Vassallo ucciso per aver detto no
a una lottizzazione: pista camorra
SALERNO (30 novembre) - «No, questa lottizzazione deturperà il nostro paesaggio». Quel «no» diviene opposizione ancor più manifesta e decisa quando, il 17 agosto scorso e diciannove giorni prima di essere ammazzato, Angelo Vassallo non vuole partecipare alla cena dell’affare. Capisce che in quella cena la costruzione di 150 appartamenti a San Nicola a Mare, un fazzoletto di terra a confine tra Acciaroli e Montecorice, sarebbe stato l’argomento della serata.
Un affare da concludere, un iter da definire. Brindare. Vassallo capisce subito qual’è «l’ordine del giorno» presente sulla tavola imbandita e preparata da una affidabile cuoca rumena. Passa, saluta e va via. Annusa subito, Vassallo, che non solo dalla cucina sarebbe potuto arrivare puzza di bruciato. Perchè lo aiuta quel fiuto tipico dei pescatori che per mare annusano il vento prima della tempesta. Centocinquanta appartamenti, un suolo acquistato per circa due milioni di euro che avrebbe fruttato oltre dieci milioni di euro.
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