Quando la pipì diventa merce e acquista un valore di mercato. Venti euro per tre boccette.
Il dato, del tutto inatteso, è emerso ieri nel corso di un processo in cui l’infermiere professionale Fausto Del Bello, 41 anni, doveva rispondere della cessione a Lorenzo B. di tre boccette che nell’ipotesi dell’accusa dovevano contenere metadone. Prezzo pagato 20 euro. La Polizia municipale aveva bloccato venditore e acquirente e addosso all’imputato gli agenti avevano trovato tre altre boccette. Le analisi fatte effettuare dal pm Giorgio Milillo avevano confermato: è metadone. Ma Fausto Del Bello lo aveva in tasca per uso personale. Nessuna analisi era stata invece disposta sulle tre boccette passate di mano, il vero ”corpo del reato”.
Il processo a Fausto Del Bello si è aperto ieri davanti al giudice Luigi Dainotti che ha voluto fare chiarezza su tutti gli aspetti della strana vicenda. Tre confezioni di metadone non valgono infatti 20 euro ma molto di più sul mercato clandestino. Il magistrato aveva già fatto analizzare dal dottor Gabriele Furlan la presunta droga, ma apparecchi del laboratorio chimico dell’Azienda sanitaria hanno certificato che non si trattava di metadone, come erroneamente ritenuto dai Vigili urbani prima e dalla Procura poi. Si trattava di pipì umana, la famosa «plin plin» della pubblicità di un’acqua minerale bevuta dall’ex miss Italia Cristina Chiabotto.
Fausto Del Bello l’aveva raccolta, non si sa dove e da chi, per venderla a chi è assistito dal Sert perché è tossicodipendente, vuole uscire dall’incubo e deve essere sottoposto a periodiche analisi delle urine per dimostrare la sua assoluta astinenza dall’eroina.
Se invece qualcuno è ripiombato nella tossicodipendenza e ha paura di essere scoperto da medici e operatori, può cercare di mascherare la ricaduta versando di nascosto nella provetta di controllo una pipì pulita. Tenuta tiepida in tasca, per non suscitare sospetti all’interno in un contenitore che fu del metadone.
Fausto Del Bello, come peraltro ha chiesto il difensore, l’avvocato Alberto Coslovich, è stato assolto da ogni accusa. Per il momento, cedere la pipì non costituisce reato né tantomeno una truffa, ha indirettamente detto la sentenza del giudice Luigi Dainotti. (c.e.)
(il Piccolo di Trieste)
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onf:ostridicolo:onf:mah, fa ridere però