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    Smile Decreto Gelmini : La camera approva

    e passa al Senato . Ed ora i teppistelli studentelli debosciati possono anche tornarsene alle loro casette a continuare a non fare un cazzo



    Università, è rivolta|Mappa: foto-video
    Premier: "Studiate" |Riforma approvata
    Blocchi e manifestazioni
    in tutta Italia, città in tilt. Polemica sulla sicurezza
    Vendola: «Come in Cile»
    Roma, scontri|Foto | Milano, tensioni Inviate foto

    20:16 CRONACHE La protesta in piazza nel giorno del voto:
    il governo va sotto due volte
    In diretta dalla Camera il voto Foto Vota Commenta I motivi del no in stile Vieni via con me
    Milano, la carica della polizia in via dell'Orso di B.Argentieri Le foto Studenti bloccano tram
    Bologna, autostrada occupataGuardaFotoCortei a Firenze e Pisa Padova, stazione bloccata
    Bari, protesta al Petruzzelli A Venezia Una riforma da difendere F.Giavazzi Commenta

    * Londra: studenti di nuovo in piazza, Cambridge e altre università occupate di Fabio Cavalera

    Corriere della Sera
    la giustizia dei Robespierre ancora una volta ha collocato il nostro Paese tra il Ruanda ed il Burundi

  2. #2
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    Predefinito Rif: Decreto Gelmini : La camera approva

    ...nn ci resta che piangere e sperare che un miracolo nn la faccia passare al senato...
    Documentario mai visto in Italia....nn è difficile capire perchè....

    http://video.google.it/videoplay?doc...entario&hl=en#

  3. #3
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    Predefinito Rif: Decreto Gelmini : La camera approva

    il governo due volte sotto, poi il sì al ddl. Torma al senato per il via libera definitivo
    Università, proteste in strada e ko in aula
    Ma al voto finale passa la riforma Gelmini

    Il premier: «Gli studenti veri stanno a casa a studiare, quelli in giro a protestare sono dei centri sociali»


    MILANO - Una lunga giornata. A Montecitorio, dove il governo è andato «sotto» in due occasioni. E soprattutto, fuori, nelle strade di Roma e delle altre città italiane, dove è andata in scena la protesta di studenti, docenti, ricercatori contro la riforma dell'università firmata dal ministro Gelmini. Una lunga giornata chiusa con il voto favorevole della Camera poco dopo le 20: il ddl viene approvato con 307 sì, 252 no e 7 astenuti. Hanno votato a favore Pdl, Lega, Fli, Adc, Mpa e Noi sud-Pid. Hanno votato contro il Pd, l'Idv, l'Udc, i Liberal Democratici. L'Api si è astenuto. Il ddl non è ancora legge, visto che deve tornare al Senato per il voto definitivo. Ma a Palazzo Madama l'approvazione è scontata.

    IL MINISTRO - Soddisfatta la Gelmini, secondo la quale la riforma è un «cambiamento epocale di cui si sentiva il bisogno se vogliamo allineare il nostro sistema all'Europa». Il provvedimento, ha assicurato il ministro, non sarà ulteriormente modificato al Senato e se «c'è la volontà politica - ha precisato - ci sono i tempi per approvare» il testo definitivamente «prima del 14 dicembre».

    ULTIMI DUELLI - La riforma dell'università è arrivata all'atto finale passando attraverso un'altra giornata di difficoltà per il governo e la maggioranza. Dopo le sconfitte dei giorni scorsi, l'esecutivo è stato ancora una volta battuto due volte . La prima su un emendamento del gruppo di Futuro e Libertà all'articolo 19 della riforma dell'Università, relativo agli assegni di ricerca. Il testo, su cui c'era il parere contrario di governo e commissione Bilancio, è stato approvato con 277 sì e 257 no. L'emendamento, a firma di Fabio Granata, è relativo, come detto, all'articolo 19 sugli assegni di ricerca che prevede che la norma non possa portare «oneri aggiuntivi» anziché «nuovi o maggiori oneri» com'era la versione precedente. La relatrice Paola Frassinetti, Pdl, minimizza, spiegando che si tratta di un emendamento «tecnico» che non incide sull'impianto della riforma. La seconda volta il governo è andato sotto su tre emendamenti identici di Fli, Api e Pd che prevedevano la soppressione della «clausola di salvaguardia» inserita nella riforma dell'università. Con l'approvazione degli emendamenti è stata eliminata la norma che prevedeva una sorta di «commissariamento» per il Ministero dell'Istruzione da parte del ministero dell'Economia nel caso in cui si fossero verificati o fossero in procinto di verificarsi scostamenti rispetto alle previsioni di spesa. La discussione del ddl era iniziata in contemporanea alle manifestazioni e ai cortei che i coordinamenti di studenti, ricercatori e dottorandi hanno organizzato in tutta Italia per chiedere all'esecutivo di fare dietrofront su una riforma che viene considerata penalizzante.
    Il voto finale (Liverani)
    Il voto finale (Liverani)

    «ANDATE A STUDIARE» - Sulle proteste si è spresso anche il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che ha liquidato le manifestazioni dicendo che «gli studenti veri stanno a casa a studiare, quelli in giro a protestare sono dei centri sociali e sono fuori corso». E quanto al ddl in discussione alla Camera ha spiegato che «quella in Parlamento è una buona riforma che favorisce gli studenti, i professori e più in generale tutto il mondo accademico e dunque deve passare se vogliamo finalmente ammodernare l'università». Quanto alle critiche arrivate da più parti, il capo del governo ha rilevato che «è stata discussa con tutte le parti in causa, modificata, migliorata e credo che meglio di così non si potesse proprio fare». Inoltre, ha aggiunto, «introduce maggiore meritocrazia ed è davvero un vantaggio per tutti».

    FINI - Critico sulle manifestazioni anche il presidente della Camera Gian Franco Fini: «Gli estremisti che hanno bloccato Roma e causato gravi incidenti non hanno reso un buon servizio alla stragrande maggioranza di studenti scesi in piazza con motivazioni non totalmente condivisibili ma certamente animate da una positiva volontà di partecipazione e di miglioramento delle condizioni della nostra Università». «Per questo - conclude - esprimo la mia solidarietà alle forze di polizia, ai cittadini romani e ai tantissimi giovani in buona fede, la cui protesta è stata strumentalizzata».

    SCHIFANI - «I gravi incidenti che oggi hanno paralizzato la città di Roma non hanno certamente giovato alla vita democratica e a chi voleva manifestare pacificamente» sostiene il presidente del Senato, Renato Schifani. «Gli attacchi alle forze dell'ordine - osserva Schifani - sono da condannare assieme ad ogni altra forma di violenza e di facile strumentalizzazione».

    BERSANI - Di tutt'altro parere il leader del Pd Pier Luigi Bersani che spiega: «Mi pare che nella stragrande maggioranza studenti e ricercatori si sono mossi in modo pacifico. Ha impressionato la città militarizzata, mai vista Roma così, e se si è arrivati a questa tensione è per irresponsabilità del governo che ha perso la testa e la presa sui problemi del paese». Bersani attacca il governo sottolinendo che «non sarà in grado di portare a termine questa riforma nella sua applicazione». «Non riapriamo il tema di chi è fuori corso perchè creerebbe nella maggioranza più imbarazzi di quelli provocati da Wikileaks» ha aggiunto il segretario del Pd rispondendo ai giornalisti sulle affermazioni del premier Berlusconi sul fatto che i «bravi» studenti sono a casa a studiare e non in piazza.

    POLEMICA SICUREZZA- Roma è stata «assediata da una vera e propria tenaglia militare, che ricorda altre epoche e altre capitali: Roma blindata e sequestrata come Santiago del Cile» ai tempi di Pinochet fa eco a Bersani Nichi Vendola, presidente di Sinistra ecologia libertà, sulla gestione dell'ordine pubblico da parte del ministro dell'Interno, Roberto Maroni.
    E da quest'ultimo arriva immediata la replica alle accuse di Vendola: « «Io ho il compito di gestire l'ordine pubblico e evitare incidenti e l'assalto ai luoghi sacri della democrazia, come avvenuto la scorsa settimana in Senato. E mi pare che tutto sta avvenendo con grande responsabilità delle forze dell'ordine che hanno subito violenza e stanno gestendo una situazione molto complicata».

    LA NORMA ANTI-PARENTOPOLI - Tra gli altri voti collegati al ddl di riforma universitaria va segnalato quello sulla norma cosiddetta «anti-parentopoli». La proposta del governo, concretizzata in un subemendamento della commissione, è passata con il voto favorevole di maggioranza e opposizione. A favore ha votato anche Fli, mentre dall'Idv è giunto un voto contrario. La nuova norma prevede che siano esclusi dalla chiamata candidati che siano parenti e affini «fino al quarto grado compreso, un professore appartenente al dipartimento o alla struttura che effettua la chiamata; o con il rettore, il direttore generale o con un consigliere di amministrazione dell'ateneo». Contraria l'Idv, che pure ha presentato un emendamento anti-parentopoli perchè, come ha spiegato in aula Borghesi, «un professore, con una lettera di appena due righe può facilmente uscire da un dipartimento e il giorno stesso, con un altrettanto breve missiva, rientrarvi. Non va inoltre dimenticato che, secondo la Cassazione, nepotismo e familismo sono reati. Questo subemendamento che propone la nuova linea del governo, svuota di contenuto il nostro emendamento. Per questo non possiamo votarlo».

    LIMITI PER I DOCENTI A CONTRATTO - Un altro emendamento, quello presentato da Mazzarella del Pd, avrà invece come effetto lo stop alla proliferazione dei docenti a contratto nelle università. Il testo è stato appoggiato anche dalla maggioranza e prevede che «i contratti a titolo gratuito non possono superare nell'anno accademico il 5% dell'organico dei professori e ricercatori di ruolo in servizio presso l'ateneo». Inoltre, in base ad un emendamento a prima firma di Latteri, Gruppo Misto, i contratti di docenza (oggi spesso abusati per coprire i vuoti di organico) possono essere rinnovati per «un periodo massimo di cinque anni».

    Redazione online
    30 novembre 2010



    Università, proteste in strada e ko in aula Ma al voto finale passa la riforma Gelmini - Corriere della Sera
    la giustizia dei Robespierre ancora una volta ha collocato il nostro Paese tra il Ruanda ed il Burundi

  4. #4
    ex unalei
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    Predefinito Rif: Decreto Gelmini : La camera approva

    Citazione Originariamente Scritto da orpheus Visualizza Messaggio
    il governo due volte sotto, poi il sì al ddl. Torma al senato per il via libera definitivo
    Università, proteste in strada e ko in aula
    Ma al voto finale passa la riforma Gelmini

    Il premier: «Gli studenti veri stanno a casa a studiare, quelli in giro a protestare sono dei centri sociali»


    MILANO - Una lunga giornata. A Montecitorio, dove il governo è andato «sotto» in due occasioni. E soprattutto, fuori, nelle strade di Roma e delle altre città italiane, dove è andata in scena la protesta di studenti, docenti, ricercatori contro la riforma dell'università firmata dal ministro Gelmini. Una lunga giornata chiusa con il voto favorevole della Camera poco dopo le 20: il ddl viene approvato con 307 sì, 252 no e 7 astenuti. Hanno votato a favore Pdl, Lega, Fli, Adc, Mpa e Noi sud-Pid. Hanno votato contro il Pd, l'Idv, l'Udc, i Liberal Democratici. L'Api si è astenuto. Il ddl non è ancora legge, visto che deve tornare al Senato per il voto definitivo. Ma a Palazzo Madama l'approvazione è scontata.

    IL MINISTRO - Soddisfatta la Gelmini, secondo la quale la riforma è un «cambiamento epocale di cui si sentiva il bisogno se vogliamo allineare il nostro sistema all'Europa». Il provvedimento, ha assicurato il ministro, non sarà ulteriormente modificato al Senato e se «c'è la volontà politica - ha precisato - ci sono i tempi per approvare» il testo definitivamente «prima del 14 dicembre».

    ULTIMI DUELLI - La riforma dell'università è arrivata all'atto finale passando attraverso un'altra giornata di difficoltà per il governo e la maggioranza. Dopo le sconfitte dei giorni scorsi, l'esecutivo è stato ancora una volta battuto due volte . La prima su un emendamento del gruppo di Futuro e Libertà all'articolo 19 della riforma dell'Università, relativo agli assegni di ricerca. Il testo, su cui c'era il parere contrario di governo e commissione Bilancio, è stato approvato con 277 sì e 257 no. L'emendamento, a firma di Fabio Granata, è relativo, come detto, all'articolo 19 sugli assegni di ricerca che prevede che la norma non possa portare «oneri aggiuntivi» anziché «nuovi o maggiori oneri» com'era la versione precedente. La relatrice Paola Frassinetti, Pdl, minimizza, spiegando che si tratta di un emendamento «tecnico» che non incide sull'impianto della riforma. La seconda volta il governo è andato sotto su tre emendamenti identici di Fli, Api e Pd che prevedevano la soppressione della «clausola di salvaguardia» inserita nella riforma dell'università. Con l'approvazione degli emendamenti è stata eliminata la norma che prevedeva una sorta di «commissariamento» per il Ministero dell'Istruzione da parte del ministero dell'Economia nel caso in cui si fossero verificati o fossero in procinto di verificarsi scostamenti rispetto alle previsioni di spesa. La discussione del ddl era iniziata in contemporanea alle manifestazioni e ai cortei che i coordinamenti di studenti, ricercatori e dottorandi hanno organizzato in tutta Italia per chiedere all'esecutivo di fare dietrofront su una riforma che viene considerata penalizzante.
    Il voto finale (Liverani)
    Il voto finale (Liverani)

    «ANDATE A STUDIARE» - Sulle proteste si è spresso anche il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che ha liquidato le manifestazioni dicendo che «gli studenti veri stanno a casa a studiare, quelli in giro a protestare sono dei centri sociali e sono fuori corso». E quanto al ddl in discussione alla Camera ha spiegato che «quella in Parlamento è una buona riforma che favorisce gli studenti, i professori e più in generale tutto il mondo accademico e dunque deve passare se vogliamo finalmente ammodernare l'università». Quanto alle critiche arrivate da più parti, il capo del governo ha rilevato che «è stata discussa con tutte le parti in causa, modificata, migliorata e credo che meglio di così non si potesse proprio fare». Inoltre, ha aggiunto, «introduce maggiore meritocrazia ed è davvero un vantaggio per tutti».

    FINI - Critico sulle manifestazioni anche il presidente della Camera Gian Franco Fini: «Gli estremisti che hanno bloccato Roma e causato gravi incidenti non hanno reso un buon servizio alla stragrande maggioranza di studenti scesi in piazza con motivazioni non totalmente condivisibili ma certamente animate da una positiva volontà di partecipazione e di miglioramento delle condizioni della nostra Università». «Per questo - conclude - esprimo la mia solidarietà alle forze di polizia, ai cittadini romani e ai tantissimi giovani in buona fede, la cui protesta è stata strumentalizzata».

    SCHIFANI - «I gravi incidenti che oggi hanno paralizzato la città di Roma non hanno certamente giovato alla vita democratica e a chi voleva manifestare pacificamente» sostiene il presidente del Senato, Renato Schifani. «Gli attacchi alle forze dell'ordine - osserva Schifani - sono da condannare assieme ad ogni altra forma di violenza e di facile strumentalizzazione».

    BERSANI - Di tutt'altro parere il leader del Pd Pier Luigi Bersani che spiega: «Mi pare che nella stragrande maggioranza studenti e ricercatori si sono mossi in modo pacifico. Ha impressionato la città militarizzata, mai vista Roma così, e se si è arrivati a questa tensione è per irresponsabilità del governo che ha perso la testa e la presa sui problemi del paese». Bersani attacca il governo sottolinendo che «non sarà in grado di portare a termine questa riforma nella sua applicazione». «Non riapriamo il tema di chi è fuori corso perchè creerebbe nella maggioranza più imbarazzi di quelli provocati da Wikileaks» ha aggiunto il segretario del Pd rispondendo ai giornalisti sulle affermazioni del premier Berlusconi sul fatto che i «bravi» studenti sono a casa a studiare e non in piazza.

    POLEMICA SICUREZZA- Roma è stata «assediata da una vera e propria tenaglia militare, che ricorda altre epoche e altre capitali: Roma blindata e sequestrata come Santiago del Cile» ai tempi di Pinochet fa eco a Bersani Nichi Vendola, presidente di Sinistra ecologia libertà, sulla gestione dell'ordine pubblico da parte del ministro dell'Interno, Roberto Maroni.
    E da quest'ultimo arriva immediata la replica alle accuse di Vendola: « «Io ho il compito di gestire l'ordine pubblico e evitare incidenti e l'assalto ai luoghi sacri della democrazia, come avvenuto la scorsa settimana in Senato. E mi pare che tutto sta avvenendo con grande responsabilità delle forze dell'ordine che hanno subito violenza e stanno gestendo una situazione molto complicata».

    LA NORMA ANTI-PARENTOPOLI - Tra gli altri voti collegati al ddl di riforma universitaria va segnalato quello sulla norma cosiddetta «anti-parentopoli». La proposta del governo, concretizzata in un subemendamento della commissione, è passata con il voto favorevole di maggioranza e opposizione. A favore ha votato anche Fli, mentre dall'Idv è giunto un voto contrario. La nuova norma prevede che siano esclusi dalla chiamata candidati che siano parenti e affini «fino al quarto grado compreso, un professore appartenente al dipartimento o alla struttura che effettua la chiamata; o con il rettore, il direttore generale o con un consigliere di amministrazione dell'ateneo». Contraria l'Idv, che pure ha presentato un emendamento anti-parentopoli perchè, come ha spiegato in aula Borghesi, «un professore, con una lettera di appena due righe può facilmente uscire da un dipartimento e il giorno stesso, con un altrettanto breve missiva, rientrarvi. Non va inoltre dimenticato che, secondo la Cassazione, nepotismo e familismo sono reati. Questo subemendamento che propone la nuova linea del governo, svuota di contenuto il nostro emendamento. Per questo non possiamo votarlo».

    LIMITI PER I DOCENTI A CONTRATTO - Un altro emendamento, quello presentato da Mazzarella del Pd, avrà invece come effetto lo stop alla proliferazione dei docenti a contratto nelle università. Il testo è stato appoggiato anche dalla maggioranza e prevede che «i contratti a titolo gratuito non possono superare nell'anno accademico il 5% dell'organico dei professori e ricercatori di ruolo in servizio presso l'ateneo». Inoltre, in base ad un emendamento a prima firma di Latteri, Gruppo Misto, i contratti di docenza (oggi spesso abusati per coprire i vuoti di organico) possono essere rinnovati per «un periodo massimo di cinque anni».

    Redazione online
    30 novembre 2010



    Università, proteste in strada e ko in aula Ma al voto finale passa la riforma Gelmini - Corriere della Sera


    Meno male .. cosi' si toglie l'alibi a quattro somaroni di bigiare e di andare in giro a far danni per sentirsi ' grandi ' .

    Io non incolpo solo loro ..io darei tanti calci nel didietro anche ai loro genitori e li renderei responsabili dei danni economici provocati dai rispettivi figli .

    :giagia:
    Sono l'unica persona al mondo che vorrei conoscere a fondo

  5. #5
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    Predefinito Rif: Decreto Gelmini : La camera approva



    Ottimo! finalmente la riforma che ci voleva!

    W la scuola e gli studenti! hanno trionfato sui centri sociali e sugli studenti teleimboniti manovrati dalla sinistra!

    Diciamo basta alla sinistra dei colpi di Stato e delle menzogne!

  6. #6
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    Predefinito Rif: Decreto Gelmini : La camera approva

    Citazione Originariamente Scritto da orpheus Visualizza Messaggio
    e passa al Senato . Ed ora i teppistelli studentelli debosciati possono anche tornarsene alle loro casette a continuare a non fare un cazzo



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    20:16 CRONACHE La protesta in piazza nel giorno del voto:
    il governo va sotto due volte
    In diretta dalla Camera il voto Foto Vota Commenta I motivi del no in stile Vieni via con me
    Milano, la carica della polizia in via dell'Orso di B.Argentieri Le foto Studenti bloccano tram
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    Bari, protesta al Petruzzelli A Venezia Una riforma da difendere F.Giavazzi Commenta

    * Londra: studenti di nuovo in piazza, Cambridge e altre università occupate di Fabio Cavalera

    Corriere della Sera
    I centri sociali saranno a lutto.

  7. #7
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    Predefinito Rif: Decreto Gelmini : La camera approva

    si ma il segnale è chiaro, fini e il suo manipolo possono gambizzare la maggiornaza alla camera.

    pertanto l'unica strategia rimanente è il voto.

    Se fossi un vile traditore fingerei lo sfilacciamento e voterei la fiducia risicata in tre o quatttro quelli che bastano, per lasciare la volpe zoppa in balia dei cani quel tanto che basta per dar tempo ai cacciatori di stringere il cerchio.

    Leggasi mandare in minoranza berlusconi anche al senato: un osso più duro del previsto, crocevia per le elezioni o governo del ribaltone.

    finchè non conquistano il senato berlusconi rimane in piedi, zoppo e col cerino in mano.

    questa è la situa gente.
    Nulla alle spalle, dubbi sul futuro
    Oggi m'hanno incuXXto...ma con che austerità ragazzi! Roba da signori! Ho ringraziato e chiesto un'altro appuntamento.

  8. #8
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    Predefinito Rif: Decreto Gelmini : La camera approva

    Citazione Originariamente Scritto da QUINTO Visualizza Messaggio


    Ottimo! finalmente la riforma che ci voleva!

    W la scuola e gli studenti! hanno trionfato sui centri sociali e sugli studenti teleimboniti manovrati dalla sinistra!

    Ma se nn sai neanche cosa contiene questa "riforma"....
    Documentario mai visto in Italia....nn è difficile capire perchè....

    http://video.google.it/videoplay?doc...entario&hl=en#

  9. #9
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    Predefinito Rif: Decreto Gelmini : La camera approva

    Citazione Originariamente Scritto da Gigione Visualizza Messaggio
    si ma il segnale è chiaro, fini e il suo manipolo possono gambizzare la maggiornaza alla camera.

    pertanto l'unica strategia rimanente è il voto.

    Se fossi un vile traditore fingerei lo sfilacciamento e voterei la fiducia risicata in tre o quatttro quelli che bastano, per lasciare la volpe zoppa in balia dei cani quel tanto che basta per dar tempo ai cacciatori di stringere il cerchio.

    Leggasi mandare in minoranza berlusconi anche al senato: un osso più duro del previsto, crocevia per le elezioni o governo del ribaltone.

    finchè non conquistano il senato berlusconi rimane in piedi, zoppo e col cerino in mano.

    questa è la situa gente.
    ...nn ci saranno elezioni...sennon trà un anno o due...come dicevi anche tu è fin tutto troppo chiaro.
    Documentario mai visto in Italia....nn è difficile capire perchè....

    http://video.google.it/videoplay?doc...entario&hl=en#

  10. #10
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    Predefinito Rif: Decreto Gelmini : La camera approva

    Citazione Originariamente Scritto da Dredd83 Visualizza Messaggio
    ...nn ci saranno elezioni...sennon trà un anno o due...come dicevi anche tu è fin tutto troppo chiaro.
    io guardo in faccia la realtà, mica mi perdo in chiacchiere propagandistiche.

    sul fatto che non ci saranno elezioni, lo penso anch'io, ma non abbiamo ancora scoperto il gioco del tutto.
    Berlusconi può ancora tentare la sortita, ammesso che gli riesca (leggasi "il senato lo segua") dovrebbe accollarsi lo spegnimento dle cerino, che per piccolo che sia nel caso se lo accolli lui, rimane pur sempre un prezzo elettorale da pagare.
    Nulla alle spalle, dubbi sul futuro
    Oggi m'hanno incuXXto...ma con che austerità ragazzi! Roba da signori! Ho ringraziato e chiesto un'altro appuntamento.

 

 
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