migliori sono private paritarie e non pubbliche. Basterebbe che lo Stato desse i fondi non a cazzo di cane e a tutti indistintamente ma solo a scuole private paritarie di un certo livello e non a quelle che de facto sono diplomifici.
Poi, io capisco perfettamente che un conto è la realtà delle grandi città come Milano o Roma o Torino e un'altra è la realtà di centri abitati più piccoli. Però, ripeto, se si applicasse un criterio meritocratico sarebbe solo meglio e il problema neanche si porrebbe.
Ultima modifica di Giò; 27-11-10 alle 04:29




Ma stiamo parlando di lauree o di banane? Se uno è portato per frequentare ingegneria farà quello, se uno non è portato per quel tipo di studi farà altro.
Certo, uno che si laureerà in lettere avrà infinitamente meno possibilità di uno che si laureerà in ingegneria ma questo non è colpa dello stato perchè non offre occupazione, in realtà è colpa dello stato perchè non ha imposto numeri limitati alla frequentazione dei corsi di laurea e non ha dissuaso abbastanza i ragazzi dal frequentare simili università.
Se vuoi farti buono, pratica queste tre cose e tutto andrà bene: allegria, studio, pietà. (San Giovanni Bosco)