La magia bianca di Grillo che seppellisce di risate- LASTAMPA.it

Il critico letterario francese Gérard Genette, sostanzialmente uno strutturalista, diceva che «il comico è il tragico visto di spalle». E i Greci, che avevano sempre già capito tutto, impostavano le loro gare drammaturgiche con tre tragedie e un dramma satiresco, una chiusa comica dopo i morti ammazzati e la catarsi. Una risata come fonte di benessere e addirittura di fecondità (i fescennini), che però può pure seppellire. Ed ecco Grillo. Non sembri eccessivo scomodare gli antichi per parlare di lui, un esempio tanto contemporaneo, quanto un grande classico della tragicomicità del mondo.

Beppe Grillo, nato a Genova nel 1948, quindi certo non un «nativo di internet» ha capito prima di molti altri come la tecnologia dei «social network» potesse essere un imponente veicolo di comunicazione. E le capacità comunicative, quanto quelle comiche, certo al personaggio non mancano. Anche se, ovviamente, al pari di ogni forte personalità, di sicuro non piace a tutti, molti lo trovano insopportabile, antipatico, supponente, sobillatore delle folle. Però, con l'intuito degli artisti e l'applicazione degli investigatori, ha saputo intercettare i malumori, i problemi (concreti) e i tempi tecnologici. Chissà se potremo mai rivederlo in tv, lui che partecipò a «Fantastico» con Pippo Baudo e tre volte al Festival di Sanremo, realizzò «Te la dò io l'America» e «Te lo dò io il Brasile» per terminare con il «Beppe Grillo Show», su Raiuno, nel '93. E se Grillo tornasse, non solo a teatro?