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100 miliardi per il Sud? | sikeloi
“Abbiamo dato il via libera ad un piano importante dalle cifre rilevanti. Credo che con questo piano il governo faccia tutto quello che si può fare per tenere insieme l’Italia”, questo Ella ha dichiarato il 26 novembre scorso, presentando il piano da 100 miliardi di euro per il Sud.
Fermo restando che, ad oggi, credo si tratti solo di buone intenzioni, senza una ben definita copertura finanziaria, mi pare di aver letto che una somma indicativamente compresa tra 8 e 18 miliardi dovrebbe provenire dalla riprogrammazione dei fondi 2000-2006; altri 19 miliardi circa sarebbero attinti dai fondi 2007-2013; ulteriori 40 miliardi proverrebbero da fondi comunitari non spesi, per un totale oscillante tra 67 e 77 miliardi, nel loro complesso destinati al potenziamento della rete dei trasporti, a fondi per edilizia scolastica, alla costituzione di una Banca del Mezzogiorno, a fondi per la piccola e media impresa, ad interventi in materia di giustizia e sicurezza. Altri 20 miliardi, variamente recuperati, dovrebbero essere destinati al nord.
Diciamo, quindi, che “100 miliardi per il Sud” è un’espressione non propriamente esatta!
Ma andiamo avanti.
Mi è già capitato di leggere, sulla rete, i primi commenti molto …, come dire, … coloriti da parte di qualche grand’uomo “padano” in merito a questo ipotetico fiume di denaro per il Sud, mentre al nord andrebbero, come sempre (secondo loro), solamente le briciole.
Mi permetta, allora, di focalizzare alcuni punti.
Certamente importante, forse preponderante, sarà la quota destinata alla realizzazione di grandi opere: linee ad alta capacità lungo le tratte Napoli-Bari-Lecce-Taranto, Salerno-Reggio Calabria, Catania-Palermo; banda larga; ponte sullo stretto; et cetera.
Senza entrare nel dettaglio dell’utilità, ovvero dell’inutilità e dello spreco che, a tutt’oggi, è risultata essere la rete ad alta velocità / alta capacità italiana, mi corre l’obbligo di farLe notare come, in realtà, al nord sia stata realizzata, negli ultimi vent’anni circa, la grandissima parte della rete stessa.
(da Treno ad alta velocità - Wikipedia)
[...] La prima linea veloce messa in progetto in Europa è stata l’italiana Direttissima che collega Firenze a Roma (254 km), costruita tra il 1970 e il 1992. [...] La società RFI S.p.A. del Gruppo Ferrovie dello Stato S.p.A. sta facendo costruire, [...] soprattutto tramite la controllata TAV S.p.A., nuovi tronchi di linee Alta Velocità-Alta Capacità (AV-AC) lungo le direttrici Torino-Trieste, Milano-Salerno e Tortona/Novi Ligure-Genova [...]. Partito nel 1991, il progetto Alta Velocità era stato pubblicizzato come la prima applicazione della partecipazione di capitali privati alla realizzazione di un’opera pubblica: si prevedeva una spesa di 15 miliardi di euro, quasi completamente coperta da capitali privati. [...] Purtroppo, [...] già oggi, ad opere ancora da ultimare, i 15 miliardi sono diventati 32, al 100% a carico dello Stato Italiano [...] La parte preponderante della linea Roma-Napoli è entrata in esercizio il 19 dicembre 2005. Il 10 febbraio 2006 è stato inaugurato anche il tragitto Torino-Novara, il 1º marzo 2007 è stata aperta la tratta Padova-Venezia, il 2 luglio 2007 quella tra Milano e Treviglio, nel giugno 2008 è stata completata e messa in esercizio la linea Napoli-Salerno e il 14 dicembre 2008 la linea Milano-Bologna. Il 5 dicembre 2009 è stata inaugurata [...] la linea Torino-Salerno. Il 13 dicembre 2009 sono entrate in esercizio la linea tra Bologna e Firenze e quella tra Novara e Milano [...]. Sono inoltre in fase di progettazione le tratte Treviglio-Verona, Verona-Padova, Venezia-Trieste e Tortona/Novi Ligure-Genova (“terzo valico dei Giovi”) che connetterà Genova alla rete della Pianura Padana.
(da Alta voracità di Riccardo Bocca, Alta voracità - L'espresso)
[...] il sogno dell’Alta velocità si è trasformato presto in un incubo. Sia sul fronte economico che su quello progettuale. Ferdinando Imposimato, presidente onorario aggiunto della Corte di cassazione, non ha problemi a dire che “l’Alta velocità è la pastoia della politica italiana, una fonte di finanziamento illecito dei partiti e della criminalità organizzata”. Gli ambientalisti la definiscono “inutile, dannosa, e frutto di valutazioni errate”. [...]
In merito ai costi, giusto qualche dato tratto dalla stessa fonte (gli importi, espressi in milioni di euro, sono aggiornati a dicembre 2006):
tratta costo
Roma-Napoli 6.235
Milano-Torino 7.778
Bologna-Milano 7.150
Milano-Verona 5.735
Altra interessante fonte è l’analisi dell’ing. Ivan Cicconi, che vale la pena di leggere anche per comprendere la valenza effettiva del progetto AV / AC (http://soalinux.comune.firenze.it/id...2024.6.’08.pdf).
Vi si desumono, tra l’altro, i seguenti costi (in milioni di euro ed elaborati nell’aprile del 2008):
tratta costo
Torino-Novara 6.438
Novara-Milano 3.021
Milano-Bologna 9.646
Bologna-Firenze 7.519
Roma-Napoli 9.649
che, nel loro complesso ed unitamente ad adeguamenti sulle linee aeree lungo la preesistente tratta Firenze-Roma, hanno dato vita alla tratta Torino-Napoli.
I più bassi costi al chilometro si sono avuti lungo le tratte Firenze-Roma e Roma-Napoli. Non lungo le tratte “padane”!
Se consideriamo anche i seguenti altri costi approssimati (in milioni di euro):
tratta costo
Tortona/Novi Ligure-Genova >5.000
Milano-Verona 5.735
Padova-Venezia 467
e (realisticamente) stimiamo in almeno 3.000 milioni di euro i costi per la realizzazione della tratta Venezia-Trieste (155 km) ed in 1.600 milioni di euro i costi per la tratta Verona-Padova (km 80), le uniche non ancora avviate per quanto già progettate o in fase di progettazione, si perviene ad una cifra (approssimata per difetto) dell’ordine di 42 miliardi di euro per le sole tratte … “padane”! Ripeto, per le sole tratte … “padane”, non più giù di Firenze; manca tutto il centro-sud! E tenga conto che gran parte dei costi sono già stati sostenuti in anni o decenni scorsi ed i relativi importi corrisponderebbero oggi a cifre molto più elevate.
La prego di perdonarmi se le cifre non sono dettagliatamente esatte o aggiornate, tratto un argomento a me non familiare. Ma, a meno che non ci si voglia prendere in giro, mi parrebbe di capire, quindi, che le previste tratte ad alta capacità (prescindendo, ripeto, dalla grandiosità ed utilità ovvero dal disastro ambientale – e non solo – che potrebbero comportare) rappresentano semplicemente la prosecuzione di un progetto ambizioso che è stato avviato già da tempo. Mi pare altresì di capire che, a fronte delle somme di cui oggi (forse a sproposito) si parla, la realizzazione di analoghe opere ha già comportato un vero (e non solo ipotetico) fiume di denaro verso il nord. E siccome in questo paese, qualsiasi cosa si debba realizzare, si parte sempre dal nord e solamente poi, molto poi, si pensa talvolta di estenderla anche al Sud, non capisco come si possa oggi parlare di privilegi per il Sud e di briciole per il nord!
Anche quando guardo le previsioni meteo in televisione, che io ricordi dal colonnello Bernacca in poi, si è sempre iniziato dal nord!!!
Ma c’è dell’altro.
Chi mai realizzerà questi interventi? Certamente non nell’arco di uno o due anni, forse neanche in dieci o venti e probabilmente con iniezioni di altro denaro!
Chi, di fatto, usufruirà delle immense somme (che si vorrebbero) stanziate?Io sono pronto a scommettere: le grandi imprese del nord. Come sempre!
Mi verrebbe quasi da pensare che anche le grandi opere al Sud vengano programmate ed appaltate per rimpinguare le casse delle grandi imprese del nord!
Ma non ho ancora finito.
E’ sorprendente che anche la lega, suo fedele alleato di governo, non abbia battuto ciglio di fronte ad un simile (o inverosimile?) piano per il Sud. A maggior ragione sorprendente, se è vero che proprio molti elettori della lega si sono coloritamente incazzati …!
Anche in questo caso, sono pronto a scommettere: la lega non ha battuto ciglio perché sa che si tratta essenzialmente di proclami che rappresentano soltanto il colpo di coda di un drago che mira ad accaparrarsi, ancora una volta, una barca di voti al Sud! La lega non ha battuto ciglio perché sa anche che, in ogni caso, i principali beneficiari sarebbero le grandi imprese del nord.
Perdoni il mio ardire, sono solo personalissime opinioni, ma io credo che a Lei ed ai suoi alleati, nel profondo del cuore, non interessi un fico secco del Sud!
“Abbiamo dato il via libera ad un piano importante dalle cifre rilevanti. Credo che con questo piano il governo faccia tutto quello che si può fare per tenere insieme l’Italia”.
Grazie, signor presidente!
Ma, mi creda, non si preoccupi per noi. Siamo ben in grado di badare a noi stessi! Anzi, da soli forse provvederemmo anche meglio.
Ovviamente, saremmo noi a scegliere le imprese per le grandi opere al Sud.
E, a monte, saremmo noi a decidere quali opere potrebbero esserci davvero utili; non succederebbe mai, a fronte di una stragrande maggioranza delle popolazioni di Sicilia e Calabria contraria alla realizzazione del ponte sullo stretto, che lo stesso ci venga imposto e che lo stesso venga realizzato dalla Impregilo presieduta da Ponzellini, altresì presidente della Banca Popolare di Milano, ritenuto molto vicino alle posizioni della lega!
Ovviamente, ancora, non succederebbe mai più che i nostri mercati venissero invasi dai prodotti delle vostre industrie, grazie alla vostra grande distribuzione; magari proveremmo (non è detto che ci riusciremmo, per carità) a sviluppare o a migliorare la nostra industria ed il nostro artigianato; magari potremmo decidere di importare dalla Francia, dalla Germania, dal Giappone, dall’Africa, o da qualsiasi altra parte del mondo, ma certamente non dalla “padania”; forse potremmo finalmente decidere di basare la nostra economia ed il nostro benessere sullo sfruttamento delle energie pulite e sul turismo, invece di farci massacrare il territorio dai petrolieri del nord.
Ma per voi sarebbe poco male: con le vostre superiori capacità, sareste certamente in grado di invadere i mercati francesi, tedeschi, inglesi e così via, sempre se francesi, tedeschi, inglesi e così via ve lo consentiranno!
Mi creda, signor presidente, la prego: a noi non interessa un granché di questa Italietta fondata sull’egoismo, sul disprezzo e sul razzismo di una parte verso l’altra. E non ci interessa un granché che questa Italietta resti, necessariamente, ancora unita sulla carta! Anche solo per orgoglio, quel profondo orgoglio che, in fondo, ci contraddistingue e che i … “padani”, capaci di sbraitare solamente quando si trovano in branco e lontani dal “nemico”, neppure sanno cosa sia.




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