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  1. #11
    Ladro e Macellaio
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    Predefinito Rif: una delle teste più acute delle Due Sicilie

    Citazione Originariamente Scritto da uqbar Visualizza Messaggio
    un compito davvero impegnativo anche perchè vastissimo.
    io parteciperei volentieri .... compatibilmente con il purtroppo pochissimo tempo a disposizione.
    se ci si riesce, sì, potrebbe rappresentare un documento programmatico tra l'altro autorevole visto il buon livello del forum
    Mi fa piacere uqbar tu condivida lo spirito con il quale ho avanzato questa proposta. Una sfida che oltre ad essere per nulla semplice, come dici tu è anche un compito davvero impegnativo. Tra l'altro anche io ho i tuoi stessi problemi di tempo e risorse energetiche da "investire". Su questo, purtroppo, torniamo ad un argomento che ho toccato in un precedente post.

    La mia idea è quella di abbozzare dei temi da sviluppare su grandi linee, per settore e/o argomento, inserire in topic le idee e le "visioni" in quante più persone possibili ...poi starà alla nostra intelligenza riuscire a non imputarci con prese di posizione del tipo o questo o niente. Per poi alla fine poter dire: la nostra idea sulla giustizia (tanto per dirne una) è questa...ne vogliamo parlare? (in altri forse più autorevoli consessi).

  2. #12
    Ladro e Macellaio
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    Predefinito Rif: una delle teste più acute delle Due Sicilie

    Citazione Originariamente Scritto da Joseph Epomeo Visualizza Messaggio
    Ho letto il codice della strada che esisteva nel regno di Napoli nel XVIII secolo e sono rimasto sorpreso per come era simile ai nostri moderni. Le regole di circolazione stradali non erano molti diverse da quelle odierne per non essendoci le automobili. Un codice così va solo aggiustato.
    Credi che i codici delle strada siano un invenzione del XX secolo? Non persi che anche nei secoli precedenti c’erano le strade ed una regola bisognava averla?
    Ho letto anche leggi più antiche come i regolamenti dei mercati.
    Pesa che nel 1818 avevamo una semplice legge che regolarizzava l’immigrazione che dire che era migliore di quelle italiane è troppo poco. Anche in campo ambientale eravamo all’avanguardia che faceva un danno ambientale doveva provvedere a ripristinare a sue spese quanto danneggiato se non lo faceva c’era il carcere, sto parlando di una legge del 1827. L’unione europea ha introdotto questo concetto solo negli ultimi anni del XX secolo. Oggi in Italia chi fa un danno ambientale se la cava con una piccola ammenda.
    Questi sono solo alcuni esempi.
    Ma guarda che con me sfondi una porta aperta...l'ho anche premesso nella mia risposta. Tanto per dirne una mi vien da pensare al Codice Marittimo Duosiciliano che fu copiato pari pari dal regno d'italia.
    Detto questo non penso affatto di voler buttare via il patrimonio, anche legislativo, dell'antico Regno ma oltre che lealisti abbiamo il dovere di essere realisti. Non credo sinceramente che basti solo aggiustarle quelle leggi almenochè non si voglia creare un vulnus altrettanto pericoloso.
    Ora non è il caso, a mio parere, di dibattere ulteriormente la questione specifica ma ad es. applicando l'antico codice rinunciamo al casco, alle cinture, ai seggiolini per bambini, all'obbligo assicurativo, alla regolamentazione dei semafori? Quali regole stabiliranno i criteri per l'omologazione dei dispositivi di sicurezza, ecc. ecc.

    Piuttosto, avrei piacere tu partecipassi maggiormente nel forum, anche a costo di mettere da parte vecchie ruggini che so essere esistite con alcuni partecipanti abituali. Nessuno potrà mai ricordare abbastanza quanto abbiamo bisogno di persone preparate, competenti e fedeli alla causa. Unire per non morire. Questo deve essere il nostro motto.
    Ultima modifica di flender; 07-12-10 alle 00:51

  3. #13
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    Predefinito Rif: una delle teste più acute delle Due Sicilie

    Citazione Originariamente Scritto da flender Visualizza Messaggio
    Ma guarda che con me sfondi una porta aperta...l'ho anche premesso nella mia risposta. Tanto per dirne una mi vien da pensare al Codice Marittimo Duosiciliano che fu copiato pari pari dal regno d'italia.
    Detto questo non penso affatto di voler buttare via il patrimonio, anche legislativo, dell'antico Regno ma oltre che lealisti abbiamo il dovere di essere realisti. Non credo sinceramente che basti solo aggiustarle quelle leggi almenochè non si voglia creare un vulnus altrettanto pericoloso.
    Ora non è il caso, a mio parere, di dibattere ulteriormente la questione specifica ma ad es. applicando l'antico codice rinunciamo al casco, alle cinture, ai seggiolini per bambini, all'obbligo assicurativo, alla regolamentazione dei semafori? Quali regole stabiliranno i criteri per l'omologazione dei dispositivi di sicurezza, ecc. ecc.

    Piuttosto, avrei piacere tu partecipassi maggiormente nel forum, anche a costo di mettere da parte vecchie ruggini che so essere esistite con alcuni partecipanti abituali. Nessuno potrà mai ricordare abbastanza quanto abbiamo bisogno di persone preparate, competenti e fedeli alla causa. Unire per non morire. Questo deve essere il nostro motto.
    flender, se parli del codice marittimo redatto da Michele Iorio, promulgato se ben ricordo dopo il 1781, sappi che ci sono varie piccole differenze, ma è straordinariamente simile al codice internazionale marittimo.....
    detto questo la nascita del diritto amministrativo si sa che è dovuta alla dottrina francese, ma pochi sanno che il diritto amministrativo italiano è nato a Napoli e precisamente nel dicembre 1816 con una legge promulgata da Ferdinando I delle Due Sicilie, da poco rientrato, che ispirandosi all'amministrazione francese la modificò e la adattò al regno, tant'è che i dottrinali francesi nella prima metà del 19° secolo discutevano esegeticamente solo con i giuristi napoletani in italia, basta fare una verifica coparatistica con la legge del 1865 all.E(il dir amm italico).
    la scuola giuridica napoletana(intesa del regno) per secoli è stata all'avanguardia europea, per poi cadere un po' nell'oblio a causa dell'unificazione giuridica del periodo 1863/1889...
    bleah!
    ciò non toglie che in caso di autonomia totale e di ri-redazione giuridica vi sarebero problemi quasi insormontabili per ri-legare un filo giuridico spezzatosi 150anni fà ed adattarlo al mondo odierno, per non parlare del dir internazionale....
    legittimista si ma critico
    "il futuro d'italia è tutto nel mezzogiorno" G. Fortunato 1879

  4. #14
    Ladro e Macellaio
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    Predefinito Rif: una delle teste più acute delle Due Sicilie

    Citazione Originariamente Scritto da giopizzetto Visualizza Messaggio
    flender, se parli del codice marittimo redatto da Michele Iorio, promulgato se ben ricordo dopo il 1781, sappi che ci sono varie piccole differenze, ma è straordinariamente simile al codice internazionale marittimo.....
    detto questo la nascita del diritto amministrativo si sa che è dovuta alla dottrina francese, ma pochi sanno che il diritto amministrativo italiano è nato a Napoli e precisamente nel dicembre 1816 con una legge promulgata da Ferdinando I delle Due Sicilie, da poco rientrato, che ispirandosi all'amministrazione francese la modificò e la adattò al regno, tant'è che i dottrinali francesi nella prima metà del 19° secolo discutevano esegeticamente solo con i giuristi napoletani in italia, basta fare una verifica coparatistica con la legge del 1865 all.E(il dir amm italico).
    la scuola giuridica napoletana(intesa del regno) per secoli è stata all'avanguardia europea, per poi cadere un po' nell'oblio a causa dell'unificazione giuridica del periodo 1863/1889...
    bleah!
    ciò non toglie che in caso di autonomia totale e di ri-redazione giuridica vi sarebero problemi quasi insormontabili per ri-legare un filo giuridico spezzatosi 150anni fà ed adattarlo al mondo odierno, per non parlare del dir internazionale....
    Si mi riferivo a quello...ovviamente dicendo che era stato copiato paro paro la mia era una semplificazione . Ovvio che non poteva essere possibile...anche se si fosse solo trattato di cambiarne l'intestazione...non era più "paro paro"
    In realtà il mio intervento mirava più a mettere in luce, oltre all'aspetto strattamente riguardante il nostro Regno, sopratutto il fatto che anche il nascente regno d'italia, benchè assolutamente sprezzante nei modi e nella forma ebbe "l'umiltà" di adottare il codice duosiciliano essendone il regno di sardegna sprovvisto...riconoscendone implicitamente quindi il valore.
    Il ragionamento si inquadrava nella discussione tra me e Joseph Epomeo.

  5. #15
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    Predefinito Rif: una delle teste più acute delle Due Sicilie

    Riguardo al diritto internazionale si deve seguire l'esempio delle nazioni che si liberarono dal colonialismo, le quali non riconobbero i trattati stipulati dai loro dominatori.
    PS
    Pas Scia.. troppo buono!

  6. #16
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    Predefinito Rif: una delle teste più acute delle Due Sicilie

    Citazione Originariamente Scritto da flender Visualizza Messaggio
    Si mi riferivo a quello...ovviamente dicendo che era stato copiato paro paro la mia era una semplificazione . Ovvio che non poteva essere possibile...anche se si fosse solo trattato di cambiarne l'intestazione...non era più "paro paro"
    In realtà il mio intervento mirava più a mettere in luce, oltre all'aspetto strattamente riguardante il nostro Regno, sopratutto il fatto che anche il nascente regno d'italia, benchè assolutamente sprezzante nei modi e nella forma ebbe "l'umiltà" di adottare il codice duosiciliano essendone il regno di sardegna sprovvisto...riconoscendone implicitamente quindi il valore.
    Il ragionamento si inquadrava nella discussione tra me e Joseph Epomeo.
    giusto, i piemontesi ne erano privi e rozzi in punto di diritto e nn solo....
    ciò non toglie che eravamo èlite nel mondo del diritto, ma oggi sarebbe un'opera ciclopica...
    legittimista si ma critico
    "il futuro d'italia è tutto nel mezzogiorno" G. Fortunato 1879

  7. #17
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    Predefinito Rif: una delle teste più acute delle Due Sicilie

    Citazione Originariamente Scritto da giopizzetto Visualizza Messaggio
    giusto, i piemontesi ne erano privi e rozzi in punto di diritto e nn solo....
    ciò non toglie che eravamo èlite nel mondo del diritto, ma oggi sarebbe un'opera ciclopica...
    Avendo sostenuto la tesi di laurea proprio in Diritto della navigazione ho voluto vedere se nei testi all’epoca usati avessi potuto trovare qualcosa inerente il codice marittimo duosiciliano di cui abbiamo discusso in questo thread.
    Eureka…
    La prima traccia riguardo la regolamentazione ufficiale dei traffici marittimi in epoca borbonica va fatta risalire a questo: “Reale editto, o sia regolamento per la navigazione de’ bastimenti mercantili de’ 18 agosto 1741” emanato da Carlo III e seguito successivamente dal "Reale editto" del 1759. Questi due editti dovevano avere durata transitoria fino a quando non fosse stato pubblicato uno “speciale codice” la cui compilazione fu affidata alla fine del 1779 al procidano Michele de Jorio che terminò l’opera nel 1781, il così detto Codice Ferdinandeo. Stando alle parole di Antonio Scialoja in Corso di diritto della navigazione – Roma 1943 pag. 21 questo testo, più che un vero e proprio codice è una “monumentale opera storica e giuridica in quattro volumi, in cui è raccolto un ricchissimo materiale di studio per la preparazione di un progetto e che fu plagiata da Domenico Azuni (tenete a mente questo nome), usurpatore della fama che sarebbe spettata a de Jorio”.
    Sul tema è possibile consultare anche l’autore Moschetti, Il codice marittimo del 1781 di Michele de Jorio per il Regno di Napoli, 2 voll., Napoli 1979 nonché l’autore Gaeta, Il codice marittimo di Michele de Jorio, Dir. mar. 1981, 106.

    In un altro testo invece ho trovato che unificato il regno d’italia, con Regio decreto 25 giugno 1865 n. 2364 fu approvato e pubblicato il codice di commercio, che dedicava al commercio marittimo il secondo libro. Al contempo con altro Regio decreto 25 giugno 1865 n. 2360 fu approvato il testo del codice della marina mercantile risultato dalla fusione del Regolamento per la marina mercantile sardo, approvato da Carlo Felice con regie patenti del 13 gennaio 1827 e della Legge penale della marina mercantile, approvata con regie patenti nella stessa data.

    Stando quindi a quanto sostenuto in questa fonte non sarebbe stato il codice marittimo duosiciliano a dare le fondamenta del codice marittimo italiano.

    In ogni caso consultando qui http://it.wikipedia.org/wiki/Domenico_Alberto_Azuni è facile rendersi conto di cosa volesse dire Scialoja riguardo il plagio di tale Domenico Azuni. Molto probabilmente si riferiva al fatto che il Regolamento per la marina mercantile sardo, approvato da Carlo Felice con regie patenti del 13 gennaio 1827 (sulle cui basi poi nacque il Codice per la marina mercantile italiano) fosse stato copiato pari pari dal codice di Michele de Jorio…quindi se formalmente la paternità del codice italiano del 1865 è attribuibile ad una paternità sarda nei fatti era un codice Duosiciliano.
    E’ bellissimo dopo un po’ di lavoro mettere ancora in luce quanto furono moralmente (e fisicamente) bassi gli artefici della disunità d’italia...che propinarono per propri finanche i codici legislativi altrui.

 

 
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